Detto? Fatto! Com’è andato il mese di 101 desideri e..vita da robot, la nuova sfida!

viaggiare

Il mio primo desiderio: viaggiare ogni anno in almeno una nazione diversa

 

Ci sono due tragedie nella vita: non riuscire a soddisfare un desiderio e soddisfarlo.

Oscar Wilde

 

È passato un mese da quando ho cominciato la rubrica “Detto? Fatto!”, dove faccio da cavia per te tecniche di crescita personale per un mese, sperando di coinvolgerti ed essere mio compagno di avventura, per poi analizzare insieme i risultati ottenuti e decidere cosa fare dopo.

Se ti ricordi, un mese fa ti avevo proposto la tecnica dei 101 desideri di Sibaldi per iniziare un percorso di crescita personale. Ovviamente l’ho provata anch’io e oggi ti racconterò com’è andata e ti proporrò la nuova tecnica di questo mese, vita da robot, basata sulla creazione di routine e rituali quotidiani.

Ma andiamo con ordine e partiamo da cosa è successo questo mese:

La tecnica dei 101 desideri: interessante, ma non efficace come pensavo

Partiamo dai lati negativi: la sfida dei 101 desideri si è rivelata piuttosto ostica per me. Sono riuscito ad arrivare a 70 desideri sulla mia lista, sforzandomi parecchio. Forse perché sono una persona con poche ma chiare ambizioni e senza un grande desiderio di possedere cose in generale, il numero di 150 desideri provvisori mi è sembrato enorme. Inoltre, con dispiacere, ho notato come non si sia realizzata una delle previsioni di Sibaldi quando parla di questa tecnica, ovvero: “Dopo 50 desideri scoprirai cose di te che non hai mai saputo, ti si apriranno nuovi mondi spirituali. Quando rileggerai i primi desideri ti sembreranno stupidi”. A me è successo il contrario. Molti dei desideri che ho inserito ai primi posti sono quelli più significativi, mentre più andavo avanti più i desideri diventavano meno interessanti (il mio desiderio n.54 è avere più vestiti eleganti, e l’ho messo senza troppa convinzione). Può darsi che questo effetto collaterale sia capitato perché non sono riuscito a completare la lista, ma non ne sono troppo convinto.

Per fortuna ho anche notato parecchi benefici

  • La lista mi ha aiutato a formulare i miei obiettivi in modo più chiaro e a trovare del tempo per pensarci su: indubbiamente il punto di forza di questa tecnica. Formulare gli obiettivi secondo le regole (non usare “non”, non chiedere nulla per gli altri, etc.) è di per sé un esercizio molto interessante, ti aiuta a fare chiarezza su ciò che vuoi e a pensare anche alle conseguenze. Ogni volta che ho scritto un desiderio mi sono chiesto: cosa succederebbe se si avverasse davvero? E le risposte non sono sempre state piacevoli: non ho inserito un desiderio come “Voglio essere sempre felice” perché ci sono dei momenti nella vita in cui è meglio non essere felici (quando devi elaborare un lutto, ad esempio), e perché sono convinto che vivere solo la felicità è una grossa limitazione poiché esistono tante altre altre emozioni che possiamo provare nel corso della nostra vita e limitarsi ad una sola non mi piace per niente.
  • La lista è provvisoria: 150 desideri sono una bella montagna da scalare, quindi inutile preoccuparsi troppo di cosa inserire, almeno all’inizio. Puoi sempre cancellare un desiderio, modificarlo, fare quello che ti pare. Scoprirlo è una bella sensazione, che ti toglie un sacco di pressione e ti permette di affrontare la giornata più tranquillamente.
  • I desideri seriali come strumento per capire la tua personalità Nonostante una delle regole sia di non inserire desideri seriali, mi sono accorto che quelli che cominciavano con “Voglio imparare” erano parecchi. Ho cercato di raggrupparli e di cambiare formulazione (anziché dire “Voglio imparare tedesco” ho usato “Voglio parlare tedesco”), ma la sostanza è cambiata poco. Mi ha fatto comunque piacere avere la conferma che sono una persona a cui piace imparare le cose più disparate. 
  • Il momento in cui scrivi la lista influenza i tuoi desideri: ho scritto desideri sulla lista in momenti e stati d’animo diversi, e mi sono accorto che i desideri cambiavano. Quando ero stanco e assonnato avevo altre priorità rispetto a quando ero sull’autobus, etc. Ho così realizzato che è meglio pianificare quando ti senti in forma e fresco e, quando ti senti stanco e vorresti cambiare idea è meglio attenersi al piano originale. 
  • I desideri da “bravo bambino” capitano lo stesso: Anche se la lista è scritta al riparo da occhi indiscreti, mi sono accorto della presenza di un censore interno, che in qualche modo raccoglie le aspettative degli altri su di me. Nonostante Sibaldi parli di disobbedienza mi è stato piuttosto difficile andare contro questo censore interno, e qualche desiderio che ho espresso è più un’espressione di ciò che gli altri vogliono per me piuttosto che quello che voglio davvero. Credo che questo inconveniente si possa superare proseguendo con la lista: una volta finito di elencare cosa la società si aspetta, qualcosa di più personale deve rimanere per forza! 🙂
  • I desideri altruisti: La tecnica dei 101 desideri sembra fatta per creare una lista egoistica: una delle regole è “Non chiedere nulla per gli altri”. La realtà è più complessa: dopo una trentina di desideri dedicati solo a me ho capito che mancava qualcosa, e mi è venuto naturale mettere desideri in cui vuoi aiutare il prossimo (uno dei più belli che ho scritto è: “Aiutare una persona che non conosco a realizzare il suo sogno” e mi auguro che Pensa Fuori dalla Scatola possa aiutarmi! 😀 ). La tecnica dei 101 desideri conferma qualcosa che ho sempre sospettato: per aiutare gli altri nel modo più efficace devi essere una persona soddisfatta della tua vita e disponibile a dare (il genitore di Giacobbe, insomma).  
  • I desideri continuativi: i desideri più interessanti in assoluto che ho trovato, però sono quelli continuativi, ovvero quelli che non finiranno mai di realizzarsi. Cosa intendo? Quei desideri che si realizzano solo se vengono realizzati tutti i giorni (ad esempio uno dei miei è: “Voglio trovare un motivo per essere grato tutti i giorni”), quindi sono più vicini ad un’abitudine o a una filosofia di vita. Da studioso di crescita personale li trovo i miei preferiti, perché penso siano i più efficaci per ottenere i cambiamenti che vogliamo e avvicinarci al nostro ideale di vita. In più sembrano fatti apposta per essere letti tutti i giorni, proprio come suggerisce la tecnica.

Tutto sommato la tecnica dei 101 desideri ha prodotto dei risultati interessanti, anche se in un certo sento mi aspettavo di più (soprattutto dal punto di vista spirituale). Continuerò comunque a praticarla e se dovessi scoprire qualcosa di nuovo ti terrò aggiornato. Se hai provato questa tecnica anche tu in questo mese o in un momento della tua vita, fammi sapere che impressioni hai avuto, mi piacerebbe molto confrontarmi con te! 😀

Ed ora è il momento di svelare la seconda tecnica di crescita personale di “Detto?Fatto!”che applicherò questo mese, cioé…

Vita da robot

Ho deciso di battezzare la tecnica di questo mese “Vita da robot”, perché si basa sulla creazione di routine quasi come se fossimo degli automi. Durante le mie letture ho notato come ogni persona di successo ha sviluppato la sua routine personale, e la crescita personale si basa sulle routine più di successo (alzarsi presto la mattina è uno degli esempi più abusati). Quello che farò questo mese è creare delle strette abitudini che non modificherò in nessuna circostanza. Siccome la vita succede e gli imprevisti sono in agguato ho selezionato come area principale la mattina (in cui è più difficile che capitino sorprese o che abbia impegni sociali), ma inserirò anche altre piccole abitudini qui e là, senza mai cambiarle.

Ti faccio subito un esempio pratico. La mia routine mattutina da domani sarà: sveglia alle 7, 15 minuti di meditazione, studio fino alle 8, scrittura fino alle 8.45 e poi via al lavoro, dove ho in programma di leggere sull’autobus (una mezzoretta di viaggio). Il tutto rigorosamente senza internet, distruttore della mia produttività personale. Questo avverrà tutti i giorni senza nemmeno doverlo programmare o pensarci, come un robot.  La mia sfida per te questa settimana è di prendere un paio d’ore al giorno dove il numero di imprevisti che ti possono capitare è minimo (la mattina oppure la sera tardi) e di dedicarle ad un progetto che avevi nel cassetto da tempo, o per prenderti cura di te. Per questo mese ti chiedo di mantenere una scheda molto rigida e di rispettarla il più possibile (che significa niente eccezioni in caso di emergenze). 

Se ti va di affrontare la sfida “Vita da robot” oppure vuoi dirmi la tua opinione sul mese dei 101 desideri i commenti sono a tua disposizione. E se vuoi affrontare questa sfida non in solitudine, condividi questo articolo con un tuo amico o una tua amica così avrai ancora più supporto morale! 😉

Buona giornata!