Imparare dai migliori: The Mentalist

Jane

Simon Baker alias Patrick Jane, il protagonista di “The Mentalist

Se smetti di vedere il mondo in base a quello che ti piace o non ti piace ma prendi le cose per ciò che sono in realtà, troverai molta più pace nella tua vita.  

Patrick Jane

Dopo molto tempo ritorna “Imparare dai migliori”, con un personaggio di fantasia da cui ho imparato moltissimo: Patrick Jane.

Patrick Jane è il protagonista di “The Mentalist”, una delle mie serie televisive preferite. “The Mentalist” è un poliziesco noir in cui un serial killer combatte una battaglia di intelligenza e di nervi con Patrick Jane, un mentalista che vuole vendicare l’assassinio della sua famiglia (se vuoi saperne di più leggi la storia completa).

In questo post voglio condividere con te le caratteristiche di Jane che ho deciso di copiare per avere più successo nella vita.

Identificare e spezzare i pattern comportamentali

spezzare il pattern

Spezzare il pattern è un modo per ottenere grandi vittorie!

Un pattern comportamentale è un elemento ricorrente nei comportamenti umani (ad esempio quando impariamo una lingua). Un pattern comportamentale è una serie di azioni e credenze tipiche della nostra personalità o del ruolo sociale che ricopriamo.

Come può tornarti utile questo concetto?

Identificare pattern comportamentali ti può aiutare a conoscere meglio la persona che hai davanti. Come si comporta, in cosa crede e quali sono i suoi valori fondamentali sono informazioni sotto i nostri occhi, dobbiamo solo sapere coglierle. Jane in questo è un maestro: ha la straordinaria capacità di leggere il comportamento delle persone attorno a lui, identificare gli elementi ricorrenti del loro comportamento ed agire di conseguenza. 

Ognuno di noi è in grado di scoprire pattern di comportamento, suoi e degli altri. Adattandosi ad essi, possiamo creare delle situazioni positive. Un esempio pratico è quando porti la tua ragazza a fare shopping anche se preferiresti stare a casa a leggere. Sai che andando a fare shopping sarà più felice (pattern) e decidi di regalarle emozioni positive.

Quello che pochi fanno ed in cui Jane è un maestro, invece, è spezzare il pattern, compiendo azioni inaspettate e obbligando le persone a comportarsi in modo diverso rispetto al solito.

Ti faccio un esempio: pur lavorando per l’FBI Jane si identifica sempre come un consulente esterno, ed utilizza questa informazione per conquistarsi la fiducia di persone restie a collaborare con “gli sbirri”. Usa termini come “loro”, anche quando parla dei suoi amici, assume un tono dispregiativo e sottolinea di essere solo un consulente. In questo modo spezza il pattern tipico di un consulente della polizia: una persona orgogliosa del suo lavoro, che disprezza le persone disoneste e che agisce nei limiti della legalità per catturarle. Una volta vinta la fiducia della persona che ha davanti, ottiene le informazioni che gli servono per catturare l’assassino e risolve il caso.

Jane utilizza il principio di spezzare il pattern non solo per la raccolta delle informazioni, ma anche per la cattura vera e propria dell’assassino. Utilizzando metodi anticonvenzionali (anche troppo: una volta ha seppellito vivo un assassino per farlo confessare), conduce il colpevole in una situazione confusa e lo mette sotto pressione, aumentando la possibilità che si tradisca e si incastri da solo.

Vediamo adesso qualche applicazione pratica del principio di spezzare il pattern.

Puoi utilizzarlo in qualsiasi competizione (sportiva e non) in cui partecipi, soprattutto se sei già conosciuto. I tuoi avversari avranno già un’idea del tuo stile, di come ti comporti quando sei sotto pressione, in quali situazioni ti piace trovarti e quali non sopporti. Mischiando le carte e comportandoti in modo diverso dal solito aggiungerai un tocco di imprevedibilità che ti renderà difficile da leggere e creerà problemi ai tuoi avversari. Non sapranno interpretare la tua strategia e dovranno convivere con l’incertezza di chi stanno affrontando. Un principio utilissimo negli scacchi! 😉

Un’altra applicazione utile è spezzare i pattern tipici di situazioni negative, facendo qualcosa di inaspettato che porti la situazione ad un finale diverso da quello che sembra già scritto. Un esempio classico: una lite di coppia. Di solito si comincia per qualcosa di piccolo e insignificante, poi subentrano motivi esterni per cui siamo già di cattivo umore, infine ci ricordiamo tutti i torti che abbiamo subito dal nostro partner ed ecco che un battito di ali di farfalla si è trasformato in un tornado. Perché buttarsi in una situazione del genere, dicendo e facendo cose di cui ci pentiremo, quando possiamo utilizzare il principio di spezzare il pattern? Anziché chiuderti a riccio in difesa delle tue ragioni, ascolta il punto di vista dell’altra persona e chiedi scusa, oppure fai un piccolo atto di generosità per stemperare la tensione. In questo modo cambierai direzione alla discussione, salvando la relazione da negatività inutile. 

Un’ultima applicazione del principio di spezzare il pattern è possibile durante le situazioni sociali. Quando ci troviamo in ambienti con regole non scritte, sapere quando seguirle e quando ignorarle può fare un’enorme differenza. Ecco perché quel collega che si caccia sempre nei pasticci viene perdonato dal capo. Ha una conoscenza intuitiva di quanto può tirare la corda, e non superando quel limite rimane al sicuro dal licenziamento pur non seguendo alcune regole aziendali.

Un altro esempio è parlare con degli sconosciuti, o fare piccoli regali a persone che non conosci. Queste azioni totalmente inaspettate e fuori dalle nostre convenzioni sociali ti faranno sentire più felice e regaleranno un momento di gioia anche ad un’altra persona, che un giorno potrebbe ricambiare il favore. Niente male per azioni così piccole, vero? 😉 

Osservare i dettagli

dettaglio

Complimenti, hai un occhio di falco! 😀

Appena Jane incontra una persona è in grado di intuire aspetti nascosti della sua personalità notando piccoli dettagli, come la cura delle mani o i soprammobili che tiene in camera.

Osservando i dettagli possiamo individuare due caratteristiche fondamentali:

  • Come una persona vuole apparire: Persona” è una parola di origine latina. Il significato della parola originale è più vicino a “personaggio” in quanto indicava la rappresentazione che una persona vuole dare di se stessa. La scelta dei nostri vestiti, dei nostri accessori, è fatta in modo coerente con il tipo di persona che vogliamo proiettare agli altri.

Realizzare questa semplice verità ti permetterà di instaurare relazioni migliori trattando le persone come vogliono essere considerate

  • Come una persona realmente è: Questi sono dettagli più nascosti, che sfuggono al controllo della persona stessa e sono quelli che Jane scova immediatamente. Qui potresti chiederti: “Come faccio a capire quali dettagli esprimono l’autenticità della persona e quali sono solo di facciata?” Di solito i dettagli rivelatori sono in contrasto con l’immagine generale, e sono così piccoli da passare inosservati alla maggioranza degli osservatori.

Un esempio preso da “The Mentalist”: una donna americana viene uccisa in Messico in una comunità di pastori e agricoltori, ma Jane capisce immediatamente che quella donna si era infiltrata osservando la cura eccessiva della mani della vittima, elemento sospetto per una lavoratrice di campagna.

Imparare ad osservare i dettagli nascosti può darci molte indicazioni sulla vera natura di una persona, specialmente quando sta realizzando uno show per impressionarci: guardare come qualcuno si comporta con le persone con meno importanza sociale (come sottoposti o camerieri), oppure come tratta il suo animale domestico ci dà una miniera di informazioni utili su di lui, molto più affidabili del suo comportamento.

Dirigere l’attenzione: l’occhio è più lento della mano?

magician

Un giovane Silvan si prepara a fregarci.

Patrick Jane ha trascorso la sua infanzia in un circo, dove ha imparato le tecniche di base del mentalismo ed altri trucchi. Uno degli esempi più classici è quello del prestigiatore che fa sparire oggetti e li fa riapparire da un’altra parte. Come è possibile che il nostro occhio sia più lento della sua mano?

I nostri occhi funzionano benissimo, è la nostra attenzione a venire manipolata. Durante un trucco di magia di solito troviamo una bella assistente, magari vestita in modo provocante (e qui ci siamo già giocati l’attenzione degli uomini) e un palcoscenico pieno di distrazioni. Se anche mancasse tutto questo, il prestigiatore da solo focalizzerà la nostra attenzione lontano da dove si svolge l’azione vera. Sfruttando questi buchi dell’attenzione, azioni ordinarie diventano magiche.

Dirottando l’attenzione dove vogliamo possiamo manipolare le persone, facendogli credere cose che non esistono e compiere azioni che altrimenti non avrebbero fatto.

Questa tecnica è utilizzata in tutti gli episodi da Jane per stanare il colpevole: una volta ha dichiarato di aver usato del condimento, avvelenato ed usato da un assassino, durante una cena con dei sospettati. L’unico che si è spaventato davvero è stato l’assassino (era l’unico che sapeva del condimento), che si è tradito con la sua reazione ed è stato arrestato.
Anziché dirottare l’attenzione per manipolare le persone (un pessimo metodo per stabilire relazioni durature) 
puoi utilizzare queste informazioni in modo difensivo: quando devi prendere una decisione importante riguardo ad un acquisto (la macchina, ad esempio) il venditore potrebbe fare di tutto per dirottare la tua attenzione sui punti forti (gli accessori, la possibilità di pagare a rate) nascondendo i punti più spinosi per te (il prezzo ed alcuni potenziali inconvenienti meccanici). Essere consapevole di questa forma di manipolazione ti aiuterà a realizzare acquisti più adatti alle tue esigenze e a non farti fregare da qualche venditore disonesto.

Mini bugie e affermazioni scomode per scoprire la verità

frase provocatoria

Online sembravi più bella.” Un’affermazione provocatoria da usare con ESTREMA cautela.

Questo è uno dei trucchi preferiti da Patrick Jane, utilizzato in quasi tutti gli episodi per ottenere informazioni altrimenti inaccessibili. Quando ti ho parlato di come scovare un bugiardo, ti ho involontariamente confessato il segreto per essere un bugiardo migliore: dire bugie corte e semplici.

Utilizzare le bugie come strumento di costruzione di una relazione ha lo stesso effetto di tentare di manipolare le persone: un disastro. Puoi però utilizzarle come strumento per scoprire la verità. Jane utilizza questa tecnica usando bugie e verità provocatorie in maniera deliberata. Quello che gli interessa è valutare le reazioni che hanno le persone che ha davanti: le loro risposte non verbali, più difficili da controllare quando sono colti di sorpresa, riveleranno cosa è successo davvero.

Questa tecnica deve essere usata con attenzione. È molto efficace per scoprire ciò che vuoi sapere ma ha il difetto di attaccare punti deboli e nervi scoperti delle persone, rendendole meno disponibili a collaborare con te in futuro. In più necessita di una grande faccia tosta e della capacità di gestire conseguenze impreviste, quindi se vuoi affinarla ti consiglio di provarla assieme a qualcuno che conosca già le tue intenzioni e con cui capire come non oltrepassare il limite che il tuo partner è disposto a tollerare.

Nel mio piccolo, ho utilizzato questa tecnica durante il mio periodo di seduzione praticagiocando a leggere la mente per fare colpo sulle ragazze, ed in fase di negoziazione di contratti, quando la conoscenza di alcune informazioni era di vitale importanza per me. Se usi questa tecnica provocatoria senza esagerare potrai conoscere la parte più autentica delle persone e capire al volo quali sono più compatibili con te.

Se infine ami il rischio e vuoi provare un brivido di ebbrezza puoi utilizzare questa tecnica per risultare assertivo di fronte a persone con uno status sociale più alto del tuo. Dicendo la verità senza filtri dimostri di non essere impressionato dallo status di chi ha davanti. Hai una sicurezza interna che ti fa mantenere la calma anche sotto pressione. Allo stesso tempo puoi usare l’ironia e il senso dell’umorismo per far scendere dal piedistallo persone che fanno troppo affidamento sul loro status, portandole ad un livello in cui è possibile negoziare.

Sei anche tu un fan di “The Mentalist” e vuoi dire la tua? Oppure vuoi condividere la tua esperienza con le tecniche che hai visto in questo articolo? Lascia la tua opinione nei commenti, e se non dovessi averne ancora provata nessuna ma hai deciso di rischiare…buon divertimento e fammi sapere come ti va! 😉

 

 


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7 commenti on “Imparare dai migliori: The Mentalist”

  1. Grazia Gironella ha detto:

    Ciao Lorenzo! Questa cosa dello spezzare il pattern mi piace molto; anzi, ti ringrazio perché hai dato un nome a un tipo di comportamenti che sento anche mio, pur senza premeditazione. Nello specifico, sono convinta che la maggior parte delle persone se ne stia troppo sulla difensiva – troppo non in base ai miei gusti personali, che sono irrilevanti, ma per apprezzare ciò che offre la vita. I rapporti ne vengono enormemente ostacolati. Te ne accorgi se,come me, ti trovi a trasferirti in un’altra regione dove non lavori e non frequenti scuole (due grandi occasioni di socializzazione, con tutti i loro difetti). Chissà trasferirsi in Polonia…
    Comunque non è facile entrare in contatto reale con le persone, soprattutto di età adulta-matura, perché molti si sono già assestati su un modo standard di approcciarsi agli altri che di fatto consente il mantenimento dei rapporti già in essere, ma impedisce che ne nascano dei nuovi. Spezzare il pattern certe volte crea una “crepa” sufficiente a entrare in contatto reale con la persona, talvolta invece serve soltanto a dare all’altro una piccola scossa, un’intuizione che la gabbia dei comportamenti standard ha uno sportellino di uscita. Tutto sommato non mi sembra poco. 🙂
    (Un esempio: una volta ho detto alla barista che avevo visto soltanto tre o quattro volte che le stava bene il nuovo taglio di capelli. La sua espressione esterrefatta mi ha colpita. Avevo soltanto detto quello che pensavo, ed era anche un complimento!)

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Bentornata Grazia! 🙂

      per prima cosa mi hai incuriosito: in quale regione vivi ora, così lontana culturalmente da dove sei nata? E riesci a dedicare un po’ di tempo a conoscere persone nuove, nonostante il tuo lavoro di mammascrittrice a tempo pieno? 😀

      Ho anch’io l’impressione che le persone tendano a chiudersi a riccio più crescono. Se questo accade naturalmente, cambiando regione o nazione questo comportamento ci sembra ancora più accentuato.
      Qui in Polonia ci sono persone solari e festaiole, ma il divario culturale resta grande: pensa che uno dei momenti preferiti di socializzazione di noi italiani, mangiare insieme, qui è visto come qualcosa che si deve fare per non morire da fame, e nulla più. Molti mangiano da soli ed alcuni scelgono di non fare pause per poter tornare a casa prima. Impensabile per un italiano!

      Spezzare il pattern può aiutarti a creare nuove amicizie o solo dare un momento di felicità agli altri, adesso che ne sei consapevole vedrai che avrai ancora più successo! 😉

  2. Grazia Gironella ha detto:

    No no, nessun grande divario, sono soltanto una bolognese trapiantata in Friuli. 🙂 Qui la gente è molto pratica, diciamo, e poco propensa a porsi domande. Naturalmente non tutti sono così, ma il clima è un po’ questo, si bada al sodo. Anche troppo sodo, certe volte!
    Non avendo un vero lavoro, un po’ di tempo per guardarmi intorno ce l’ho, ed è un privilegio che ancora non smetto di apprezzare, dopo sei anni. In realtà amicizie degne di tale nome ne ho create pochissime (una?), ma l’interesse per gli esseri umani resta. 🙂

  3. Grazia Gironella ha detto:

    C’è posta per te su FB! 🙂

  4. Luca Gandolfi ha detto:

    In una puntata, Jane spiegava a Lisbon di utilizzare frasi costruite con acronimi per ricordare lunghi elenchi. In questo modo, diceva, aveva imparato l’elenco delle tragedie di Shakespeare in ordine cronologico. Ho provato: ho impiegato 4 minuti e dopo un mese lo ricordo ancora perfettamente.
    A cosa serve conoscere questo elenco? In sè a niente. Ma in una conversazione letteraria buttare lì una frase tipo “Lo Shakesperare di Romeo e Giulietta era ancora giovane, fino ad allora nella tragedia si era provato solo con il Tito Andronico; sarebbero dovuti passare anni per ed altre tre tragedie per arrivare ad un’opera matura come l’Otello” ti fa fare un figurone 😀

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Un consiglio interessante che non ho ancora provato, grazie per avermi fatto notare questa tecnica che mi era sfuggita!

      PS: forse è vero che imparare elenchi quando tutto è a portata di click è obsoleto, ma esercitare la memoria è sempre un buon esercizio anche quando impari cose “inutili” 😉


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