Aumenta un PO la tua creatività: cappelli e generatori di idee

creativity

Uno spazio bianco, uno degli strumenti migliori per scatenare la creatività!

Se non cambi mai opinione, perché averne una?

Edward de Bono

Nel post di lunedì scorsa hai visto il concetto di pensiero laterale, e ti ho mostrato qualche esempio per non rimanere su un piano troppo teorico. Oggi invece sarò molto più pratico e condividerò con te strumenti efficaci per aumentare la tua creatività: i primi due metodi sono stati inventati da de Bono, mentre l’altro è stato proposto da James Altucher, ed è un metodo tanto semplice quanto efficace per diventare una macchina di idee.

Sei pronto? Cominciamo!

 

Un cappello per pensare, o magari sei: organizzare il processo creativo

hat to think

 

Se i cappelli per pensare sono usati pure dagli impiegati di Google, devono funzionare per forza! 😛

Come chiedere a qualcuno di essere creativo a comando? Messa così, non sembra esserci nessuna risposta possibile. De Bono, tuttavia, da buono studioso del pensiero creativo è arrivato ad una soluzione interessante: il metodo dei sei cappelli per pensare. Questo sistema funziona meglio quando lavori in gruppo (se vuoi saperne di più, ha scritto un intero libro a riguardo) ma può funzionare anche quando sei solo.

Il metodo dei sei cappelli consiste nell’associare diversi aspetti del nostro processo cognitivo (raccolta dei dati, visione ottimistica e pessimistica, etc.) a cappelli di colore diverso. Quando stai risolvendo un problema, puoi mettere in ordine le idee fingendo di indossare uno di questi cappelli e analizzando la situazione solo da quella prospettiva; una volta finito cambi cappello e ricominci l’analisi. In questo modo avrai una visione più completa del problema, e utilizzando le sfaccettature che hai notato troverai una soluzione più creativa.

Vediamo quali sono i sei cappelli di de Bono:

Il cappello bianco è usato per la raccolta e la raccolta di dati oggettivi e per analizzare la situazione da un punto di vista oggettivo, quasi come se fossi un computer.

Il cappello blu è quello razionale ed organizzativo. Serve per controllare ed organizzare il processo di pensiero per esplorare l’argomento. Quando indossi il cappello blu ti occupi dei lati più pratici di un problema, nonché di definire gli obiettivi da raggiungere e gli argomenti rilevanti alla soluzione. Si utilizza soprattutto all’inizio ed alla fine di un processo, rispettivamente per definire le linee guida ed analizzare i risultati ottenuti.

Il cappello rosso è usato per prendere coscienza delle emozioni ed intuizioni relative al problema che stai analizzando. Al contrario di quello che si può pensare il cappello rosso non è utilizzato per individuare i nostri sentimenti riguardo un problema per poi escluderli dal processo decisionale, ma per integrarli. Non siamo supercomputer, siamo esseri umani, ed emozioni e intuizioni fanno parte del nostro arsenale per prendere decisioni efficaci. Esplicitando i tuoi sentimenti e le tue sensazioni capirai quale influenza avranno sul tuo processo decisionale ed essendone più consapevole migliorerai la qualità delle tue decisioni.

Quindi attento a non sottovalutare le tue emozioni: secondo alcuni studiosi, in particolare Gladwell e Gigerenzer, emozioni ed intuizioni anticipano aspetti di una situazione invisibili agli occhi della ragione e in alcuni casi sono strumenti migliori per prendere decisioni difficili (del resto hai mai scelto la persona con cui stare facendo una lista di pro e contro? 😛 ).

Il cappello verde è il simbolo della creatività e della fantasia. Rappresenta la forma più pura del pensiero creativo: cerchi alternative senza giudicarle, non importa quanto ti sembrino pazze o irrealizzabili, le butti sul tavolo e le lasci lì, in attesa di una possibile realizzazione pratica. Lo scopo del cappello verde non è generare idee brillanti, ma idee nuove, ed è particolarmente utile in tutte quelle situazioni di stallo in cui non ti sembra di vedere alcuna via d’uscita. De Bono considera questa parte del processo creativo come la più difficile, e se vuoi avere qualche consiglio per diventare una macchina di idee, sei autorizzato a fare una pausa e saltare all’ultimo paragrafo! 😉

Il cappello giallo è quello dell’ottimista, chi cerca di vedere il buono in ogni situazione. Attraverso un misto di analisi logica e buone sensazioni, quando indossi il cappello giallo devi cercare tutti gli elementi che possono supportare un’idea, i benefici che puoi trarne e metodi concreti per realizzarla. Infine innesca meccanismi di correzione nel caso emergano problemi.

Il cappello nero invece è quello del realista  pessimista, utilizzato in maniera esattamente contraria. Cerchi di immaginare tutto quello che potrebbe andare storto, in che modo potresti perderci applicando una determinata soluzione, quali sono i rischi e gli errori presenti nel tuo ragionamento, etc. Puoi provare anche ad immaginarti alcune conseguenze “catastrofiche” ricordandoti dei cigni neri, ma sii anche consapevole che la probabilità di verificarsi di questi eventi è molto bassa. Un pizzico di preparazione in più non ti farà male.

 

Hai trovato il tuo cappello preferito? Il mio è il giallo (anni e anni di letture di crescita personale si fanno sentire) ma ci tengo a sottolineare una cosa: non esiste un cappello superiore agli altri. Potresti trovarti in una situazione in cui un approccio razionale può esserti utile, ma in un’altra ascoltare le tue emozioni potrebbe essere la scelta giusta (pensa alla differenza che passa tra scegliere dove investire i tuoi soldi e la tua compagna di vita, ad esempio). Quindi i sei cappelli hanno pari possibilità di utilizzo, e per le situazioni in cui un particolare tipo di metodo decisionale è richiesto, tipo quelle sopra, puoi divertirti a fare qualche esperimento usando il cappello “sbagliato”,  scegliendo investimenti solo perché ti piacciono e scrivendo una lista di tutto quello che la tua metà ideale deve avere. Chissà che non scopra qualcosa di interessante! 😉

Una volta identificati quali sono i tuoi cappelli preferiti, sii consapevole durante il tuo processo decisionale di queste preferenze, e pratica in modo deliberato quelli che sono i cappelli che ti piacciono di meno. In questo modo riuscirai ad avere una visione a 360 gradi del problema. Ricordati che tu non sei il tuo cappello preferito, quindi non limitare il tuo processo di pensiero con frasi del tipo: io sono un ottimista, un razionale, un pessimista, un emotivo, ma cerca di andare oltre la scatola della tua personalità. L’espressione “fuori dalla scatola” è stata coniata per istigarci a pensare fuori da etichette e categorizzazioni, ed i cappelli sono uno degli strumenti a nostra disposizione.

Un’ultima precisazione. Come avrai notato il metodo dei sei cappelli è piuttosto lungo ed elaborato, quindi non è adatto a prendere decisioni rapide in contesti di emergenza, e neppure decisioni troppo semplici (non oso neppure immaginare cosa potrebbe succedere nell’applicare il metodo dei sei cappelli nel decidere cosa indossare la mattina prima di uscire). Questo metodo, invece, si adatta molto bene a problemi abbastanza complessi o in tutte le situazioni in cui ti sembra di non avere molte alternative a disposizione: puoi usarlo per trovare nuovi modi per imparare una lingua, per organizzare il tuo lavoro in maniera diversa o per decidere in che città ti piacerebbe vivere. 

In alternativa puoi usarlo anche per lavorare in gruppo: assegni ad ogni persona un cappello, e quella persona dovrà sforzarsi di ragionare secondo le caratteristiche di quel cappello. La persona in carica di organizzare la discussione sarà quella con il cappello blu, dato che ha funzione organizzativa. Potrebbe anche essere un modo simpatico di passare una serata diversa tra amici usandolo come modo per scegliere quando e dove andare in vacanza! 😉

Per diventare una macchina di idee, pensaci ancora un PO

idea

Una macchina di idee, non una Fiat Idea!

Dopo aver letto il metodo dei sei cappelli per pensare potresti avere un’obiezione: “D’accordo, il metodo mi piace, l’ho provato ma sono un po’ in difficoltà con il cappello verde. Non riesco ad avere idee creative!”

Se ti senti così, questo paragrafo fa al caso tuo: ti fornirò due metodi pratici per aumentare la tua creatività. Il PO e la lista delle idee. Cominciamo dal PO, strumento fornito da de Bono e acronimo di “Provocative Operation” che in italiano si può tradurre come “operazione provocazione”. Uno dei modi migliori per ottenere nuove idee è partire da un presupposto volutamente assurdo, o molto difficile da immaginare, sospendere il giudizio e poi cominciare a scrivere tutte le idee che ti vengono in mente al riguardo. All’inizio il tuo censore interno sarà ancora all’opera, ma se riesci ad andare oltre la prima fase di “conformismo” dopo un po’ di tempo cominceranno a venirti nuove idee. Per usarlo al meglio nel caso di meeting di gruppo, chi vuole lanciare la provocazione dice “PO”, in modo che tutti i componenti sappiano di non doversi concentrare sul criticare il presupposto, ma sull’avere idee a riguardo. Un esempio di PO potrebbe essere questo: voglio lavare la macchina ed introduco la PO “La macchina deve pulirsi da sola” e questo mi porta ad una serie di nuove idee a cui non avrei mai pensato se avessi dato per scontato che la macchina dovesse essere pulita da qualcos’altro (ad esempio pori invisibili nella lamiera da cui fuoriescono acqua e schiuma.)

Un altro tipo di PO molto utile è il limite artificiale: per avere nuove idee puoi introdurre ostacoli e problemi volontariamente e poi scoprire come aggirarli. Ad esempio potresti chiederti: come andare a Parigi senza usare un aereo, una macchina o una bicicletta e scrivere le tue idee, dalle più banali (andarci a piedi) a quelle più estrose (usare il teletrasporto), senza giudicarle. Solo dopo averne scovate una decina puoi usare gli altri cappelli per analizzarle e scoprire quali fanno al caso tuo.

Se il PO ti sembra troppo estremo e non ti trovi a tuo agio utilizzandolo, puoi usarne una versione più semplice introdotta da James Altucher: prendere un foglio di carta e scrivere dieci idee al giorno, l’una diversa dall’altra.

A questo punto devo aprire una parentesi. Nonostante le liste siano uno dei pilastri della crescita personale americana, non mi ci sono mai trovato troppo bene. Liste chilometriche incastrano la giornata in una routine che non ammette variazioni e rischiano di uccidere la creatività, anziché rafforzarla.

Fatta con lo spirito giusto, però, una lista può esserti di grande aiuto. Prendiamo questo caso: tutti i giorni scrivi dieci idee che ti sono venute, su temi che ti piacciono di più (guadagnare denaro, avere successo oppure più semplicemente trovare una strada più corta/bella per andare al lavoro). In questo modo ottieni due risultati importanti: il primo è di rendere il tuo censore interno meno forte, e quindi di diventare più creativo, ed in secondo luogo presto comincerai ad avere idee più brillanti.

Se usi questo metodo per due settimane (e quindi avrai scritto 140 idee) realizzerai un paio di cose interessanti: per cominciare scoprirai di essere molto più creativo di quanto pensi, soprattutto quando sei “obbligato” a scovare qualcosa di nuovo (e dopo una settimana le idee più comuni dovresti averle finite). In secondo luogo ti accorgerai che molte delle idee davvero brillanti si trovano in mezzo ad un mare di idee più banali. Se vuoi diventare più creativo devi accettare il fatto di fare molti errori e che molte volte sarai nel torto.

 

Ora che ti ho spiegato questi metodi, mi auguro che comincerai ad usarli e mi farai sapere se hanno funzionato. Ovviamente, vista la natura del post, sono ben accette anche nuove idee creative su come migliorare la creatività! 😀

Dì la tua nei comment e se hai trovato utile questo post condividilo su Facebook, Twitter, Linkedin, con la nonna…con chi ti pare insomma! 😉

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6 commenti on “Aumenta un PO la tua creatività: cappelli e generatori di idee”

  1. Come ho già scritto nell’altro post, l’unico metodo che son riuscito a trovare è chiedere l’opinione a un’altra persona, che abbia un “cappello di colore differente”.

  2. […] Ultimamente sto rileggendo uno dei libri più famosi della crescita personale: “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie. Nonostante il messaggio del libro sia concentrato su come migliorare le relazioni, mi ha molto colpito una frase, scollegata dal tema principale del libro: “Abbiamo ragione si e no il 50% delle volte.” Anche se Carnegie qui si riferisce in particolare alla nostra capacità di fare previsioni, pensare di avere torto una volta su due (quando va bene) è una prospettiva abbastanza deprimente. Per migliorare un po’ la nostra percentuale oggi voglio condividere con te due strategie per migliorare sia il tuo processo decisionale che quello creativo, da unire ai sei cappelli. […]

  3. […] di passare alla nuova sfida di “Detto?Fatto!” per questo mese: la macchina di idee. Ho già parlato di questa tecnica, ma non l’ho mai testata seriamente. L’idea è molto semplice: prendi carta e penna e […]


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