Buoni propositi per disorganizzati: un nuovo approccio

camera di einstein

Una versione moderna della camera di Einstein

Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, allora di cosa sarà segno una scrivania vuota?

Albert Einstein

(NOTA: Ho già scritto un post su come raggiungere i buoni propositi. Questo è leggermente diverso, puoi considerarlo come un’espansione. Per poter utilizzare al meglio il post di oggi, ti consiglio quindi di rileggere quello precedente, che ti ho linkato sopra.)

Nonostante un sacco di gente fissi buoni propositi a dicembre per abbandonarli due settimane dopo, molti subiscono il fascino di un nuovo inizio per cambiare qualcosa che non gli piace della loro vita. L’anno scorso avevo preparato un piano dettagliato su come raggiungere i miei obiettivi, ma i risultati non sono stati molto buoni.  Di come migliorare la mia forma fisica e la scrittura ho già parlato, sugli altri obiettivi invece ti farò un riassunto veloce: il mio polacco è migliorato leggermente nonostante non l’abbia studiato per molto tempo, la mia capacità di fare networking è aumentata parecchio grazie al mio nuovo lavoro, ma non ho contattato nessun esperto nelle aree che più mi interessano, ed infine ho accantonato gli scacchi (anche se per una ragione ignota, ieri ho giocato un paio di partite realizzando che il mio livello non è sceso poi così tanto 😀 ).

Una Caporetto, insomma, e per qualcuno che vuole parlare di crescita personale in modo credibile non è certo un buon biglietto da visita. Quest’anno voglio riprovarci, ed ho scelto questo momento perché per molti di noi il primo mese dell’anno nuovo è quello in cui sentiamo l’entusiasmo per aver cominciato il nostro cambiamento positivo, ma anche quello in cui il richiamo delle vecchie abitudini e della vecchia vita, più confortevole, si fa sentire.

Per darti una mano a resistere alle tentazioni, voglio fornirti un approccio leggermente diverso da quello che ti ho suggerito ormai due anni fa per la creazione di nuove abitudini.

Questo metodo è su misura per me per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefisso quest’anno, e mi auguro che possa aiutare chiunque fatichi a raggiungere risultati con il “metodo standard” di formulazione degli obiettivi preso dalla crescita personale americana (un abitudine sola su cui concentrarsi tutti i giorni per un periodo di tempo predefinito, per poi passare ad altro una volta consolidata). Il mio approccio alla vita è molto più olistico e mi piace avere più interessi e più sfide da affrontare, per dirla come un economista mi piace diversificare i miei obiettivi.

“Stai cercando di raggiungere 25 obiettivi nello stesso momento? Ma non avevi detto che il multitasking ti impediva di avere successo nella vita?”

Sì, e ne sono tuttora convinto. Infatti con questo metodo perseguirai più obiettivi in un arco di tempo predefinito, non nello stesso esatto momento. Non ti sto dicendo di imparare l’inglese mentre ascolti un trattato di psicologia e stai facendo il cubo di Rubik, ma di fare ognuna di queste azioni durante la settimana in momenti che ti sei scelto. Moltissimo dipende dal tipo di nuove abitudini che vuoi creare: studiare due lingue contemporaneamente non è una buona idea, mentre se vuoi imparare il tedesco e a cucinare qualche nuovo piatto puoi sovrapporre i tuoi obiettivi senza ammattire (di più tra poco! 😉 ).

In questo post ti spiegherò meglio i dettagli di questo piano di creazione delle nuove abitudini, più adatto a persone con molti interessi e un po’ meno organizzate rispetto a chi ha la forza di volontà di concentrarsi su una sola abitudine fino a quando non l’ha acquisita.

Diversificazione dei buoni propositi: scopri se fa per te

mamma indaffarata

Avere tanti buoni propositi non significa seguirli tutti insieme! 😛

Non tutto quello che ho detto nella prima versione del post sui buoni propositi è da buttare. Creare degli obiettivi facili da quantificare e da misurare (cucinare tutti i giorni) ti aiuterà a capire se sei sulla buona strada rispetto ad una formulazione più generale (diventare un bravo cuoco). Il mio nuovo approccio consiste nel cominciare più nuove abitudini in settori diversi della nostra vita, seguendo questo modello: una buona abitudine per mantenersi in forma fisica, una più intellettuale, una sociale e una “negazione”, cioè qualcosa che vuoi togliere dalla tua vita perché è una cattiva abitudine. Nel mio caso ho deciso di cominciare con mezzora di camminata al giorno (anche se quando ho cominciato la temperatura era intorno ai -10, quindi la camminata è stata più vicina ad una corsa), un’ora di lavoro per il blog tutti i giorni (che sia ricerca, scrittura, o editing dei testi), passare più tempo di qualità con la mia ragazza, (uscire almeno due volte la settimana e cucinare insieme è il mio inizio) e passare meno tempo davanti allo schermo del computer, la mia abitudine “negativa” che mi garantirà il tempo necessario di lavorare sulle altre.

Dopo l’esperienza non esaltante dell’anno scorso ho scelto di usare la politica dei piccoli passi per tutte le nuove abitudini,  ma con l’approccio diversificato potresti fissare l’asticella più in alto per uno di questi obiettivi e poi vedere come va. Questo è possibile perché se dovessi avere problemi in uno degli obiettivi che ti sei prefisso, potrai sempre avere gli altri “di consolazione” da raggiungere e quindi non perderai la tua autostima e manterrai più a lungo l’entusiasmo. Se il tuo approccio troppo ambizioso non dovesse funzionare, puoi sempre ridimensionare i tuoi obiettivi facendo un passo indietro.

Un altro vantaggio di questo sistema è che gli obiettivi sono espandibili e consequenziali. Mi spiego meglio: nell’approccio a compartimenti stagni che ti avevo proposto nel vecchio post poteva crearsi questa situazione: “una volta timbrato il cartellino” per un paio di mesi ti mancava l’incentivo per portare avanti la buona abitudine (quello che mi è successo con la corsa). In questo modo invece puoi semplicemente espandere l’obiettivo nel modo che preferisci, una volta che l’hai raggiunto. Ti faccio l’esempio del mio obiettivo per migliorare la forma fisica: una volta consolidata l’abitudine di camminare mezzora al giorno, posso decidere se camminare più a lungo, oppure introdurre qualche sessione di corsa, di yoga o di arti marziali. 

Un approccio più diversificato ai buoni propositi ti permette di usare un altro meccanismo antisabotaggio: osservare i tuoi progressi a macchia di leopardo. Devo confessare che questa idea brillante non è mia, ma di Cal Newport, il distruttore del mito “Trova la tua passione e solo poi fai un lavoro che ti piace”.

Quando stabilisci un obiettivo su base giornaliera, devi considerare che non tutti i giorni le cose andranno come vorrai, quindi arriverà il momento in cui per cause di forza maggiore sarai costretto a saltare un giorno di pratica, oppure a stabilire un’eccezione alle regole che ti eri prefissato. Questo segnale potrebbe essere vissuto dal tuo cervello come una sorta di via libera: “Adesso che non ci sono più regole, posso tornare alle vecchie abitudini!” Oppure, se sei una persona con scarsa autostima, il tutto suonerà più come: “Ecco sono un incapace o un fallito, non ce la posso fare” e via con fiumi di pessimismo.

Se adotti una prospettiva a macchia di leopardo invece, la tua reazione cambia. Soprattutto all’inizio, anziché considerare la pratica giornaliera come sacra e inviolabile, osserva il miglioramento che ottieni su una scala più ampia, magari mensile: Fare una dieta per venti giorni su trenta è molto meglio che farla per tre giorni su trenta; anche se hai perso poco peso (o non l’hai perso proprio), il tuo cervello si sta abituando all’idea di mettersi dieta. In questo modo ti togli parecchia pressione, al tuo cervello pigro viene più facile accettare la nuova abitudine e puoi osservare miglioramenti tangibili anche se qualche volta sgarri. L’importante è che punti a migliorare la tua frequenza mensile!

Infine, un consiglio “tecnico”: per facilitare la creazione delle buone abitudini è fondamentale applicare la modalità pilota automatico: più riesci ad automatizzare e a rendere facile seguire questa nuova abitudine, più ti sarà facile mantenerla. Ti faccio l’esempio della mia abitudine di camminare mezzora al giorno: ho deciso di collocarla immediatamente dopo la fine del mio lavoro, l’unica cosa che devo fare per cominciare è scendere dal pullman (cosa che devo fare comunque) e comincio. Diciamo che è una versione migliorata dei maledetti 20 secondi (te li ricordi? erano qui): non ho bisogno di fare nulla per catapultarmi nella mia abitudine. Inutile dire che finora non ho saltato nemmeno un giorno! 😀

E tu che buoni propositi hai per l’anno appena cominciato? Se hai già mollato la presa, datti un’altra possibilità usando l’approccio diversificato e la valutazione a macchia di leopardo che abbiamo visto oggi, e fammi sapere se queste idee ti hanno dato una mano a raggiungere i tuoi obiettivi!

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11 commenti on “Buoni propositi per disorganizzati: un nuovo approccio”

  1. Grazia Gironella ha detto:

    Non ho fatto buoni propositi per quest’anno. A pensarci, forse è da un po’ che non ne faccio, e non perché non mi interessi migliorare, anzi. Preferisco soltanto approcci meno schematici, oppure mi va bene non focalizzarmi su cosa voglio cambiare per non deprimermi perché non ci riesco, vai a saperlo. Apprezzo molto, però, il tuo aggiustare la mira in corso d’opera. Se si cerca, nel tempo a qualcosa si arriva. Spesso non è esattamente quello che avremmo richiesto, ma magari è anche meglio. Il problema è quando si smette di cercare. 🙂

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      L’eccessiva schematizzazione non piace neanche a me, Grazia, ecco perché ho deciso di cambiare approccio. Oggi stavo leggendo l’ennesimo libro di crescita personale che consigliava di pianificare giorni, settimane, mesi, anni e…mi sono cadute le braccia (per non dire altro). Una pianificazione così dettagliata dei tuoi obiettivi ti può far perdere la gioia di vivere la vita e impedire di cogliere le occasioni che ti capitano sulla strada. Forse è più efficace in ambito aziendale, ma non ne sono del tutto convinto.

      Quindi va bene l’approccio poco schematico (soprattutto se funziona per te), ma non usarlo solo perchè hai paura di non farcela: inutile preoccuparsi troppo, puoi sempre aggiustare la mira in corso d’opera! 😉

      Una curiosità personale: ti sei prefissa qualche obiettivo (dato che mi hai detto di non avere buoni propositi 😀 ) come scrittrice quest’anno o ti affiderai più alle intuizioni del momento?

  2. Il mio buon proposito di quest’anno non è fare qualcosa, bensì NON FARE una cosa.
    Potrebbe essere uno spunto per il tuo prossimo articolo. 🙂

    Ecco: https://sognatorefallito.wordpress.com/2015/01/12/il-mio-buon-proposito-meglio-tardi-che-mai/

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Allora non sei attento Marco! 😛

      Nel primo post che ho scritto sui buoni propositi ho scritto come usare il NON sia pericolosissimo, perché il nostro cervello non lo percepisce chiaramente e ci fa fare esattamente l’opposto (prova a non pensare a un elefante bianco). Prova a riformularlo in modo positivo, ad esempio “voglio cominciare una dieta, voglio mangiare meglio” e poi parti a definirlo più in dettaglio (quanto mangiare, quali cibi, etc. etc.)

      Se questo approccio ti sembra troppo rigido, puoi cominciare da un piccolo accorgimento: quando mangi, sii più consapevole di cosa stai mangiando. Non mangiare di fretta, rilassati e goditi i sapori. In questo modo riuscirai a mangiare un po’ di meno senza sforzo e allo stesso tempo alzarti da tavola soddisfatto! 😉

  3. athenabruna ha detto:

    Ho iniziato già ad ottobre con il proposito che riguarda il beneficio fisico: salgo nel 90% dei casi sempre le scale a piedi. Quest’anno ho iniziato riducendo gradualmente la quantità di caffè che bevo ogni giorno: per renderlo meno logorante per il mio povero stomaco e un vero e proprio momento di piacere.
    Buona serata!

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Ciao Athena e benvenuta nella mia umile dimora! 🙂

      Complimenti per la scelta poco “modaiola” di cominciare i tuoi buoni propositi ad ottobre, ti sei risparmiata un sacco di pressione e…sei arrivata a gennaio con un proposito già rispettato! 😉

      In bocca al lupo per il tuo proposito salutare di bere meno caffè! Io non ne sono mai stato un grande fan, ma da quando mi sono trasferito in Polonia il consumo è sceso a zero. Mi concedo solo il lusso di un cappuccino ogni tanto! 😉

  4. […] creato la tua motivazione è colata a picco e non riesci più a fare nulla. Usare gli obiettivi a macchia di leopardo ed accettare che le cose ogni tanto vanno storte era il rimedio migliore che avevo trovato, […]


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