Come i Pokèmon possono farti avere successo nella vita

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I miei maestri delle ultime tre settimane

“Dovresti sempre conoscere quali sono i tuoi limiti. E se non li conosci, verrai semplicemente battuto. Non dimenticarlo.” 

Nei Pokèmon puoi pure trovare filosofia orientale

 

Nell’ultimo periodo sono stato assente dal blog: le vacanze pasquali, il fallimento del mio obiettivo di scrivere (tema del prossimo post), piccoli problemi di salute e altre vicissitudini hanno contribuito alla mia scarsa produttività. Ringrazio di nuovo e pubblicamente Grazia, che mi ha permesso di rifiatare con il suo splendido guest post sul tai chi ed ora sono pronto a ritornare in pista con un nuovo post sui…Pokèmon!

Ultimamente mi sono riavvicinato a questi piccoli mostri, miei compagni di vita durante gli anni pre-adolescenziali e disperazione dei miei genitori (ho una foto che mi ritrae mentre cammino in montagna avvinghiato ad un game boy da ore). Mentre passavo ore e ore tra combattimenti e catture mi sono reso conto che alcune delle regole non scritte da applicare nel gioco dei Pokèmon sono le stesse che ti possono far avere successo nella vita. Oggi voglio condividerle con te:

 

Comincia da piccole azioni e poi scala le tue abilità

football

Messi ha cominciato così. 

Quando cominci il gioco ti viene dato un solo Pokèmon di livello 5, che deve essere allenato ed utilizzato per catturarne altri e vincere incontri. Il livello 5 è molto basso, se comparato con il livello di 50 (o anche più alto) che contraddistingue la sfida finale eppure all’inizio non te ne preoccupi. Sei troppo impegnato a goderti il mondo in cui ti trovi, a capire cosa devi fare per diventare più forte e come andare avanti per scoprire nuovi Pokèmon e nuove sfide. Cominciare con piccoli passi, ma decisi, e poi accrescere il tuo raggio d’azione all’aumentare della tua esperienza è un modo di pensare utilissimo nella vita, specie quando vuoi lanciare una nuova attività imprenditoriale. All’inizio sei molto piccolo, e guardi i grandi del tuo settore con un misto di ispirazione e timore reverenziale, poi cominci a crescere, a prendere consapevolezza dei tuoi mezzi e a migliorare, esponendoti sempre a nuove sfide e avventure, fino che un giorno puoi scoprirti fianco a fianco con loro.

Ecco perché si può cominciare un progetto pur non essendo pronti. Anziché aspettare il momento perfetto è meglio lanciarsi in una versione ridotta, una piccola scommessa di cui ho già parlato qui e poi raccogliere i primi feedback per aggiustare il tiro e migliorarsi in tempi brevi.

Questo principio si può applicare anche quando si tratta di studiare un argomento nuovo. Non dividere lo studio in aridi capitoli, è meglio utilizzare missioni. Ad esempio se hai deciso di studiare una lingua, un primo obiettivo può essere quello di imparare a descriverti usando cinque aggettivi diversi. Un compito veloce e facile (richiede conoscenze di grammatica quasi inesistenti, e un terzo della frase è costituito dal tuo nome! :D) che ti permette di cominciare a gustare l’atmosfera della lingua e ti permette di acquisire un elemento fondamentale da usare durante le conversazioni. Le missioni ti danno un senso di realizzazione, e ti permettono di capire senza confusione quando hai raggiunto un obiettivo e quando devi ancora migliorare. Inoltre per rendere ancora più efficace questo metodo puoi variare le missioni, in modo da dare al tuo cervello stimoli sempre nuovi e mantenerlo in uno stato in cui è praticamente impossibile staccare.

Una precisazione: è importantissimo unire l’approccio dei piccoli passi con lo stato mentale del principiante. Se pensi di avere tutte le risposte, o di essere già in grado di svolgere un compito alla perfezione, non puoi imparare nuovi modi per poterlo svolgere. Un esempio molto usato, preso direttamente dallo zen è quello della tazza di tè. Come puoi riempire una tazza di tè già piena? Il tè in surplus andrà fuori dalla tazza, ovviamente. Lo stesso vale per le informazioni. Se sei convinto di avere tutte le informazioni possibili su un settore, non potrai imparare nulla di nuovo perché ti riterrai già un esperto. Le persone di successo, anche se hanno i numeri dalla loro parte a dimostrare quanto ne capiscono in un settore, sono sempre aperte ad imparare qualcosa di nuovo. Magnus Carlsen, ad esempio, ha dichiarato che non capisce a fondo gli scacchi. E se non ci riesce lui… 😀

Ricorda: piccoli passi e mente libera ampliano il tuo potenziale di apprendere quasi all’infinito.

Se vuoi vincere, gioca sfruttando i tuoi punti di forza

Archivi

Un lavoro dove NON potrei esercitare I miei punti di forza: l’archivista. 

Nel mondo dei Pokèmon non ne esiste uno più forte in assoluto. Anche i più rari e potenti hanno un avversario naturale, che se allenato a dovere è in grado di batterli.

Lo stesso vale nella vita. Ognuno di noi ha uno stile particolare, una combinazione unica di qualità che gli permette di eccellere in qualche campo particolare. Anziché intestardirsi nel fare qualcosa che non ci riesce bene e volerlo imparare a tutti i costi perché vogliamo fare tutto da soli, è meglio essere consapevoli dei propri punti di forza, lasciando ad altre persone gli incarichi dove sappiamo non essere altrettanto bravi e non possiamo fare la differenza.

Questa regola è particolarmente utile quando si tratta di lanciare un piccolo business. Si, di nuovo! Ultimamente sono fissato con il lanciare un business, deve essere colpa (o merito) dei podcast di Italian Indie che sto ascoltando quotidianamente. Quando un’azienda nasce è necessario curare l’aspetto logistico, amministrativo, quello di marketing, di vendite, le specifiche tecniche del prodotto e un altro fantastilione di dettagli che richiedono le competenze più disparate. Anziché tentare di fare tutto al meglio è bene specializzarsi solo sugli aspetti che incontrano i tuoi punti di forza. In questo modo puoi sviluppare le tue capacità e crescere. Ne consegue però che se vuoi un’attività commerciale di successo devi circondarti di persone più brave di te negli aspetti in cui sei più debole. Questo principio non vale solo per attività commerciali, ma per qualsiasi gruppo di persone che si pone un obiettivo da raggiungere.

Quando mi trovavo ancora in Italia ho lavorato come istruttore di scacchi per bambini, ed ero responsabile della didattica assieme ad un mio amico. Il nostro contributo a questo progetto è stato diverso: lui ha portato ordine, sistematicità ed un sistema didattico lineare che permettesse un passaggio dolce a livelli più avanzati; io ho cercato di portare varietà, cercando di sfruttare nuove risorse al di fuori della nostra guida tecnica e organizzato le lezioni in modo da unire l’aspetto didattico al divertimento, improvvisando talvolta esercizi o minitornei a seconda dell’ispirazione del momento. Questi due approcci hanno i loro pro e i loro contro, e non ne esiste uno universalmente migliore, ma se combinati possono dare vita ad un approccio misto e flessibile in grado di ottenere ottimi risultati.

Certo, anche lavorare per sistemare le tue debolezze può avere enormi benefici, ma è un processo che richiede molto più tempo, con frequenti ricadute e richiede una grande dose di forza di volontà. Applicando la politica dei piccoli passi si può avere successo nel lungo periodo, ma il mio consiglio è di dedicarsi a sradicare una debolezza alla volta e di concentrarsi di più sullo sviluppo dei propri punti di forza, garantendosi buoni risultati in meno tempo e facendo meno fatica.

Battere i capopalestra e gli avversari più forti con la pazienza

pazienza

Paziente come un leone sicuro di catturare la gazzella.

Uno dei momenti più noiosi di tutto il gioco è prima di sfidare il capopalestra, un leader che schiera Pokèmon di un unico tipo, ma molto forti e difficili da battere. Per aumentare le chance di successo passavo passo parecchio tempo ad allenarmi combattendo con altri allenatori o con Pokémon selvatici per permettere alla mia squadra di salire di livello, di imparare mosse più forti e per conoscerla meglio. Dopo molti combattimenti sono riuscito ad avere una valutazione intuitiva migliore delle potenzialità della mia squadra, a capire quali attacchi sono più affidabili e contro quali Pokèmon riescono a dare il meglio. Quindi, proprio prima di affrontare una sfida difficile, rallentare, raccogliere idee ed energie e preparare un piano per affrontare il momento critico porta grandi benefici. Questo ci porta ad un punto critico: sapere gestire la tensione.

Quando ci stiamo preparando per un evento importante, ci sentiamo preoccupati, ansiosi, possiamo avere la sensazione di non fare abbastanza e quando ci rilassiamo per staccare la spina ci sentiamo in colpa. In questi momenti l’unica cosa che vorremmo è che il fatidico momento fosse già giunto, e se possiamo anticiparlo per poterci toglierci il pensiero, lo facciamo senza troppi calcoli. Ti riconosci in questa descrizione? Questo significa che non sei in grado di gestire la tensione, ed agendo di fretta rischi di commettere errori che richiederanno un’enorme quantità di tempo e di energie per poter rimediare.

E allora che fare? Rallenta! Non avere fretta di chiudere immediatamente una trattativa, o prendere una decisione importante. Rallenta, fai un bel respiro profondo e distanziati dalla situazione. Mantieni la mente lucida, e cerca di capire da dove vengono le tue sensazioni positive o negative. Non negarle, potrebbero essere la spia di qualcosa che hai solo intuito e non ancora messo bene a fuoco, che può rivelarsi determinante nella tua scelta. Imparando ad agire con tranquillità e consapevolezza ti permetterà di superare la scomodità del gestire la tensione e di presentarti all’appuntamento decisivo rilassato e pronto a dare il massimo.

 

Usare un po’ di pianificazione strategica…ma non troppa!

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Analizzare punti di forza, debolezza, opportunità e minaccie. Certo, l’analisi SWOT ha applicazioni più utili dei Pokèmon.

Quando ho cominciato a giocare ad una versione di Pokèmon più recente, in cui ci sono moltissimi tipi di Pokèmon e di attacchi a me sconosciuti, all’inizio ho deciso di non raccogliere alcuna informazione supplementare, per non rovinarmi il gusto di scoprire il gioco pian piano. Più passava il tempo, tuttavia, più mi rendevo conto che avevo bisogno di più informazioni sui vari tipi di Pokèmon, in particolare di statistiche che descrivevano i loro punti di forza, a che livello si evolvevano, quali mosse imparavano ed altro, per poter creare una squadra equilibrata e pronta ad affrontare ogni evenienza. Ho trovato un sito internet fantastico (per i maniaci interessati, questo è il link) che utilizzo come miniera di informazioni. Questo è barare? Forse un pochino, ma mi sono sempre rifiutato di vedere le caratteristiche degli avversari contro cui avrei dovuto combattere. Conoscere queste informazioni avrebbe tolto ogni elemento sorpresa al gioco e l’avrebbe reso solo più noioso.

Anche nella vita la raccolta delle informazioni è un momento cruciale, se fatta correttamente ci permette di risparmiare moltissimo tempo e di essere più efficace. Oggi internet ci permette di avere a disposizione migliaia di informazioni sullo scibile umano, quindi il difficile è imparare a capire quali sono affidabili e quali sono fuffa, ma appoggiandosi a siti che vantano anni di esperienza o ad esperti del settore si può accelerare e migliorare il processo di ricerca. Se vuoi avere più informazioni su questo argomento puoi leggere questo mio vecchio post! 🙂

Nota finale:

Questo articolo riprende diversi principi che questo blog ha già trattato, come la pratica deliberata,  tranquillità e consapevolezza specialmente quando devi prendere decisioni importanti, e come unire capacità di programmazione e di improvvisazione per creare un piano efficace e divertente. Con questo post ho voluto dimostrare come un semplice videogioco permetta di esercitare tutte queste capacità, e quindi come attività piccole e sottovalutate ti permettono di sviluppare le abilità per avere successo nella vita.

Anche tu hai qualche videogioco dove hai imparato lezioni di vita indimenticabili?  Se hai qualche consiglio per me (specialmente giochi per Game Boy, dato che ho trovato un fantastico emulatore! 😉 ) scrivimi nei commenti qui sotto! 😀

 

 

 

 

 

 

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4 commenti on “Come i Pokèmon possono farti avere successo nella vita”

  1. Samuele Onelia ha detto:

    Ehi bel post. Mi piace il paragone con la tazza da tè. Il discorso sui piccoli passi verso the big vision lo condivido in pieno.

  2. Grazia Gironella ha detto:

    Grazie dei ringraziamenti, Lorenzo, sei troppo gentile. 🙂
    Da alcuni videogiochi (per esempio Il Signore degli Anelli e Gothic III) ho imparato che agire in modo stolido – come talvolta faccio, perché l’elasticità non è il mio forte – non paga. Vedi l’avversario, immagini una tattica d’attacco, ci provi. Morto. Ci riprovi. Ri-morto. Ci tri-provi cambiando qualcosa. Tri-morto. Dopo una ventina di tentativi butteresti il gioco dalla finestra, se non ci fosse il PC attaccato. Poi arriva tuo figlio, guarda lo schermo e ti fa tutto tranquillo:”ma non ti conviene provare ad attaccare da lì?”. “Lì” è un banale gradino di roccia, oppure l’angolo di una casa, comunque qualcosa che hai sotto il naso, soltanto che tutto preso dal tuo preconcetto non lo hai visto. Beh, credo che tu abbia capito cosa intendo. Bisogna imparare a essere creativi nell’approcciare ogni situazione, o si rischia di passare il tempo a dare testate nel muro (e a farsi ammazzare, naturalmente). 😉

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Ringraziamenti meritati! 😉
      Hai sollevato un punto interessantissimo, e condivido in pieno la tua opinione. Nonostante la perseveranza sia vista come una dote fondamentale per avere successo, spesso è solo ostinazione e incapacità di adattare il proprio modo di pensare alla situazione. I videogiochi, soprattutto quelli di ruolo, ti obbligano a pensare in modo creativo, a non cercare sempre la soluzione più diretta e a sfruttare la postazione dell’avversario contro di lui. Diciamo che se giochi con consapevolezza è quasi come fare tai chi! 😉

      PS: da scacchista ho un debole per i giochi di strategia, per quelli di ruolo invece ho un amore non ricambiato. Sono morto troppe volte! 😛


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