Come essere più fortunato

quadrifoglio

Ti sei preparato? Il quadrifoglio non ti servirà se vuoi la vera fortuna.

“La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”

Ignoranza o saggezza popolare?

I soldi sono una delle scuse più ricorrenti per giustificare il mancato raggiungimento di un obiettivo. Possono ingabbiarti in un lavoro che non sopporti, e non ti rendi conto che per avere quei soldi stai usando la maggior parte della tua settimana, e di riflesso della tua vita, ad un prezzo irrisorio.

Di come gestire meglio il denaro, cercando di spenderlo per l’essenziale e di investirlo dove possibile ne ho già parlato qui. Oggi invece voglio affrontare il secondo motivo per cui le persone pensano di non avere successo: la fortuna.

Quando ci troviamo di fronte ad un personaggio di successo, possiamo ammirarlo e cercare di copiare le sue strategie, oppure cercare di smontarlo, riconducendo tutto il suo successo solo alla fortuna. Questa teoria ha dei sostenitori illustri, ad esempio il brillantissimo Taleb, ma non mi convince del tutto. Oltre alle superstar che possono aver avuto parecchia fortuna per raggiungere la vetta, esistono molte persone che sono professionalità di altissimo livello, anche se meno famose: tutte fortunate? Non credo proprio.

Ma che cos’è la fortuna? Non è una domanda molto facile: se dai un’occhiata al dizionario, troverai rimandi al concetto di sorte, di imprevidibilità, di un evento a noi favorevole, ma è tutto molto vago. Se ho un sacco con 10 biglie nere e 3 rosse e ne pesco una rossa, sono stato fortunato? E se invece fossero 7 nere e 6 rosse, e ne pesco sempre una rossa? Un bel casino.

Dopo averci riflettuto un po’ ho trovato una buona definizione di fortuna: un evento o una serie di eventi a nostro vantaggio che si verificano nonostante siano poco probabili. Quindi, riuscire a pescare l’ultimo 3 che ci serve per fare il poker, acciuffare l’ultimo posto utile per un biglietto aereo, trovare parecchi soldi per strada sono tutti eventi che sono inclusi in questa definizione.

E ora che siamo tutti d’accordo su cos’è la fortuna, come possiamo fare ad ottenerne di più?

Ecco alcuni consigli tratti dalla mia esperienza pratica e da ricerche scientifiche.

Prendersi rischi calcolati e usare l’analisi costi-benefici

dangerous life

 

Attenzione: la vita implica rischio. Soluzione: vivere il meno possibile” .Una cattiva idea detta in modo simpatico.

La fortuna aiuta gli audaci, dicevano i romani.

E sembra proprio che abbiano ragione: per la definizione di fortuna vista prima, prendersi dei rischi sembra essere il metodo più facile per essere fortunati. Non solo, tanto più alto il rischio, tanto maggiore è la possibilità di essere fortunati. Mi spiego meglio: se ho l’80% di possibilità di essere assunto, conquistare il lavoro non è un colpo di fortuna, è molto probabile. Viceversa , se ho solo il 10% di possibilità e ci riesco, ho avuto un bel colpo di fortuna.

Detta così, sembrerebbe che rischiare al massimo sia la strada più facile per avere successo ma…c’è anche il rovescio della medaglia. Se mi butto a capofitto soltanto in situazioni difficili, in cui non ho molte probabilità di riuscire, qualche volta mi andrà bene ma spesso mi andrà male, quindi non riuscirò nel mio obiettivo di “massimizzare la fortuna”.

Esistono due metodi per massimizzare la fortuna usando il concetto di rischio: il rischio calcolato, e l’analisi costo-benefici.

Il primo è il pane quotidiano di ogni buon imprenditore o investitore che si rispetti. Ogni volta che si trovano davanti ad una decisione rischiosa da prendere, i nostri eroi cercheranno di quantificare il rischio nel modo più preciso possibile, cercando di prevedere i possibili scenari e soprattutto se saranno in grado di gestire lo scenario peggiore.

Uno degli esempi più famosi di come gestire grandi rischi calcolati è Patrick JaneIn apparenza sembra un giocatore d’azzardo: prende grandi rischi per risolvere casi intricati in poco tempo. Ma non prende questi rischi senza averci prima riflettuto ed aver elaborato un piano.

Quando ho parlato dei cigni neri, ho evidenziato come un rischio, spesso nascosto, sia presente anche negli eventi più sicuri e imprevedibili. Quando invece si parla di situazioni rischiose da un punto di vista tradizionale, invece, il rischio è grosso ma ben visibileQuindi è possibile minimizzare il rischio (azzerarlo è impossibile) ed ottenere comunque grandi benefici, in quanto molte persone non tenteranno nemmeno.

Prendersi rischi calcolati è la chiave per avere successo nella vita. Certo, puoi sbagliare le tue valutazioni e fallire, ma se i rischi che prendi non sono troppo grandi e ti permettono di imparare la lezione, puoi fare un altro tentativo con più esperienza alle spalle.

Ora andiamo al secondo punto: l’analisi costi-benefici. Questo metodo sta alla base di tutta la teoria economica ed è particolarmente utile quando analizziamo il processo decisionale. Si può riassumere così: dato che siamo tutti più o meno pigri, ci impegniamo spesso in attività che ci costano poca fatica e ci garantiscono un’utilità maggiore (intesa sia come guadagno economico che come tempo speso in qualcosa che ci piace fare). Ecco perché scegliamo di andare al cinema anziché uscire a correre, o assumiamo persone per pulire la casa o curare gli aspetti “più noiosi” della nostra vita. Stabiliamo un prezzo da pagare (il costo, appunto) per cui siamo disposti ad ottenere un beneficio (avere casa pulita senza dover muovere una sedia).  

L’analisi costi-benefici in questo caso può essere sfruttata in un altro modo, ovvero impegnando una piccola parte del nostro tempo in attività poco faticose, ma con la possibilità di un beneficio elevatissimo.

“Non è possibile che esistano attività di questo tipo, perché tutti non le fanno allora?”

Scommetto che quando hai letto questa frase hai pensato proprio così! 😀 

In realtà queste attività non sono faticose dal punto di vista fisico o mentale, ma sono difficili da un punto di vista emozionale, perché cozzano contro quello che ci è stato insegnato.

Ti faccio subito un esempio pratico: supponi di essere un giovane senza esperienza, che ha deciso di voler lavorare nel settore informatico. Stai studiando programmazione come autodidatta e oltre allo studio vuoi anche avere un lavoro in cui consolidare le tue conoscenze ed imparare qualcosa di nuovo. Anziché passare la giornata a mandare tonnellate di CV tutti uguali ad aziende informatiche, puoi cercare di entrare in contatto direttamente con le persone che ci lavorano all’interno, creando una rete di connessioni che ti permetterà di conoscere in tempo record le posizioni aperte ed avere più possibilità di cominciare a lavorare in quel settore.

Quanto tempo ti ci vorrebbe? Non più di trenta minuti, grazie ad internet. Una veloce ricerca ti farà trovare tutti i nomi necessari, l’unico momento che necessita di attenzione è la stesura del messaggio di presentazione.

Dovresti però superare le difficoltà emozionali. Contattare persone sconosciute, dover gestire un possibile rifiuto o peggio ancora essere ignorati. Adesso prova a vederla in un altro modo: stiamo parlando di una piccolissima parte della tua giornata e il potenziale ritorno che potresti ottenere sarebbe il lavoro dei tuoi sogni! Il rapporto costo-benefici è clamorosamente sbilanciato a favore dei benefici.

Un altro buon esempio pratico (dedicato a tutti i single e rubato dalle mie letture sulla seduzione), è quando vedi qualcuno/a che ti piace e vuoi conoscerlo/a. L’azione in sé è semplicissima: ti avvicini, saluti, parli e dopo un po’ (possibilmente senza sembrare una macchinetta) proponi un appuntamento. Tempo totale speso: 10 minuti. Ritorno potenziale: conoscere una ragazza che ti piace, una bella esperienza, autostima, etc. etc. Questa semplice azione cozza contro la paura del rifiuto, di essere derisi giudicati o respinti. Ma se mantieni l’occhio sul premio, sarai in grado di passare questo stadio senza problemi! 😀

Ci sono tantissimi altri esempi con un rapporto costi-benefici ultrafavorevole: se vuoi ispirare gli altri lettori, i commenti sono qui per te! 😉

Finora abbiamo definito quali sono i metodi da utilizzare per avere fortuna, ma non abbiamo considerato un aspetto importantissimo: la percezione che abbiamo di noi stessi come fortunati, o sfortunati.

Questo ci porta dritti al prossimo punto: se vuoi essere più fortunato…

…non convincerti di essere sfortunato!

spermatozoi

In fondo hai già avuto parecchia fortuna a essere qui e leggermi.

Questo brillante consiglio è stato ispirato da una vecchia barzelletta che spiegava il modo migliore per vincere l’insonnia: farsi una bella dormita.

Come abbiamo più volte approfondito in questo blog, la percezione che abbiamo degli eventi è più importante degli eventi stessi. Sulla fortuna non sono stati fatti molti studi, l’unico che sono riuscito a trovare è quello di Wiseman, di cui ho già parlato qui. Wiseman ha dimostrato che le persone che credono di essere più fortunate, si rivelano in effetti essere più fortunate perché affrontano la vita con più ottimismo e una mentalità più aperta alle opportunità.

Nessuno può essere fortunato ogni volta (a parte l’antipatico Gastone dei fumetti). Anche alle persone più fortunate capiteranno dei momenti no in cui tutto sembra andare storto. Quello che differenzia le persone fortunate da quelle sfortunate è la gestione di questi momenti: una persona che si crede sfortunata passerà il tempo a piangersi addosso e ad incolpare gli eventi esterni; una persona fortuna considererà l’episodio come temporaneo e saprà trarre un insegnamento da questa esperienza.

Quindi, se impariamo a non ingigantire i momenti negativi,e a dargli un significato in qualche modo positivo siamo in grado di apprezzare di più la nostra vita, e quindi ritenerci più fortunati.

Questa pratica piuttosto semplice vale anche per i casi più estremi: prova a pensare all’ultima volta che è scomparsa una persona a te cara. Un dolore enorme, magari un senso di ingiustizia se questa persona era molto giovane, oppure è morta all’improvviso. Come puoi trovare del buono in una situazione del genere? Per quanto non sia facile, mi piace pensare che passare il tempo ad essere triste è un brutto modo per onorare la memoria della persona speciale che mi ha lasciato. Preferisco cercare di prendere una piccola parte di quella persona e farla mia, vivendo al massimo per renderla orgogliosa di me. 

Molto di ciò che etichettiamo come sfortuna è molto meno grave di un lutto, quindi applicare questa mentalità ai piccoli incidenti di percorso che ci capitano durante la nostra vita ci farà sentire persone molto più fortunate.

Evitare sfortuna inutile 

black cat

 

No, scappare da un gatto nero non previene la sfortuna.

Ora che hai dei consigli pratici che psicologici su come essere più fortunato è tempo di andare all’ultimo punto: per essere più fortunato devi essere meno sfortunato!  (si, oggi sono ossessionato dalla barzelletta sull’insonnia).

Grazie ad un brillante lavoro psicologico ti sei convinto di essere la persona più fortunata della terra, le avversità ti fanno un baffo e sei pronto a spaccare in quattro il mondo. Peccato che le cose non ti sembrino ancora girare per il verso giusto.

Se è così, significa che non stai facendo opera di prevenzione per evitare di essere sfortunato.

Mi spiego meglio: pensa all’ultima volta che sei stato sfortunato. Che cosa è successo? Se rifletti attentamente, scoprirai di essere colpevole di qualche mancanza, per lo meno in minima parte, e che anche il comportamento “sbagliato” delle altre persone che hanno contribuito a creare la situazione poteva essere corretto.

Ti faccio un esempio capitato recentemente ad una mia amica.

Recentemente ha cambiato lavoro , ed aveva bisogno di avere alcuni documenti dallo stato polacco in tempo utile per la sua assunzione. Dopo aver contattato l’ufficio corretto, ed essersi raccomandata di riceverli entro fine mese al suo domicilio attuale, si è disinteressata della questione contando sulla professionalità degli impiegati.

Un paio di settimane dopo, quando la scadenza era molto vicina ed ancora non aveva ricevuto nulla, ha ricontattato l’ufficio per scoprire che i suoi documenti per un errore erano stati mandati a casa dei suoi genitori, in Lettonia.

A quel punto sono seguite parecchie telefonate, minacce di cause e altre azioni poco piacevoli che hanno portato ad avere i documenti al posto giusto, ma una settimana dopo la scadenza.

In questo caso la mia amica è stata sfortunata, l’ufficio ha sbagliato e non ha seguito le sue istruzioni, ma lei è comunque responsabile di aver dato mano libera alla sua sfortuna. Se dopo una settimana senza aver ricevuto nulla, avesse chiamato e sollecitato, avrebbe potuto fermare l’invio dei documenti in Lettonia, o farli rientrare prima, ed averli a disposizione in tempo utile.

E’ anche possibile che tutti gli accorgimenti avrebbero portato comunque allo stesso risultato: la sfortuna, come il rischio, non si può cancellare ma solo minimizzare. Nel caso che ti ho raccontato sopra, credo che sarebbe bastato. 

Il modo migliore per evitare la sfortuna è di applicare un po’ di buon senso alle nostre decisioni e di concederci un margine di tempo ragionevole per rimediare ad eventuali intoppi. La sfortuna tende ad accanirsi con i ritardatari a cui basta un minimo intoppo per creare problemi che rischiano di essere insormontabili. Garantendoci un margine di sicurezza ci mettiamo al riparo da problemi che possono sorgere all’ultimo minuto. Il concetto di margine di sicurezza non è solo legato al tempo, ma può essere visto anche in termini di soldi, energie, qualsiasi risorsa scarsa che abbiamo a disposizione ogni volta dobbiamo prendere decisioni difficili. Qualche volta passare il margine di sicurezza e buttarsi nell’ignoto può avere successo, ma non è una strategia da usare molto spesso, specie se vuoi essere più fortunato.

Ora che il kit antisfortuna è pronto, sono sicuro che comincerai a vedere più fortuna nella tua vita, e la dea bendata tornerà a sorriderti. Se invece hai la fortuna di averla già dalla tua parte…puoi svelarci nei commenti quali sono i tuoi segreti! 😉

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7 commenti on “Come essere più fortunato”

  1. Grazia Gironella ha detto:

    Il margine è il mio mito! Lo applico a tutto, dalle pulizie di casa alla scelta della casa da comperare. L’unico guaio è che, essendo cauta di natura, spesso tendo ad allargare il margine fino a restare ferma dove sono.
    Ma sei sicuro che il contatto-e-appuntamento in dieci minuti funzioni? Se uno prova ad avere un appuntamento da me in dieci minuti mi sta così sulle scatole che probabilmente nemmeno lo prendo in considerazione come amico. Magari non faccio testo, oppure faccio parte della percentuale di rischio. 😉

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Non avevo pensato a questo difetto del margine, dovrò fare qualche ricerca per vedere se esiste una misura ottimale per evitare di essere troppo cauti! 😉

      Invece il contatto lampo nella seduzione può funzionare, anche se non è il mio metodo di approccio preferito. Se voglio conoscere meglio una persona e ne ho la possibilità immediatamente perché aspettare? Quando l’ho scritto mi sono immaginato un incontro casuale sul tram o per strada, magari con entrambi di fretta. In questo caso spendere dieci minuti di tempo per ottenere un appuntamento, altrimenti impossibile, ha un ottimo rapporto costi-benefici. Se va male, non sarebbe stato diverso dall’incrociarsi senza neppure conoscersi, se va bene ti godi tutti i vantaggi della situazione! 😉

      E’ bello avere una lettrice attenta come te, che mi permette di trovare sempre nuovi spunti, grazie Grazia! 😀

  2. Mi piacciono i tuoi post perchè anche io tendo a cercare di trovare sempre quella regola che spiega qualunque cosa, l’algoritmo che regola gli avvenimenti della vita, tuttavia………… i tuoi post mi piacciono se li leggo in una chiave un po’ comica, come se assistessi a uno spettacolo di cabarett dove i comici fanno ridere parlando di cose VERE e SERIE.
    Purtroppo è impossibile scrivere un serio “manuale di uso e manutenzione della vita”.
    Io c’ho provato ,da ragazzo, a insistere nel convincermi che per ogni desiderio esiste matematicamente una strada per realizzarlo e ho insistito nello scervellarmi per riuscire a trovarla tramite delle regole universali.
    Ma ciò causa ancor più frustrazione, Perchè la vita è spesso illogica (una logica ci sarà anche, ma valla a trovare…) e il destino sicuramente spietato.
    Alla fine mi sentivo uno sfigato che si arrovellava nelle sue sagge teorie mentre gli altri si godevano la vita nella loro BEATA ignoranza.
    In conclusione mi sono ficcato in testa una frase di non_ricordo_chi: “troppo cibo rovina lo stomaco, troppa saggezza rovina l’esistenza”.

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Cosa intendi con chiave comica Marco? Sei il primo che mi dice che i miei post possono anche essere divertenti! 😉

      Per quanto riguarda la ricerca della formula universale del successo, hai ragione. Non c’è, proprio come l’anima gemella, il lavoro perfetto e tutti gli ideali.
      Quello che cerco di fare con questo blog è di trattare la crescita personale usando un mix di buonsenso ed idee meno ovvie, sperando che qualcosa “risuoni” in chi mi legge e riesca a trovare la soluzione dei suoi problemi. L’unica cosa di cui sono sicuro è che se non crei e perfezioni il tuo metodo, non potrai avere successo e crescere come persona.
      E se mentre lavori per migliorarti, riesci anche a goderti la vita e non passare tutto il tempo a teorizzare, è pure meglio quindi…meglio non fare indigestione di saggezza! 😉

  3. M-A-G-N-I-F-I-C-O il cartello “Attenzione: la vita implica rischio. Soluzione: vivere il meno possibile”.

  4. […] in omaggio alla famigerata barzelletta sull’insonnia che puoi trovare qui nel mezzo).  Se senti questa paura e vuoi vincerla, puoi cominciare praticando qualche ora di […]


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