Quello che non ti hanno mai detto su lavoro e passione

jobs

Credi davvero che Steve Jobs sognasse di creare la Apple da piccolo?

 Non essere ossessionato dallo scoprire la tua vera passione. Cerca di imparare abilità rare e preziose, invece.

Cal Newport

Ho 28 anni e gli americani mi definiscono un “Millenial”, membro di una generazione egocentrica e capricciosa sempre a caccia del lavoro perfetto, quello dove puoi coltivare le tue passioni e divertirti. In una realtà lavorativa come quella italiana, con quasi la metà dei giovani a caccia di un lavoro, sembra che non esistano Millenial, ma ti assicuro che conosco amici con il sospirato posto fisso che non sono soddisfatti. Millenial, appunto.

Io ero, ed in un certo senso sono, ancora uno di loro. Questo blog ne è la testimonianza più lampante. Nato per aiutare le persone ad essere più felici e competenti, aveva un sottinteso: rimanere intrappolati in un lavoro che odi è la strada più sicura per l’infelicità

Questa convinzione ha resistito per diversi anni, fino a l’altro giorno mi sono imbattuto in un libro eccezionale: “So good they can’t ignore you” di Cal Newport (purtroppo non tradotto in italiano, se vuoi saperne di più, qui trovi un buon riassunto). Durante la lettura ho aperto gli occhi su una dura realtà:

la passione, intesa come amore viscerale del lavoro che facciamo, NON è una componente fondamentale del successo in quel lavoro. 

Dopo essere sopravvissuto a questo momento di shock estremo ed essere quasi caduto dalla sedia, sono andato avanti a leggere. E ho capito che l’autore aveva ragione.

La passione svolge un ruolo importante nella creazione e nella ricerca del nostro lavoro, ma deve essere ridimensionata. Se leggi libri o siti di crescita personale, ti spiegheranno che la chiave del successo è avere coraggio, non avere paura di fallire anche molte volte e quando fallisci, impara la lezione e rimettiti in piedi. Per poter sopportare questo doloroso processo sono necessarie vagonate di passione e di entusiasmo, con cui abbatterai tutte le difficoltà e raggiungerai la vetta.

In realtà…

Se hai una passione che al resto del mondo non interessa e la vuoi usare come base per il tuo lavoro morirai di fame. Credi davvero che avere una passione per la vita delle formiche ti porti denaro a sufficienza per vivere? No, le persone non sono disposte a pagare per conoscere la vita delle formiche nei minimi dettagli, hanno altri interessi e preoccupazioni.

E allora che fare? Esistono diverse possibilità per crearsi un lavoro su misura, ed addirittura ottenere un buon lavoro con passioni strampalate (la vita delle formiche forse è una sfida troppo grande, ma chissà…) ma è fondamentale sviluppare altre abilità che la semplice passione non ti può dare.

Vuoi scoprire come trovare un lavoro più adatto a te, anche senza conoscere la tua passione? Allora vai avanti a leggere! 😉

Passione ed età, quando non sapere cosa vuoi fare nella vita è una benedizione

manga

Io da piccolo volevo essere uno di loro. 

Le mie attuali passioni sono la scrittura, la psicologia, l’economia comportamentale, gli scacchi e lo studio delle lingue straniere. Di queste solo una, gli scacchi, è nata quando ero piccolo, mentre le altre si sono sviluppate nel corso della mia vita (la scrittura è pure stata l’ultima in ordine di tempo). Nonostante abbia dedicato molto più tempo agli scacchi, so che questa è la passione con meno probabilità di farmi trovare un lavoro oggi. Questo perché nel mondo del lavoro, giocare o meno a scacchi non ti porta ad acquisire abilità tecniche spendibili sul lavoro. Certo, gli scacchi mi hanno insegnato un sacco (ne ho già parlato qui e qui), ma le altre mie passioni hanno applicazioni più immediate nel mondo del lavoro, e quindi sono più “utili”.

La conoscenza tecnica è la differenza che passa tra un principiante ed un professionista. Tale conoscenza viene acquisita soltanto attraverso lo studio e l’applicazione. Questo dovrebbe essere il momento in cui entra in campo la passione per ciò che fai, che ti spinge a migliorare sempre di più fino a diventare un esperto. Ma Newport ha scoperto un’altra verità, controintuitiva e sorprendente: possiamo appassionarci ad un lavoro in cui non siamo interessati all’inizio, ma in cui miglioriamo a tal punto da diventare esperti. 

Questo è quello che mi è successo con le lingue straniere. All’inizio ho vissuto lo studio dell’inglese come un male necessario, poi ho cominciato a studiare il tedesco ma ancora non si era accesa la scintilla. Dopo l’Erasmus ho cominciato a leggere molto di più in inglese e a migliorare parecchio, tanto che quando sono arrivato in Polonia e ho deciso di imparare il polacco, ho fatto uno studio serio su come imparare una lingua straniera. In questo momento inoltre, la conoscenza delle lingue rappresenta il 100% dei motivi per cui ho un’entrata economica: lavoro in una multinazionale in cui è indispensabile conoscere l’italiano e l’inglese, e nel tempo libero lavoro come insegnante di italiano privato, per poter arrotondare. Tra me e le lingue straniere non c’è stato amore a prima vista, ma adesso sono molto appassionato sull’argomento e amo discuterne con gli altri e studiare da solo. Sono la dimostrazione vivente della teoria di Newport. 😀

Quindi se sei preoccupato perché non sai cosa fare nella vita e pensi di non avere passioni, rilassati! 

Comincia da qualcosa verso cui hai un atteggiamento neutro (partire con qualcosa che odi profondamente è possibile, ma sconsigliato) e chiediti come puoi rendere questo lavoro più tuo. Dovesse trattarsi di vendere patate, registrare fatture, o pulire la strada, c’è sempre qualcosa che puoi migliorare e in cui mettere la tua personalità.

Molti dei lavori qui sopra sono volutamente umili e ripetitivi e questo ci porta al punto successivo:

Come prendere il massimo da un lavoro di merda

lavoro di merda

Pensi che il tuo lavoro sia il peggiore del mondo? Prova a fare questo!

A parte poche eccezioni, nella vita lavorativa il primo lavoro rappresenta un’esperienza piuttosto noiosa: laureato o no, ti troverai a fare un lavoro cosiddetto entry-level, che comporterà responsabilità eccezionali come fare le fotocopie, copiare e incollare dati in un computer e altre amenità di questo tipo. Insomma, una serie di lavori che un macaco ben addestrato potrebbe imparare in un mese. E invece del macaco hanno preso te, non sei contento? 😀

A questo punto molte persone decidono di non impegnarsi, addestrando un piccolo macaco dentro il loro cervello a lavorare in maniera automatica e a passare il resto del tempo a lamentarsi di quanto il mondo lavorativo sia una merda (l’ho fatto un sacco di volte), oppure sognare un lavoro fantastico al di fuori di questo (questo l’ho fatto ancora più spesso).

Il risultato? Un lavoro fatto coi piedi e una persona infelice, che estende la sua infelicità agli altri.

A questo punto hai due scelte. Puoi decidere che il mondo è tutto una merda e tanto vale tenersi questo lavoro (sconsigliato), oppure puoi decidere che è il momento di mollare tutto ed è il momento di seguire la tua grande passione. Nonostante sia un consiglio molto in voga su internet, è sconsigliato di nuovo. Seguire una passione non è sufficiente per crearsi un lavoro fantastico, servono doti organizzative e un’etica professionale, qualità che puoi acquisire anche facendo un lavoro non esaltante.

In particolare mi riferisco a:

  • Presentarsi. Quando facciamo un lavoro che non ci piace, uno di quelli che ci obbligano a passare almeno otto ore in ufficio, siamo obbligati a presentarci in ufficio tutti i giorni (malattie e ferie escluse, ma ci siamo capiti). Quando non ci sentiamo dell’umore di lavorare ci andiamo lo stesso, anche se siamo stanchi, non ispirati o chissà cos’altro. Ci andiamo punto e basta, altrimenti lo stipendio a fine mese chi lo prende? Nonostante l’obbligo di presentarsi al lavoro possa essere vissuto come una prigione, ho scoperto che le persone di successo, incluse quelle che hanno lavori creativi, fanno del presentarsi al lavoro una delle loro armi vincenti. Tutti hanno creato e accettato una routine adatta a loro, che gli permette di ottenere successi nel lungo periodo.
  • Pratica deliberata. L’altro elemento fondamentale del successo è la pratica deliberata, in cui ne abbiamo già parlato quiNon è mia abitudine ripetere un concetto di cui ho già scritto, ma con la pratica deliberata voglio fare un’eccezione, perché rappresenta la vera base del successo nella vita lavorativa. Qui voglio approfondire ulteriormente questo concetto, dandoti un’informazione essenziale: la pratica deliberata non è piacevole. È un misto di attenzione al dettaglio, ripetitività ossessiva e consapevolezza massima dell’azione che stiamo compiendo per poter migliorare sempre di più la nostra performance. Gli esperti “si presentano” al lavoro tutti i giorni, lavorando e studiando con costanza. Le superstar non solo si presentano, ma cercando di migliorarsi una tacca in più ogni giorno. Non si esercitano su quello che gli riesce già bene, ma su quello che deve ancora essere perfezionato. Un esempio musicale: una volta acquisite le basi un buon violinista suonerà i pezzi che ha imparato con molto piacere, e imparerà di tanto in tanto qualcosa di nuovo. Un violinista eccezionale si eserciterà sugli accordi che risultano più difficili, ed una volta acquisiti, si sposterà su qualcosa di più difficile. Per poter sopportare lo sforzo che richiede la pratica deliberata, avere una forte passione è un grande vantaggio, ma questa passione non deve per forza esserci prima. Potrebbe essere nata durante un momento di difficoltà, o quando hai raccolto i primi successi. 

Ora, ti potresti chiedere cosa centri tutto questo con il lavoro di merda di cui stavamo parlando prima. La risposta è presto detta: se applicherai la pratica deliberata al tuo lavoro, anche se è elementare, otterrai subito dei risultati positivi:

  • Ti sentirai più competente, ed il tuo lavoro potrebbe cominciare a piacerti. Acquisendo più competenza i tuoi colleghi ed il tuo capo cominceranno a rivolgersi a te per avere aiuto. Questo ti farà sentire più importante in azienda, e ti darà l’accesso a nuove informazioni e a nuove aree più interessanti in cui esprimere di più le tue capacità.
  • Imparerai qualcosa di utile: Il mio attuale lavoro consiste nel rispondere al telefono e risolvere problemi relativi a computer, stampanti, scanner etc. Anche se la mia funzione principale è quella di customer care (tradotto in parole spicce significa ascoltare gente che si lamenta che qualcosa non funzioni per cercare di aiutarla), questi mesi di lavoro mi hanno permesso di perfezionare le mie capacità nel gestire persone arrabbiate. Quando deciderò di muovermi in un’altra esperienza lavorativa, porterò queste conoscenze con me.
  • Comincerai a sviluppare una mentalità di eccellenza che si trasporterà anche in altre aree della tua vita. Il lavoro rappresenta una grande parte della tua vita da sveglio. Mettendoci concentrazione e voglia di migliorare anche se il lavoro non ti piace, trasporterai questa mentalità anche nei tuoi hobby e nelle tue relazioni, rendendole più divertenti e piacevoli.

“Ma allora devo tenermi il lavoro che sto facendo adesso per tutta la vita?”

No, e questo ci porta all’ultimo punto di oggi:

 

Quando lasciare il lavoro per seguire la tua passione

licenziarsi

Se vuoi lasciare il tuo lavoro così, meglio che impari un arte marziale prima.

Lavorare con professionalità, etica e pratica deliberata non è garanzia di successo al 100% nell’azienda in cui ti trovi. Se le posizioni migliori sono già occupate, se qualche collega disonesto si prende i meriti del tuo lavoro o peggio ancora l’azienda stessa si rifiuta di riconoscerli, cercare un’alternativa è…una scelta senza alternative.

Il binomio lavoro-passione sta prendendo sempre più piede, ma non tutti ci riescono, non importa quanto sia grande la loro passione. Questo significa che devi rimanere incastrato in un lavoro che non sopporti per il resto della vita? No, ma prima di lasciarlo per dedicarti alla tua passione devi capire quanta esperienza lavorativa hai nella tua passione. Ad esempio, se decidi di lasciare un lavoro per aprire una scuola di ballo e la tua unica esperienza nel campo è un corso di salsa, fermati e di rifletti. Puoi rimanere senza lavoro e nel contempo imparare tutto il necessario senza avere entrate economiche fisse? Se la risposta è no, risparmiati un fallimento da cui avrai poco da imparare e aggiusta il tiro. Puoi cominciare a lavorare nei weekend in una scuola di ballo, acquisire l’esperienza lavorativa che ti serve e una volta pronto potrai lasciare il lavoro fisso per dedicarti alla tua passione.

Oppure ancora, puoi lasciare il tuo lavoro attuale, quando realizzi che è troppo lontano da quello che vuoi fare nella vita e cercarne uno che sia utile per aprire la tua futura attività. L’esempio più classico è quello del settore delle vendite: lavorando nel commerciale impari due qualità fondamentali di ogni imprenditore/freelance: creare e gestire un portafoglio di clienti ed imparare a vendere un prodotto. Queste qualità hanno una valenza universale: se prendiamo il corso di salsa visto prima, sapere come proporlo e come venderlo può fargli avere successo anche se all’inizio mancano alcuni elementi più tecnici.

Un’ultima postilla. In questo articolo ho cercato di essere il più pratico possibile, ma a volte c’è solo bisogno di prendersi un periodo di pausa dal lavoro per mettere ordine nelle proprie priorità. Non devi lasciare il tuo lavoro solo quando ne hai un altro, qualche volta prendersi un mese o due per rifiatare è la scelta migliore che puoi fare nella vita (e si, io l’ho fatto e mi è servito un sacco).

Se vuoi prenderti questo periodo sabbatico, non caricarlo di aspettative ma rilassati e, una volta ricaricato, comincia a lavorare sulle qualità tecniche e psicologiche fondamentali per avere successo. 

Eccoci giunti alla fine del post di oggi. Ne approfitto per augurarti tutto il meglio possibile, e già che ci sono ti faccio, anche se in anticipo gli auguri di Buona Pasqua!

 

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8 commenti on “Quello che non ti hanno mai detto su lavoro e passione”

  1. Grazia Gironella ha detto:

    Vedo questo approccio non tanto come contrapposto, ma piuttosto come integrativo a quello lavoro-passione. In effetti non si può pensare che basti amare e perseguire ostinatamente qualcosa per farne una fonte di reddito. Mi piace in particolare l’idea (confermata dalle mie esperienze extralavorative) che le passioni non nascano sempre dall’istinto, ma anche dalla determinazione di esplorare una nuova via.

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Più che contrapposto, sottolinea che la passione non deve essere presente per forza all’inizio, ma può arrivare anche più tardi. Sapessi quanti siti si propongono di farti trovare la tua VERA passione per poi farne un lavoro! 😉
      Inutile preoccuparsi troppo di trovare il lavoro perfetto, è un po’ come con l’anima gemella. Quando realizzi che non esiste cerchi di migliorare la tua relazione senza chiederti se sei con la persona giusta o no.

      Approfitto dell’occasione per farti gli auguri di Buona Pasqua e…ricordati che devi ancora mandarmi qualcosa! 😉

  2. Laura Tentolini ha detto:

    Ciao Lorenzo,
    ho apprezzato in modo particolare questo tuo articolo.

    Però ci sono anche persone che sono nate per fare i dipendenti, che non rincorrono il lavoro/passione, che amano ricevere ordini, che mai si sognerebbero di prendere decisioni, organizzare un’attività oppure gestire un gruppo di lavoro.

    Queste persone lavorano volentieri come dipendenti riservando la passione ad altro, rigorosamente fuori dall’orario di lavoro.

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Grazie mille Laura, il tuo apprezzamento è sempre gradito! 😉

      Il tuo concetto di dipendenti mi sembra molto negativo: manager, direttori generali e dirigenti di medio livello fanno tutti parte della categoria dei dipendenti, ma devono imparare a gestire persone e a prendere decisioni in modo efficace. Sono dipendenti che godono di una certa autonomia, e quindi di un senso di professionalità che può farli sentire realizzati e appassionati nel loro lavoro.
      Immagino che con dipendenti ti riferisca alle persone che si trovano alla “base della piramide” e non hanno idee più ambiziose. Trovandomi ancora lì, posso portarti la mia esperienza personale: molte di queste persone non hanno una passione vera e propria, oppure non è monetizzabile (essere tifosi di una squadra di calcio, ad esempio), perciò sono costretti a tenerla fuori dall’orario di lavoro, anche se non amano né ricevere ordini, né il lavoro che stanno svolgendo.

  3. […] i tuoi progressi a macchia di leopardo. Devo confessare che questa idea brillante non è mia, ma di Cal Newport, il distruttore del mito “Trova la tua passione e solo poi fai un lavoro che ti […]

  4. […] una soluzione: è una garanzia per diventare un esperto in ciò che stai studiando (come fa notare Cal Newport in questo […]

  5. […] scelta quando si tratta di fare carriera, specialmente quando hai le idee chiare (altrimenti questo può darti una mano), la seconda è più vicina ad un salto nel buio che ad un progetto di […]

  6. […] solo per soddisfare il tuo egoismo senza prima aver fatto le opportune analisi (te lo ricordi? la passione non è sufficiente per avere un buon lavoro) , ma a non considerare il denaro come variabile principale quando scegli un lavoro/decidi dove […]


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