Perché Cenerentola ti ha rovinato la vita

cinderella

 

 Ecco qui la criminale!

“Il sogno è una speranza che nasce dal cuore.”

Cenerentola sul suo sogno: accalappiarsi un uomo per uscire dalla miseria.

Il post di oggi, un po’ particolare, dedicato soprattutto alle mie lettrici, che da mesi sopportano l’uso della seconda persona singolare solo al maschile.

Oggi voglio raccontarti usando occhi più adulti una fiaba che potresti aver amato molto da bambina (oggi la seconda persona sarà al femminile! 😀 ). Cenerentola.

Scommetto che ti starai chiedendo come questa fiaba possa averti rovinato la vita. La trama sembra piuttosto innocente: la sfortunata Cenerentola, sfruttata da matrigna e sorellastre, riesce a migliorare la sua vita e a sposare il principe. Una storia di riscatto sociale a lieto fine, insomma.

Eppure ci sono messaggi molto pericolosi in questa fiaba. Tanto per cominciare, Cenerentola è un’esaltazione della donna remissiva. Anche se è trattata come una pezza da piedi, lei non si ribella ed accetta di buon grado tutte le porcherie che deve subire. Perché? Non sarebbe stato meglio andarsene di casa e costruirsi una vita con persone in grado di amarla e di rispettarla? No, la nostra eroica Cenerentola rimane stoicamente in un posto che detesta, e non fa nulla per cambiare le cose. Nella versione Disney si limita a lamentarsi con i suoi amici topi (tra l’altro neppure loro fanno qualcosa per darle una mano in modo concreto) e vive una vita da frustrata. Mica male per un’aspirante eroina.

Cenerentola continua la sua vita senza avere né uno scopo né un minimo di dignità, fino a che un giorno viene a sapere che il principe è in città ed ha organizzato un ballo di gala. E qui scatta il colpo di genio per sfuggire alla sua miseria, cioè sposare il principe.

Stop.

Come definiresti una che si comporta così nella realtà? Io un’idea ce l’ho: arrampicatrice sociale. Cenerentola non sa nulla del principe, non l’ha mai visto neppure in fotografia, eppure decide che il poveraccio è un buon partito e l’unica occasione per sfuggire ad una vita misera. Davvero è questo il tipo di donna che ti piacerebbe essere?

Andiamo avanti con la storia.

Le sorellastre e la matrigna fanno di tutto per impedire a Cenerentola di andare al ballo, distruggendole anche l’unico vestito che avrebbe potuto mettere. Quando tutto sembra perduto, appare una fata che aiuta Cenerentola donandole un vestito ancora più bello. Questo è l’unico messaggio educativo che condivido di questa fiaba: quando fai di tutto per raggiungere un obiettivo, la tua passione e la tua tenacia ti faranno guadagnare il rispetto degli altri, che si sentiranno (quasi) obbligati ad aiutarti. Detto questo, non capisco perché il tuo obiettivo debba essere incastrare un pollo da spennare. Con questa determinazione puoi fare ben altro nella vita.

Purtroppo la ragione del comportamento di Cenerentola è legata ad un altro messaggio che non mi piace per niente: la dipendenza della donna dall’uomo.  Leggendo Cenerentola sembra che la donna non abbia alcuna possibilità di emanciparsi da sola. Può solo appoggiarsi ad un uomo forte e potente in grado di salvarla dalla situazione difficile in cui si trova. E questa è una porcheria. E’ vero che ogni donna ha una parte più femminile a cui piace il senso di protezione che può offrire un uomo, ma da qui ad esserne completamente dipendente ce ne passa. Diventare adulta significa raggiungere la tua indipendenza senza avere necessariamente accanto un uomo. Quando decidi di stare con una persona lo fai perché vuoi condividere la tua felicità, non perché senti il bisogno di avere accanto qualcuno che ti sostenga.

E ora torniamo alla storia.

La nostra eroina è arrivata al ballo, dove viene immediatamente notata dal principe che la invita a ballare con lui e i due rimangono appiccicati come ventose fino a mezzanotte, quando Cenerentola deve scappare a casa di corsa. 

Non so se ti sei accorta, ma il principe si innamora a prima vista di Cenerentola. Non si innamora perché ha visto la sua straordinaria (?) personalità, ma semplicemente perché ha di fronte una bella gnocca tirata a lucido. Oltre a far fare una magra figura all’universo maschile (il supersofisticato principe si comporta come un qualsiasi infoiato di sesso) passa un messaggio che trovo deleterio: l’aspetto fisico trionfa su tutto il resto. 

Questo messaggio non è circoscritto a Cenerentola, purtroppo, ma è presente in molte altre storie che ci raccontiamo oggi. Ci sono pure quelli che citano studi scientifici secondo cui l’uomo è programmato geneticamente per cercare la bellezza, mentre la donna per cercare la forza fisica e il potere. Da qui lo stereotipo della modella con il manager (o simili). Se ne trovi uno, fagli presente che il concetto di bellezza è relativo alla cultura in cui viviamo. Nell’Africa di tremila anni fa i canoni per selezionare una bella donna erano l’esatto contrario di adesso: rotonda (o addirittura grassa), fianchi larghi e culo grosso.

Non voglio essere ipocrita: sono il primo a voltarmi quando passa una bella ragazza e più di una volta ho cominciato volentieri la conversazione con una ragazza che mi sembrava attraente. La bellezza può aiutarti parecchio, ma se punti tutto sull’aspetto fisico sarai sorpassata da tutte le ragazze sicure, che hanno accettato i loro limiti e che sono solari e sorridenti. Non credere a chi ti dice che “gli uomini guardano solo l’aspetto fisico”, è una puttanata. Mostrarti disponibile (ma non troppo) e riuscire ad avere una conversazione interessante fa impazzire gli uomini molto più della bellezza.  

Ed ora torniamo alla fiaba, di nuovo.

Abbiamo lasciato la nostra eroina mentre corre a casa prima che arrivi la mezzanotte. Nella corsa perde una scarpa, unico indizio che rimane al principe per trovarla. (nota volante: la mia ragazza mi ha fatto notare che se perdi una scarpa mentre torni da un party sei sbronza; un’altra buona ragione per diffidare di Cenerentola). Dopo aver fatto provare la scarpa a migliaia di ragazze, il principe riesce finalmente a trovare Cenerentola, ovviamente l’unica donna in tutto il regno con il 35 di scarpe (no comment) ed alla fine di questa fantastica avventura i due si sposano e vivono felici e contenti.

Maledetta sia questa frase! Capisco che raccontare la vita coniugale di una coppia regale ad un bambina è un supplizio, ma perché darle false aspettative sulla vita di coppia? Se i bambini ascoltano senza battere ciglio storie in cui ci sono draghi e orchi che i bambini se li mangiano, non vedo perché non siano pronti a scoprire che le storie d’amore hanno alti e bassi e che essere felici e contenti sempre non è possibile, ma che per esserlo la maggior parte del tempo servono impegno e coraggio.

Con questo ho finito la mia disamina spietata di Cenerentola. Gli elementi che non mi sono piaciuti si ritrovano in altre storie, come la “Bella addormentata nel bosco” o “Biancaneve”, ma non tutte le fiabe per bambine sono da buttare dalla finestra: già nella Sirenetta c’è un’eroina più moderna e ribelle che combatte per affermarsi (parlo della versione Disney, la storia da cui è tratta è molto più triste e dark); ed anche Mulan e Pocahontas hanno caratteristiche simili (PS: con Pocahontas mi riferisco alla versione Disney, dato che è realmente esistita).

Qualcuna potrebbe pensare che la fiaba di Cenerentola sia ormai superata, quindi tutto il pippone che ti ho fatto sia inutile, ma mi è capitato di vedere spopolare una versione recente, abbastanza simile. Parlo di “Cinquanta sfumature di grigio”, una versione erotica di Cenerentola. Anche in questo caso la protagonista è una ragazza comune, poco attraente e noiosa che attira l’interesse di un multimiliardario. Di nuovo, il messaggio che passa per le donne è che, semplicemente stando sedute sul loro sedere, si vedranno piovere addosso l’uomo perfetto,  che darà un significato alla loro vita altrimenti insulsa (nel caso sopra, alla vita sessuale). Considerando il successo che ha avuto, mi sono chiesto se alcune donne sotto sotto vogliano essere dipendenti da un uomo, perché è più facile quando qualcuno si prende cura di te. Ma gli uomini oggi sono affascinati da ragazze indipendenti che sanno tenergli testa, quindi prima di convincerti che fare la mantenuta sia la scelta migliore, ripensaci! 😛

Ora ho proprio finito. Spero di non aver distrutto dei bei ricordi della tua infanzia, ma di averti incoraggiato ad assumere un atteggiamento più indipendente. E ovviamente, se questo post ti è piaciuto condividilo! 😉

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12 commenti on “Perché Cenerentola ti ha rovinato la vita”

  1. mammagisella ha detto:

    Completamente d’ accordo. Sottoscrivo tutto. In pieno. Anche io proprio oggi ho scritto un post su Cenerentola, dedicandolo alle mie bimbe..

  2. Primo: mi tolgo la cintura da Sognatore Fallito e la cedo al un degno collega disintegratore di sogni: col cinismo di un caterpillar hai appena fatto fuori Cenerentola e fatto vacillare la Bella addormentata nel bosco e Biancaneve 😀

    Poi bisogna capire il periodo storico: la fiaba è nata in quei tempi in cui davvero la donna (ragazza) faceva una vita di merda a casa dei genitori e l’unica speranza era sposarsi. Siccome la vita era solo lavoro e sacrifici, il massimo del sogno era sposarsi con uno che gli permettesse di godere della vita. Se uno non è ricco, difficilmente lo diventa (onestamente intendo) e ,se ora è comunque possibile avere una vita piacevole e fare un po’ di carriera, una volta avresti fatto la contadinella per il resto dei giorni.
    Sicuramente c’era anche una mentalità decisamente maschilista, che ai tempi sembrava normale e giusta così.

    Dici anche che “gli uomini oggi sono affascinati da ragazze indipendenti che sanno tenergli testa“. Attento a generalizzare! Non esserne così sicuro.
    Vedo tante coppie in cui la donna è la parte più accondiscendente e l’uomo è il classico maschilista. E alla donna sta benissimo così. VUOLE che sia così.
    Quelle donne vogliono l’uomo “stronzo” perchè trasmette sicurezza: lo stronzo appare sicuro di sè (indipendentemente che lo sia davvero, anzi spesso il maschilismo è dettato dalla paura).
    Quelle donne non andrebbero mai con uomini comprensivi e accondiscendenti perchè sono visti come “senza palle”.
    Questo per dire che ci sono anche uomini maschilisti e donne che li adorano. E va benissimo: l’importante è trovarsi, incastrarsi, essere compatibili, trovare ciò che si vuole (se escludiamo i casi estremi che finiscono con stalking e coltellate).

    Il problema invece sarebbe il non avere le idee chiare a riguardo. Ti faccio un esempio: un mio caro amico è….diciamo….un maschilista e femminista contemporaneamente. Fin da ragazzi mi diceva di sentirsi attratto dalle ragazze “dure”, quelle col look da punk, quelle con le palle (o ,almeno, che appaiono come tali).
    Altre volte però mi faceva discorsi esattamente opposti: sognava la povera fanciulla timida e bloccata che non aveva mai vissuto niente e immaginava di arrivare lui tutto figo sulla moto e dirle “hey baby, sali che ti porto a vivere”.
    Quando iniziava a uscire con una ragazza si rivelava ossessivo e maschilista fin dalla prima uscita, fin dai contatti telefonici per accordarsi.
    Ecco, la sua confusione mentale a riguardo gli ha creato parecchi problemi con le donne.
    Bisogna avere le idee chiare: vuoi una con le palle? Bene. Vuoi una che ti veda come il suo dio? Bene. Però bisogna anche sapere che ogni cosa ha dei pro e anche dei contro: sei vuoi la donna indipendente poi non ti lamentare se si comporta come i gatti e fa ciò che vuole col tuo consenso o senza; e se vuoi la dolce fanciulla poi non ti lamentare se avrà bisogno di te anche per andare a fare la spesa e non sarà di buona compagnìa in mezzo ai tuoi amici, comportandosi come una pallosa e paranoica palla al piede.

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Hahahahahhahah, mi fa piacere la tua investitura Marco, anche se sai che sono un grande fan dei sogni. Nel caso di Cenerentola mi sono solo schierato contro il sogno di diventare una mantenuta, sono sicuro che ci sia di meglio nella vita! 😉

      Il tuo intervento è molto interessante (praticamente un post nel post! 😀 ) e hai centrato un paio di punti di cui ero consapevole ma ho volutamente messo in secondo piano: il primo riguarda il periodo storico in cui è stata concepita Cenerentola, quando effettivamente la donna aveva un ruolo più subordinato di oggi. Non me la prendo con chi ha scritto Cenerentola, ma ho notato che i messaggi negativi che trasmette vengono presi per buoni ancora oggi, visto che le fiabe che ho citato (più 50 sfumature di grigio) sono raccontate e vissute da alcune donne come un sogno.

      Il secondo punto riguarda gli uomini attratti dalle donne indipendenti: rimango convinto che sia vero soprattutto nella fase della seduzione, in cui giocare a fare la difficile può intrigarci moltissimo. Quando invece dobbiamo creare una relazione più stabile, entrano in gioco tutte le dinamiche di cui hai parlato: ci saranno uomini più maschilisti che preferiranno una ragazza più remissiva, mentre altri che continueranno ad amare una donna più indipendente che gli tenga testa. Più probabilmente si finirà in una via di mezzo: adottare ogni tanto un comportamento opposto a quello che ci viene naturale aggiunge un po’ di pepe alla relazione.

      Infine, condivido al 100% quando sottolinei l’importanza di avere le idee chiare sulla persona che vuoi avere accanto. Indipendente o più remissiva, non esiste un modello standard di donna ideale, ognuno ha il suo. Basta esserne consapevoli per agire di conseguenza! 😉

      • La via di mezzo di cui parli (con la donna) è in pratica l’eterno rompersi le balle, tipico del matrimonio, altro che “pepe nella relazione!”

        Riguardo la fiaba di Cenerentola, se proprio insisti possiamo darle un restyling:
        “Cenerentola aveva dei genitori separati e quindi era viziatissima da entrambi, oltre che dai nuovi compagni dei genitori che cercavano di conquistare la sua simpatia. Ma purtroppo sul lavoro non era tenuta sul piedistallo come a casa, anzi aveva continui problemi coi colleghi e superiori.
        Un bel giorno vinse al superenalotto e quindi mandò a cagare i colleghi, pisciò sulla scrivania del principale e andò a vivere per sempre da single, cambiando fidanzato ogni tot anni

        Così è meglio? 😀

    • chiarachiarissima ha detto:

      Pienamente d’accordo!Come donna posso confermare tutto quello che hai detto! Hai fatto una descrizione perfetta della situzione attuale.

  3. Grazia Gironella ha detto:

    Mannò, accalappiatrice, la povera Cenerentola! Non era calcolo; si era solo innamorata di un’idea, cosa che alle donne riesce bene. Da non imitare! (“Il complesso di Cenerentola” è un libro che tratta proprio questo argomento, e in modo molto intelligente, se ben ricordo.)

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Mi stai consigliando un sacco di libri interessanti Grazia. E’ colpa tua se la mia lista di libri da leggere sta diventando ancora più chilometrica! 😛
      Devo confessare di non aver letto “Il complesso di Cenerentola” , questo post mi è venuto di getto e ho fatto solo qualche breve ricerca on-line. Rimedierò, promesso! 😀
      Quando ho parlato con la mia ragazza del post che stavo scrivendo, anche lei ha contestato la mia interpretazione di Cenerentola come un’accalappiatrice, dicendomi: “Voleva solo andare alla festa!”
      E’ possibile che si fosse solo innamorata di un’idea (cosa che riesce benissimo, purtroppo, anche a noi maschietti! 😛 ), ma anche in questo caso non ne esce benissimo: superficiale e incapace di riscattare la sua indipendenza da sola, continuo a pensare che non sia un buon modello per le bambine oggi.
      Detto questo, anche errare dall’altra parte è deleterio: l’ultrafemminismo spinto (facciamo tutto noi, gli uomini non ci servono) fa altrettanto male, perché limita la vita sociale e quella sentimentale. Anche se non va molto di moda in questo periodo di estremismi (soprattutto se sei un blogger! 😛 ) per quanto riguarda le relazioni penso che una sana via di mezzo tra dipendenza e indipendenza sia il modo più divertente per viverle al meglio! 😉


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