Pensa fuori dalla scatola! Il pensiero laterale

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Perchè affrontare un difficile labirinto quando posso aggirarlo? Un ottimo esempio di pensiero laterale

Avere idee non è un talento misterioso. E’ un’abilità che può essere appresa e coltivata.
Edward de Bono

Tutte le volte che sono in fila all’aeroporto ho notato che molte persone scelgono la fila più vicina a loro anche se è quella più affollata, un gesto irrazionale compiuto per una strana forma di pigrizia (non voler camminare cinque metri più in là).  Vado a fare la spesa e ne vedo altre che spendono ore per cercare un parcheggio vicino al centro commerciale, quando se avessero lasciato la macchina a dieci minuti di distanza sarebbero già a metà dell’opera. La triste verità è che tutti prendiamo decisioni sbagliate (sottoscritto incluso, ovviamente, soprattutto tutte le volte che ho pensato di essere nel gruppo dei furbi e mi sono scoperto in quello degli allocchi).

Consapevole della mia limitata capacità decisionale, ho cominciato a studiare metodi di problem solving ed oggi voglio condividere con te uno di quelli che ho trovato più efficaci: il pensiero laterale.

Pensiero laterale: che cos’è

debono

Edward de Bono, protagonista indiscusso del post di oggi

Il pensiero laterale è un metodo usato per risolvere problemi analizzando la situazione da diverse angolazioni e cercando soluzioni alternative ed originali. Lo stesso nome del blog, “Pensa fuori dalla scatola” è ispirato al pensiero laterale: traduzione dell’inglese “Think out of the box”, è un invito a pensare al di fuori dagli schemi che utilizziamo di solito, in particolare le nostre convinzioni, la nostra esperienza e la nostra personalità. La “scatola” in cui ci muoviamo per vivere insomma.

Utilizzato per millenni senza avere un nome, il pensiero laterale è stato portato alla ribalta da Edward de Bono, uno psicologo maltese che ha scritto diversi libri a riguardo (questo è il capostipite).  

Finora sono stato molto teorico, ma adesso ti spiegherò il pensiero laterale in modo più pratico. Pensa ai problemi di aritmetica che dovevi risolvere alle elementari: hai cinque mele e ne mangi due. Quante mele rimangono? Tre (se hai trovato da solo il risultato, complimenti per le tue eccellenti capacità matematiche! 😛 ). Questo è un esempio classico di problema risolvibile attraverso la logica, o per dirla con le parole di de Bono, con il pensiero verticale. Esiste un problema, hai dei dati a disposizione e utilizzando un ragionamento logico (in questo caso le regole dell’algebra elementare) arrivi all’unico risultato possibile. Durante tutto il percorso scolastico, dalle elementari fino all’università, non fai altro che rafforzare il pensiero verticale esercitandolo nelle materie più diverse: matematica, economia, statistica, fisica, etc. Un bel giorno però la scuola finisce e vieni catapultato nel mondo “reale”, in cui ti viene chiesto di realizzare una presentazione accattivante per il capo, analizzare dei dati e preparare un piano di azione, creare un nuovo prodotto, diventare una persona interessante per l’altro sesso o imparare una lingua stranieraPer acquisire tutte queste capacità il pensiero verticale non basta: non hai a disposizione tutti i dati che dovresti conoscere per decidere al meglio, esiste più di una soluzione corretta per ottenere il risultato desiderato e tra le variabili da considerare per avere successo devi inserire valori come la tua personalità, chi ti può aiutare, botte di culo, colpi di sfortuna, ed altro. Neppure un supercomputer potrebbe produrre una soluzione sicura al 100%.

Adesso sai che il pensiero logico/verticale non è sufficiente per prendere decisioni efficaci, quindi sei pronto a prendere in considerazioni metodo alternativi, come il pensiero laterale. Prima di descriverti dettagliatamente le sue componenti ti voglio fare un piccolo test, per capire quanto tu sia già in grado di pensare fuori dalla scatola, utilizzando un indovinello (uno dei modi migliori per esercitare il tuo pensiero laterale). Qual è uno strumento che esisteva già duemila anni fa in grado di farti vedere attraverso una parete? Prenditi un paio di minuti per pensarci, ti aspetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se ti sei fossilizzato su occhiali, raggi x e quant’altro sei fuori strada: la risposta semplice, ma non troppo scontata è la finestra (oppure un buco, un foro, etc. Gli enigmi del pensiero laterale possono avere più soluzioni) . Prima di arrabbiarti e di chiudere questa pagina, aspetta un attimo e lasciami spiegare come questo può essere un esempio di pensiero laterale. La chiave sta in “strumento”: la parola ha due significati. Il primo è un arnese necessario per realizzare un lavoro, il secondo è qualcosa  che usi per realizzare uno scopo, quindi più generale. Se ti sei fissato sulla prima definizione, arrivare ad una delle risposte esatte sarà stato difficile, mentre se hai considerato anche la seconda  dovrebbe esserti venuto più facile. Ora che ti ho introdotto uno degli strumenti più usati dal pensiero laterale (il doppio senso), vediamo insieme quali sono le altre componenti su cui si basa.

 

Le componenti del pensiero laterale

bambini

Quando siamo bambini, il pensiero laterale ci viene naturale. Poi lo disimpariamo e dobbiamo fare un po’ di fatica per riaverlo indietro

 

Semplicità e cambi di angolazione: molti dei problemi che ci troviamo ad affrontare nella vita sembrano straordinariamente complessi. In internet ci sono tonnellate di informazioni che ti possono portare fuori strada, e una soluzione complessa non è necessariamente migliore di una così semplice da essere quasi brutale. Anzi, la soluzione semplice può rivelarsi molto efficace in termini di risparmio e allocazione delle risorse. Ti faccio un esempio tratto dal libro di de Bono:

” (durante la guerra fredda e la corsa alla Luna N.d.r) Gli scienziati della NASA investirono una fortuna per inventare una penna a sfera che scrivesse nello spazio in assenza di gravità. I loro colleghi russi, per mancanza di soldi, pensarono che si potessero usare più semplicemente le matite. ” 

Fa sorridere vero? Non è un caso. Il pensiero laterale è usato spessissimo nelle barzellette, quando un improvviso cambio di angolazione, una risoluzione semplice ma sorprendente o un doppio senso passato inosservato rendono la situazione divertente. Tutti questi elementi sono parte del pensiero laterale, quindi conoscerne le basi ti aiuterà ad essere l’anima delle feste ! 😉

Rimozione delle idee dominanti e delle convinzioni limitanti. Quando ci troviamo ad affrontare un problema nuovo per la prima volta, lo affrontiamo con una serie di convinzioni relative al mondo che ci circonda, o semplicemente adottiamo un approccio che ha già funzionato per problemi simili. Utilizzare queste scorciatoie di pensiero è utile per non impazzire quando abbiamo molte cose da fare, ma non ci aiuta a trovare le soluzioni migliori.

Ti faccio un esempio che mi è capitato qualche anno fa. Ero in macchina con degli amici e dovevamo incontrarci con altre persone per andare ad un parco acquatico, ma solo una persona conosceva la strada. Era quindi indispensabile che le due macchine fossero vicine, ma per motivi che non ricordo non ci eravamo incontrati all’inizio del viaggio. Per incontrarci avevamo due possibilità: la più facile era stabilire un punto di ritrovo e vedersi lì, mentre la seconda è stata quella che ha adottato il mio amico alla guida. Dopo essersi assicurato che entrambe le macchine fossero sulla stessa superstrada, ha rallentato un po’ (essendo quello più avanti) e chiesto di accelerare all’altra macchina. Ci siamo così incontrati una decina di minuti dopo in movimento lungo l’autostrada. Questo è un ottimo esempio di pensiero laterale, in quanto il mio amico ha preso uno dei presupposti fondamentali dell’incontrarsi (avere un punto di ritrovo fissato), l’ha messo in dubbio e ha trovato una soluzione alternativa (incontrarsi in movimento in un punto imprecisato dell’autostrada, dato che in questo caso particolare non era importante il luogo, ma solo l’incontrarsi). Una soluzione brillante che ci ha fatto risparmiare tempo e benzina! 😉 Quando pensi che ci esistano dei limiti, scritti o non, oppure delle idee così dominanti da sembrare certe, prenditi un attimo di pausa e prova a contestarle, chiedendoti se sono proprio così  oppure ci sono modi per aggirarle.

Pensiero ipotetico. Immaginati di essere un direttore di azienda: davvero ti aspetti che le persone si comportino sempre in un certo modo, che tu veda e sappia tutto quello che c’è da sapere e che nulla cambi durante la tua permanenza? Ovviamente la risposta è no, e questo è il motivo per cui il pensiero puramente logico fallisce in questo tipo di ambienti: esistono delle variabili interne (le persone) ed esterne (il mercato) che sono difficilmente prevedibili e quindi rendono impossibile un processo di decisione usando il pensiero logico. Ti puoi aspettare che qualcuno si comporti così, ma non ne sarai mai sicuro. Con il pensiero laterale puoi prenderti del tempo per crearti delle vere e proprie simulazioni mentali con domande ipotetiche (cosa succederebbe se il mio miglior dipendente lasciasse l’azienda?) o strane (cosa succederebbe se obbligassi tutti i miei dipendenti a mangiare insieme?) Utilizzando domande nonsense ed ipotetiche la tua creatività si mette in modo, permettendoti di immaginare e sviluppare idee innovative.

Una mentalità aperta e fantasiosa: saper organizzare oggi è una competenza molto richiesta, specialmente nel mercato del lavoro. Come tutti, hai a disposizione 24 ore al giorno, saperle organizzare al meglio fa la differenza tra una vita soddisfacente e una noiosa. L’organizzazione, però, arriva fino a un certo punto: se hai una giornata troppo organizzata, a lungo andare ti sentirai esausto, meno produttivo e potresti perdere ottime occasioni, perchè sei troppo concentrato sul tuo programma. Usando il pensiero laterale invece migliori le tue capacità di percezione, mantenendo una forma mentis più aperta alle circostanze e ad idee che altrimenti bolleresti come assurde. Uno degli strumenti più utilizzati dal pensiero laterale è infatti il brainstorming, un metodo di gruppo per migliorare la creatività attraverso la proposizione di idee senza filtri, lasciando passare anche quelle più assurde che saranno eventualmente rifinite dal gruppo in un secondo momento.

I presupposti “sbagliati”. Dedicata in modo particolare agli imprenditori, ma con qualche piccolo adattamento può adattare andare bene per tutti. Secondo il pensiero logico l’intera sequenza di azioni e di conclusioni deve essere corretta, passaggio per passaggio. Basta che uno dei passaggi sia falso per invalidare la conclusione. Questo modo di pensare funziona perfettamente nel mondo della logica in cui conosciamo tutti i dati che ci servono. Nel mondo reale, invece, dove spesso ci mancano informazioni fondamentali per prendere la decisione migliore, è ancora così efficace?

La risposta è no, ed il pensiero laterale può aiutarti parecchio, perchè ti “autorizza” a partire da presupposti sbagliati per arrivare a conclusioni sorprendenti. Ad esempio Einstein è riuscito ad avere una visione intuitiva della sua teoria della relatività immaginandosi di cavalcare un raggio di luce. Un presupposto assolutamente impossibile lo ha portato ad una conclusione che si è poi rivelata esatta. Questo procedimento è molto utile agli imprenditori che vogliono entrare in un mercato che sembra molto tranquillo, cercando di capire quali sono i presupposti taciti che tutti i concorrenti accettano e poi mettendoli in dubbio: ad esempio in Italia esistono ristoranti in cui i clienti sono felici di essere insultati dai camerieri (!) ed hanno così successo che devi prenotare per avere posto. Prendere uno degli assiomi più classici del mondo della ristorazione, e del commercio in generale (trattare bene il cliente) e stravolgerlo ha portato questi ingegnosi ristoratori al successo. (se non ci credi guarda qui)

De Bono non si è limitato solo a teorizzare il pensiero laterale, ma ha anche creato degli strumenti per poterlo utilizzare al meglio. Sei curioso di sapere quali sono? Se riesci a resistere alla tentazione di fare una ricerca su Google, li scoprirai nel post di settimana prossima! 😉

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9 commenti on “Pensa fuori dalla scatola! Il pensiero laterale”

  1. Grazia Gironella ha detto:

    Argomento interessante, che ho avuto modo di considerare mentre scrivevo “La via delle parole” (a proposito, è uscito!). In particolare qualche giorno fa stavo proprio criticando il mio personale atteggiamento verso i presupposti, che mi danneggia in mille occasioni, dal trovare i calzini allo scegliere un luogo di vacanza. E’ un po’ come eseguire un’espressione matematica e vedere che non riesce, poi andare a correggerla a partire dalla seconda riga. Se il problema fosse nella prima? Se hai copiato male il testo? Imparare, sempre imparare… 😉

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Complimenti per il tuo nuovo libro, Grazia! Dici che se lo ordino lo spediscono qui in Polonia? 😀

      Mi piace molto l’esempio che hai usato: sei riuscita ad applicare il pensiero laterale in uno dei casi in cui la logica la fa da padrona!
      E poi condivido al 100% l’approccio dell’allievo, non importa quanto siamo bravi, ed in questo la filosofia orientale aiuta parecchio, vero? 😀

  2. Trovo che questo pensiero laterale sarebbe una cosa molto utile nel mio lavoro (progettazione tecnica) ma purtroppo ne ho molto poco.
    Ho provato anche a leggere tante guide a riguardo e anche il libro “6 cappelli per pensare” appunto di Edward De Bono, ma purtroppo l’istinto è istintivo: si possono leggere libri pieni di un sacco di chiacchiere, ma se il pensiero laterale non viene… non viene.
    Ho anche letto che questo “intuito”, tipo sesto senso, può essere allenato cercando di restare il più possibile in quello stato a metà tra la veglia e il totale abbandono al sonno, cioè diceva che le persone che riescono a galleggiare in questo stato di mezzo hanno più “sesto senso” (non ricordo dove l’ho letto, quindi poteva essere “Le Scienze” come “Il manuale del mago Otelma”).
    Io sono uno che riesce molto bene a cullarsi in questa specie di sonno cosciente, tuttavia il pensiero laterale non l’ho lo stesso.. 🙂

    Allora adotto altri metodi: chiedo l’opinione al primo che passa (soprattutto se fa un mestiere diverso dal mio, per evitare di avere metodi di approccio simili); inoltre c’è da dire che il pensiero laterale non viene SE CI STIAMO FISSANDO SU UN PROBLEMA DA TROPPO TEMPO, tipico di quando di ritroviamo alle 17 ancora a diventare matti sullo stesso problema (e la stanchezza peggiora il tutto), quindi in questi casi lascio perdere e ci torno a pensare alla mattina a mente fresca…. e la soluzione spesso mi viene mentre sto guidando verso casa.

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Hai anticipato il post di settimana prossima, Marco, mi hai rovinato la suspence! 😛

      Parlerò del metodo dei sei cappelli di de Bono, ma con un approccio critico. I sei cappelli di de Bono sono un ottimo modo per organizzare il tuo pensiero, ma forniscono poche indicazioni su come liberare il tuo processo creativo. Facendo qualche ricerca in più ho trovato un paio di metodi semplici semplici che possono far diventare la creatività una seconda natura, e un approccio più generale per “fare spazio” alla creatività nella vita caotica di tutti i giorni. Quest’ultimo punto non dovrebbe essere nulla di nuovo per te, visto che sai già che dopo aver lavorato duro su un problema difficile, il miglior modo per risolverlo è rilassarsi e “dimenticarlo”; la soluzione arriva come d’incanto qualche tempo dopo.

      Trovo anche ottima la tua idea di chiedere a chi fa mestieri diversi consigli e dritti su un problema tecnico: un paio di occhi nuovi e “da principianti” possono portarti ad un cambio di prospettiva fondamentale o a notare un particolare che ti era sfuggito. Anche se non sarai d’accordo, qui hai usato il pensiero laterale alla grande! 😛

      PS. Non ho mai letto di stati di supercreatività quando sei in dormiveglia, preferisco andare sul sicuro e farmi una bella dormita, così sono sicuro di essere più attivo e creativo! 😉

  3. […] molti degli obiettivi impossibili siano più vicini di quanto pensi. Qualche volta è sufficiente pensare fuori dalla scatola e analizzare la situazione da un altro punto di vista per scoprire una soluzione […]

  4. […] all’indietro ti aiuta ad ottenere nuove idee ed ipotesi da testare, migliorando il tuo pensiero laterale. Quando l’obiettivo è fissato la tua filosofia deve essere: “Tutte le strade portano a […]

  5. […] e probabilmente falso) che la magia possa guarire le persone. In questo caso utilizza con successo il pensiero laterale: partendo da una premessa dubbia, arriva ad una conclusione sensata che non avrebbe raggiunto se […]


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