Imparare dai migliori: Tim Ferriss

tim ferriss2

Eccolo qui, il protagonista di oggi.

 

“La gente sceglierà l’infelicità invece dell’incertezza”

Tim Ferriss

 

Il protagonista della rubrica “Imparare dai migliori” di oggi, Tim Ferriss, è molto conosciuto nel mondo della crescita personale americana ed è molto popolare anche tra gli appassionati italiani da quando ha scritto il suo primo libro: “(Lavorare) Quattro ore alla settimana“. In questo libro Tim racconta il percorso che l’ha portato dall’essere un imprenditore ultraoccupato (uno di quelli che lavorano più di sessanta ore la settimana, per intenderci) ad essere padrone del suo tempo, lavorando meno ed avendo molto più tempo per viaggiare, condividendo strategie interessanti come l’outsourcing

Se sei curioso di saperne di più su questo interessante personaggio, puoi dare un’occhiata al suo blog, oppure continuare a leggere questo post, in cui condenserò per te tutto quello che puoi imparare da lui.

 

Sperimentazione (anche estrema)

guinea pig

Tim Ferriss si vede così

Tim Ferriss ha una curiosa definizione di se stesso: “Guinea Pig” (una cavia). Nessuna definizione pomposa, niente guru o esperto, ma semplicemente una cavia. Questa definizione racchiude perfettamente la sua filosofia: Tim Ferris è un San Tommaso dei tempi moderni, convinto sostenitore del metodo scientifico. Quando decide di raggiungere un obiettivo legge valanghe di informazioni sull’argomento e quali sono i metodi più usati per raggiungerlo e poi sperimenta tutto.

Già, tutto. Tim utilizza un approccio molto rigoroso alla crescita personale, testando anche teorie che sono lontane dal suo modo di vedere la vita. Giusto per dirne una, una volta su consiglio di un amico si è messo a gridare il nome di ogni fermata sulla metropolitana per cinque minuti, prima di scendere come se nulla fosse. A che pro fare qualcosa di così stupido, potresti chiederti (domanda più che legittima)? La risposta data da Tim è per imparare a desensibilizzarsi all’opinione degli altri, qui intesa come tutto quell’insieme di norme sociali da rispettare quando siamo con sconosciuti (ad esempio non parlarsi, non dire o fare nulla di strano, etc.). Un modo piuttosto strano, ma al contempo efficace.

La più grande lezione che puoi imparare da Tim è proprio questa. Sperimenta, sperimenta, sperimenta. Non cadere nella trappola della pornocrescita personale, ricordati che quando cominci un percorso di crescita la raccolta delle informazioni è solo il primo passo. L’azione e l’adattamento delle informazioni raccolte sono i passi successivi che devi compiere per raggiungere il tuo obiettivo, qualsiasi esso sia. Per dirla “come mangi”, se vuoi raggiungere un obiettivo devi muovere il culo e parecchio.

Questa filosofia di sperimentazione estrema ha portato Tim a mettere in dubbio anche gli elementi su cui si fonda la cultura in cui è nato e vissuto, quella americana. Concetti come il vivere per lavorare (anche se odi il tuo lavoro), i “fondamentali” meeting aziendali (ormai riconosciuti come divoratori di produttività) e l’esercizio fisico troppo spinto per mantenersi in forma (a cui ha dedicato un intero libro). Mettendo in dubbio credenze così consolidate, Ferriss si è dovuto preparare molto bene e, a differenza di molti altri libri di crescita personale, ha utilizzato dati per confermare o smentire le sue teorie e poi ha condiviso i risultati con i suoi lettori.

Questo ci porta alla seconda qualità da rubare a Tim: l‘accountability. Traducibile come “responsabilità”, nel caso specifico indica qualcosa di più simile alla possibilità di verificare quanto si stia dicendo. Tim, a differenza di molti pseudo-guru, non chiede a chi lo segue di avere una professione di fede e di credere a lui per principio, ma vuole convincerti della bontà delle sue idee attraverso dati, test e altri strumenti concreti.

Avere accountability significa anche comportarsi in modo coerente con quanto si professa, specialmente quando sei un esperto del settore. Questo non ti toglie la possibilità di cambiare idea (solo gli stupidi non lo fanno mai), ma se lo fai è importante spiegare per quali motivi hai smesso di ritenere valido il punto di vista precedente. Mi capita spesso di vedere persone difendere un’idea a spada tratta, cambiare versione ed attaccare immediatamente la versione precedente, rifiutandosi di averla mai sostenuta. Qualunque “esperto” si comporti in questa maniera non vale la pena di essere seguito: cosa puoi imparare da chi non sa ammettere i suoi errori?

Impara attraverso la decostruzione e il MED

lego

Probabilmente Tim è stato ispirato dai Lego per questa teoria.

Tim Ferriss non è solo un accanito sperimentatore. Nel corso della sua vita ha approfondito un altro tema molto interessante: l’acquisizione di una nuova abilità in tempi rapidi. Dopo anni di ricerca e di prove è riuscito a mettere a punto un metodo molto efficace, usando la destrutturazione. Come funziona?

La decostruzione consiste nel prendere un’abilità e scomporla nei suoi elementi fondamentali. Prendiamo come esempio imparare una lingua straniera: gli elementi fondamentali da conoscere sono l’alfabeto (e la parole che ottieni combinando i diversi caratteri), i suoni e la grammatica. Per rendere le cose più facili devi dedicare parte del tuo tempo allo studio di questi elementi separatamente, in modo da poter poi mettere tutto insieme in un secondo momento una volta che hai acquisito i concetti fondamentali. Nel caso specifico potresti decidere di dedicarti alla comprensione e vocalizzazione dei suoni e studiarne una decina al giorno, per un paio di settimane (usando la pratica deliberata ad esempio) fino a che non sei in grado di riprodurre e comprendere questi suoni correttamente.

Qui potresti avere un’obiezione, legittima: “Ok, in teoria sembra tutto facile ma non può funzionare. La pratica deliberata è un processo lento, se devo focalizzarmi a lungo su un singolo aspetto rischio di perdere di vista il quadro generale.” Nel caso sopra, potresti parlare cinese come un madrelingua, senza sapere che accidenti stai dicendo. Non il massimo.

Per risolvere questo problema possiamo usare il principio 80/20 di Pareto. Questo principio statistico afferma che la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause. Quindi l’80% della ricchezza è in mano al 20% della popolazione (questa osservazione ha ispirato il principio stesso) e, cosa più interessante per noi, l’80% dei risultati è generato dal 20% dello sforzo.

Come applicare questo principio alle lingue? Tim Ferriss si è reso conto che in ogni lingua esistono parole utilizzate molto più spesso. Concentrandosi solo su queste parole, e sui suoni relativi, puoi acquisire una comprensione maggiore della lingua che stai studiando in tempi molto più brevi rispetto a studiare libroni di grammatica senza spiaccicare una parola.

Il principio di Pareto rappresenta un invito a focalizzarsi: per imparare velocemente un’abilità devi capire quale è il tuo 20% magico che genera la maggioranza dei risultati positivi e lavorarci sopra di conseguenza. Tim Ferriss chiama questo 20% MED, sfruttando un termine medico: MED sta per “Minimum Effective Dose” e in questo caso può essere tradotto come il minimo sforzo necessario per ottenere il risultato che ci siamo prefissati.

La cattiva notizia è che non è facile capire quale sia il 20% su cui lavorare al massimo. Spesso non esistono neppure risposte univoche, dato che ognuno di noi ha capacità ed attitudini diverse e quindi anche imparando la stessa abilità potrebbe concentrarsi su aspetti diversi. Uno dei modi migliori per identificare il tuo MED è affidarsi ad una persona più esperta, in grado di darti consigli mirati che renderanno più veloce il tuo processo di apprendimento. Se invece non hai a disposizione nessuno che possa aiutarti, non disperare. Puoi crearti da solo il tuo MED attraverso letture e tentativi, ma avrai bisogno di più tempo! 😉

Ora che hai deciso su quali parti dell’abilità focalizzarti è tutto a posto, giusto? Non ancora, adesso è arrivato il momento di sperimentare. Come prima cosa puoi capire quali sono i metodi più consigliati facendo un giro in internet o chiedendo all’esperto che hai scelto, ma poi non limitarti a mettere in pratica tutto passivamente. Prova a fare esattamente il contrario, cambia alcune parti, e osserva come cambiano i risultati. In questo modo non solo saprai che qualcosa è sbagliato e non funziona, ma saprai anche perché. La pratica deliberata non è un scienza esatta e ognuno ha la sua ricetta personale, una via di mezzo tra i metodi più di successo e qualcosa che “in teoria” non dovrebbe funzionare.

Prendendoti la possibilità di imparare qualcosa quando non ne hai immediatamente bisogno, puoi anche usare i principi della soft zone e cominciare ad introdurre elementi di disturbo, così sarai pronto ad esercitare la tua abilità anche quando le condizioni non saranno sempre perfette.

Applicando il sistema della decostruzione riuscirai ad imparare una nuova abilità in tempi molto più veloci rispetto ad un metodo di studio tradizionale, ma questo metodo ha un limite, che ironicamente è anche la sua forza: concentrarsi sul MED. Se all’inizio tagliare senza pietà tutto il superfluo dal MED ti permette di migliorare in tempi rapidissimi e di acquisire solide basi, una volta raggiunto questo livello intermedio dovrai cominciare a lavorare sull’80% che hai trascurato se vuoi migliorare ancora. Questo significa fare molta più fatica per ottenere risultati solo leggermente migliori, diciamo che è il percorso da intraprendere se vuoi passare da “più che bravo” a “uno dei migliori in assoluto”. Quindi il sistema di decostruzione delle abilità proposto da Ferriss è ottimo per imparare una nuova abilità, ma insufficiente quando vuoi portarla ai massimi livelli.

Quando occupato significa inefficiente

 

occupato

L’impiegato ideale di molte aziende (solo in teoria)

Un corollario della decostruzione delle abilità è la gestione del tempo. Tim Ferriss, da americano DOC, è cresciuto con il mito della produttività ad ogni costo: più lavori e più ti mostri occupato, più sei produttivo. Questo è quello che gli è sempre stato insegnato, ma la scoperta e l’applicazione del principio di Pareto gli hanno fatto realizzare che la produttività ad ogni costo è deleteria.

In onore del mito della produttività, in sempre più aziende (europee incluse) le persone fanno di tutto per tenersi occupate, e quando non hanno nulla da fare si fingono occupate lo stesso, magari spendendo tempo a creare report inutili o a fare lavori lunghi e noiosi che non aggiungono nulla al loro contributo in azienda, ma li fanno sentire meglio. Non puoi mica non aver nulla da fare se tutti gli altri stanno lavorando, potrebbero essere gelosi di te!

In questo modo si crea un sistema perverso per cui le persone più veloci ed efficienti devono comunque spendere otto ore lavorando, passando la maggior parte del tempo su attività inutili solo per non fare brutta figura. Questo tempo potrebbe essere speso meglio in due modi: prendendosi una pausa durante il lavoro, magari facendo due passi ed una camminata, e una volta tornati, dedicandosi ad attività con più impatto come la formazione personale o la collaborazione con un altro dipartimento per la risoluzione di un problema aziendale.

Non avere vergogna di prenderti del tempo di ozio, quando hai finito un compito particolarmente impegnativo. Il riposo è parte integrante della performance, e saper riposare bene è la chiave per resistere al meglio sotto pressione.

Mi auguro che questo post ti sia utile per acquisire nuove abilità. Se hai il tuo personalissimo metodo che vuoi condividere, i commenti sono per te! 😉  Se invece ti è “solo” piaciuto, aiutami a crescere e condividilo con i tuoi amici usando i pulsanti social qui sotto. 😀

 

 

 

 

 

 

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One Comment on “Imparare dai migliori: Tim Ferriss”

  1. […] apprezzarli di più e ho cominciato ad applicare una massima americana che ho conosciuto leggendo Tim Ferris: “What gets measured, get managed”. Per i diversamente inglesi: quello che viene misurato, […]


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