Leggere è noioso? Ma anche no.

library

Un muro invalicabile o una scala per raggiungere nuove vette?

Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando.
Haruki Murakami

 

Un paio di settimane fa ti ho parlato di come la materie e l’impostazione date alla scuola non ti preparino ad affrontare la vita nel modo migliore, ma la scuola ha (purtroppo) un altro effetto collaterale. Far disinnamorare i giovani della lettura.

Come è possibile che l’istituzione che dovrebbe invogliarti ad essere curioso ti allontani dai libri? Questo sarà l’argomento del post di oggi.

I danni del purismo

Cominciamo dalla definizione (anzi, dalle definizioni) di lettura. Mi faccio aiutare dal dizionario Garzanti:

 

“1. il leggere, l’esercizio del leggere; il modo in cui si legge: lettura di un testo, di un documentoimmergersi nella letturalettura lenta, speditalettura attenta, distrattadare lettura di qualcosa, leggerla ad alta voce |lettura di un contatore, rilevazione dei valori da esso registrati

2. lo scritto, il libro che si legge: «Pinocchio» non è una lettura solo per ragazzi

3. interpretazione; modo di vedere, di analizzare: la lettura di un fenomeno; la lettura di un film in chiave psicologica

4. lezione, conferenza in cui si spiega un testo: una lettura dantesca”

 

Come puoi vedere la parola “lettura” ha diversi significati, ma quello che tutti hanno in testa durante e dopo la scuola è uno solo: leggere un libro, possibilmente vecchio e scelto da qualcun’altro, di una noia mortale. Con queste premesse è ovvio che la lettura si fa parecchi nemici: quanti hanno avuto le palle fracassate dai Promessi Sposi per un paio di anni buoni senza essere esposti a libri più moderni e godibili?

La prima cosa che devi fare per apprezzare di più la lettura è cambiare la tua definizione di riferimento: non sarà più leggere un libro che non sopporti, ma il semplice atto di leggere. Parti dalle cose più semplici, come le etichette delle bottiglie di acqua (io ho cominciato così 😀 ) passando per i fumetti (che adoro tutt’oggi, specie quelli giapponesi) arrivando a libri più o meno complicati, anche se non dovessero essere esattamente capolavori della letteratura, come “Cinquanta sfumature di grigio”.

Leggere non è molto diverso da un’attività fisica: c’è a chi viene più facile e chi deve avvicinarsi gradatamente partendo da argomenti di suo interesse per poi espandere la sua capacità di lettura anche ad argomenti più tosti.

Non pensare di non essere un grande lettore solo perché non ti sei mai avvicinato ai grandissimi capolavori. È ok, non deve mica essere il tuo obiettivo finale. Non tutti i corridori vogliono diventare maratoneti, ma puoi raggiungere un buon livello specializzandoti nelle cose che ti piacciono.

A questo punto qualcuno potrebbe obiettare: “Ok, ma se passo il tempo a leggere romanzi Harmony nonostante mi piacciano non ho l’impressione di migliorare come persona, né di leggere qualcosa di straordinario.”

Questo ci porta dritti al secondo punto di oggi:

Leggere è uno stato mentale

Ti ricordi le definizioni di lettura che abbiamo visto sopra? La numero tre passa molto spesso inosservata: vedere la lettura come un’interpretazione della realtà.

Passiamo anni alle scuole dell’obbligo a fare esercizi di comprensione del testo e una volta terminata la scuola ci dimentichiamo che questa è l’attività che contraddistingue la lettura per eccellenza.

La lettura è uno stato mentale che comporta mente aperta, curiosità e voglia di capire il mondo che ci circonda. 

Devo ammettere che questa chiave di lettura mi era sempre sfuggita fino a quando ho letto Dragon Zakura, un manga giapponese che presenta metodi di studio e di insegnamento alternativi a quelli tradizionali. L’ho trovato fantastico sotto molti aspetti, e mi è piaciuto un sacco il personaggio dell’insegnante di giapponese, Ryūzaburō Akutayama. Per insegnare lettura e comprensione del testo ai suoi studenti li porta a fare un giro in città chiedendogli di notare cosa è cambiato negli ultimi anni (ad esempio i segnali in coreano) e cosa potrebbe significare (in questo caso rapporti più stretti tra Giappone e Corea). Questa è la vera essenza di lettura, non spendere tempo su un libro che odi solo perché qualcun’altro ti ha obbligato a farlo.

In questo passaggio tratto da una finta intervista un po’ snob di Repubblica lo trovi espresso in modo ancora più chiaro:

 

“Ma poi, mica solo i libri possono essere letti. Puoi leggere le persone, un quadro, uno stato d’animo. Per compiere l’azione di leggere, non hai bisogno di un libro. Puoi leggere il cielo, oppure gli spartiti. Io leggo i gesti del direttore d’orchestra e li interpreto.”

 

Infine (questo è dedicato a tutti quelli che ritengono i non lettori di libri delle capre ignoranti) con internet le modalità di apprendimento sono cambiate: oggi puoi ottenere informazioni utili usando strumenti diversi dai libri, come video (ad esempio i tutorial su Youtube), i blog o i podcast (file audio che puoi trovare su internet e che trattano gli argomenti più disparati). Personalmente continuo a considerare il libro come la fonte per eccellenza per acquisire informazioni affidabili, in quanto il lungo processo di scrittura ed il lavoro che ci sta dietro lo rendono più completo e profondo dei testi online, brevi e generici, ma oggi è possibile diventare esperti in un settore solo usando risorse messe a disposizione online.


“D’accordo, mi hai convinto, la lettura è uno stato mentale, è bella e tutti possono trovare la loro via per avere soddisfazione durante la lettura. Ma io devo leggermi questo mattone (inserire titolo di libro che devi studiare) e non riesco proprio a mandarlo giù. “

Ci sta,  la lettura non è sempre divertimento. Come puoi affrontare quindi quei libri scritti in modo denso e pesante (i libri universitari italiani su tutti) che devi comunque studiare per poter passare un esame o acquisire conoscenze indispensabili?

Questo ci porta all’ultimo argomento di oggi.

Come leggere del materiale noioso o pesante

Finora ci siamo concentrati principalmente sulla lettura come fonte di piacere e di relax, ma non è sempre così. Spesso dobbiamo leggere manuali o informarci su argomenti non esattamente entusiasmanti, perché ce lo richiede il nostro lavoro o la scuola che frequentiamo.

Come fare a rendere la lettura di questi libri più interessante?

La prima cosa che puoi fare è instaurare un dialogo con il libro e con l’autore. Cerca di capire il contenuto ed il punto di vista dell’autore, ma se non ti convince scrivi la tua opinione accanto al paragrafo o su un apposito quaderno. Avvia un dialogo e cerca le risposte alle tue domande più avanti nel libro, oppure chiedile a una persona più esperta. L’importante è leggere in modo attivo e non limitarsi ad assimilare nozioni senza usare del sano spirito critico.

Un secondo stratagemma è diventare un cacciatore di pepite. Internet ha cambiato il nostro modo di leggere, facendoci saltare da un paragrafo all’altro e magari tornando indietro per riprendere alcuni concetti saltati. Questo modo di lettura non si adatta molto bene a romanzi o qualsiasi altro tipo di lettura affrontiamo per divertimento, ma è perfetto per leggere libri in cui stiamo cercando informazioni utili. In questo caso può pure tornarti utile la lettura veloce (anche se non sono un grande fan) poiché ti permette di selezionare alla svelta le informazioni interessanti e poi di memorizzarle. Un esempio in cui puoi applicare con successo l’approccio del cacciatore di pepite sono i libri di crescita personale: quando realizzi che i concetti sono ridondanti, comincerai a saltare quelli che hai assimilato e fatto tuoi per passare a quelli su cui devi ancora lavorare.

Questi due stratagemmi purtroppo, non funzionano sempre. Esistono testi molto densi, come un manuale di matematica o un libro di scacchi, in cui in una pagina sono contenute più informazioni che in un intero libro di un altro argomento. In questo caso l’unico consiglio che ti posso dare è di abbandonare l’idea di lettura per puro piacere personale (già, nella vita non c’è solo il piacere 😛 ) e di adottare quella di lettura come allenamento per il tuo cervello. Prenditi tempo e vai piano: eserciterai la tua capacità di concentrazione e di lavorare su problemi concettuali tosti, facendo fatica ma imparando a pensare più in profondità. Per non demoralizzarti, considera questi libri come “speciali” e quando pianifichi le sessioni di studio non usare un numero di pagine fisso: meglio dividere lo studio per temi e mantenere il piano più flessibile possibile, aggiustandolo alla tua velocità di apprendimento.

Nota: e l’azione?

Questo post è dedicato specificatamente alla lettura perché sono stufo di sentire affermazioni come “Leggere è noioso” buttate lì a caso solo per le brutte esperienze avute a scuola con i classici italiani.

Se fai parte di questo gruppo di persone, dai un’altra chance alla lettura. Non lasciare che una scuola pensata duecento anni fa ti impedisca di visitare mondi nuovi e sconosciuti e di diventare una persona migliore.

Vai in una libreria o in una biblioteca, prenditi un libro che ti incuriosisce e una volta arrivato a casa, comincia a sfogliarlo. Potresti scoprire una nuova passione o risvegliare un amore sopito.

Se invece decidi di cominciare a leggere libri di crescita personali, attento a non cadere nella trappola della pornocrescita personale: per poter assimilare al meglio questi libri l’azione è più importante della lettura.

Adesso che siamo arrivati alla fine del posti di oggi ho una richiesta particolare per te: anziché chiederti di mettere il solito, scontato, like o di condividere il post sui social voglio chiederti qualcosa di più personale. Se conosci qualcuno che odia la lettura, mandagli il link del post di oggi e chiedigli di dargli un’occhiata (1600 parole non sono poi così tante! 😉 ) e poi fammi sapere se sono riuscito a convincerlo, o convincerla, a dare un’altra opportunità alla lettura. 

Buona settimana!

 

 

 

 

 

Annunci

3 commenti on “Leggere è noioso? Ma anche no.”

  1. Grazia Gironella ha detto:

    La mia impressione sulle letture richieste a scuola è pessima. Se fai leggere a un ragazzo tre libri di seguito sulle Guerre Mondiali, e comunque sempre testi vecchi (quando non antichi), magari gli insegni la storia e altre cose, ma può darsi che tu gli abbia instillato il sospetto che leggere sia una rottura di balle. Ne vale la pena? Secondo me no. Gli scrittori hanno continuato a scrivere bei romanzi anche dopo i Promessi Sposi, per fortuna. Detesto questo modo di proteggere il passato, che appunto è passato. Guardiamoci intorno e vediamo cosa c’è di interessante nel mondo di adesso. 🙂

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Magari fossero le guerre mondiali, io ho ancora gli incubi pensando agli onnipresenti assiri e alle guerre puniche che occupavano almeno un anno di tempo! 😛
      Mi fa piacere che anche tu sia d’accordo nel trovare libri moderni, interessanti e ben scritti da proporre a scuola (anche se forse sei un po’ di parte! 😉 ). Detto questo, ben venga la lettura e lo studio dei capolavori del passato, ma solo dopo aver creato una passione per la lettura che permetta di andare più in profondità e di godere davvero di un’opera, anziché considerarla una noia mortale.

      • Grazia Gironella ha detto:

        Ah, no, non sono tendenziosa, giuro! 😀 Per carattere non sono molto radicata al passato, e metterlo in una teca per continuare a parlarne mi sembra spesso uno spreco di tempo e di energie. E sì, sarebbe bello che si potessero gustare i classici quando si è in grado di farlo, piuttosto che leggerli per dovere, con danno per la lettura in generale.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...