I miei buoni propositi: i primi due mesi

bolt

Sono quello dietro a Bolt. Da Google Immagini

“…perché non importa che tu sia gazzella o leone, l’importante è che ogni mattina tu cominci a correre”

Una frase di un celebre spot bistrattata da Aldo, Giovanni e Giacomo

“I buoni propositi? Non me li ricordo più! Li faccio alla fine dell’anno solo perché è di moda, ma dopo la prima settimana sono già tornato alla mia vecchia vita”.

Spero proprio che tu non abbia fatto così, altrimenti…in ginocchio sui ceci! 😀

In questo post ti avevo dato qualche consiglio su come formulare e mantenere i tuoi buoni propositi, applicando un metodo con obiettivi da raggiungere ogni due mesi. Ormai febbraio sta per finire, ed è quindi il momento di fare un primo bilancio sui buoni propositi. Questo post è piuttosto personale, ma ho deciso di scriverlo comunque per dimostrarti che faccio quello che dico (o quasi, come vedremo tra poco) e che alcuni dei consigli che ti avevo dato non si sono rivelati utili al 100%.

Prima di andare ad esaminare il tutto, ti faccio uno spoiler e ti dico subito il risultato finale: sono andato a correre in media tre volte a settimana per trenta minuti al giorno e non ho cominciato a praticare tai chi, purtroppo (ho deciso di rimandare questo obiettivo a data da destinarsi, dato che ho un’agenda piuttosto piena e ho dovuto tagliare alcune attività). Ho praticato anche meditazione, ma non con costanza e non ho neppure cominciato gli esercizi di stretching (e questa è stata pura pigrizia mentale)

Un risultato discreto, ma non eccellente e ora voglio condividere con te cosa ho imparato da questi due mesi…di corsa!

Cosa NON ha funzionato:

ghepardoForse avevo aspettative troppo elevate. Da Google Immagini

L’obiettivo che ho scelto per primo è stato quello che consideravo più difficile. Non sono mai stato un grande amante di palestra, sport e duro lavoro fisico, ma ho deciso di cominciare dalla corsa per darmi una botta di fiducia e avere la convinzione necessaria a raggiungere gli altri obiettivi.

Questo ha funzionato solo a metà. Il primo motivo è che da gennaio c’è stato un grosso cambiamento nella mia vita: ho ricominciato a lavorare, e questo ha dimezzato il tempo a mia disposizione.

Nel giro di un mese 10 ore al giorno della mia settimana (sabato e domenica esclusi) sono state divorate dal lavoro. Essendo un lavoro nuovo, ho anche dovuto spendere tempo ed energie per impararlo e questo ha tolto impulso alla mia forza di cambiare abitudini.

Questa esperienza ha confermato che voler cambiare troppe abitudini insieme porta solo a una grande confusione e a risultati non soddisfacenti. Per questo motivo ho deciso di concentrarmi solo ad acquisire l’abitudine della corsa, lasciando da parte gli altri sotto-obiettivi. 

Oltre al cambiamento della mia situazione lavorativa, ci sono stati altri ostacoli alla creazione della mia buona abitudine di correre.

I maledetti 20 secondi non hanno funzionato bene come speravo

Applicando il consiglio di mantenere  a portata di mano tutto il necessario per correre, ho tenuto in bella vista i miei vestiti da corsa, ma questo non mi ha dato la motivazione necessaria per uscire e correre tutti i giorni. Certe sere mi sentivo troppo stanco e l’unica cosa che volevo fare era rilassarmi e starmene a letto a dormire, anche se i miei vestiti mi guardavano con aria di rimprovero. Qualche volta mi sono buttato fuori di casa  e messo a correre nonostante la stanchezza, ma ho passato il tempo sperando di arrivare a casa il prima possibile. 

I 20 secondi funzionano al meglio quando pratichi con costanza la tua abitudine tutti i giorni. Nel mio caso ho scelto di non farlo per avere un po’ di tempo in più per la mia vita sociale ed altre attività importanti per me, e questo ha reso difficile creare un’abitudine solida.

I weekend non sono stati il momento della riscossa

Con una settimana occupatissima, avevo deciso di utilizzare i weekend in modo da recuperare il tempo perduto, e di correre sia il sabato che la domenica. A conti fatti sono andato a correre solo un giorno su due, approfittando del weekend come un momento di riposo e per poter fare tutte quelle attività impossibili da fare in settimana (grande spesa di alimentari, pulizia della casa, visite alla città).

Un cambio delle mie priorità

In questi primi due mesi dell’anno le mie priorità sono cambiate. Essere in salute ed in una condizione fisica migliore è importante, ma ci sono altre due priorità che l’hanno scavalcata: migliorare la qualità della mia scrittura e studiare, sia per la mia futura carriera freelance che per guadagnarmi la libertà finanziaria. Quindi nelle ultime tre settimane ho divorato libri e blog su investimenti, consigli tecnici di scrittura, marketing etc. Questo studio mi ha sottratto energie e tempo, ed unito al lavoro ha fatto scendere ancora di più la mia motivazione per uscire a correre con regolarità.

Il fallimento degli obiettivi misurabili nella corsa (per me)

Nei consigli su come realizzare i buoni propositi dell’anno nuovo avevo parlato di obiettivi misurabili come condizione fondamentale per poterli raggiungere. Nel caso della corsa significa effettuare misurazioni sul tempo impiegato, contare quante volte ci si ferma, quanta strada si percorre e mille altre cose. Dopo le prime volte ho realizzato che un modello del genere non era adatto alle mie necessità: uscivo a correre per stare all’aria aperta e per migliorare la mia forma fisica, non per allenarmi per la maratona di New York. Per me era quindi inutile realizzare dettagliate tabelle di marcia, lavorare sodo su ogni aspetto della corsa per migliorare  sempre di più. Voglio svolgere questo tipo di lavoro sulla scrittura, il mio buon proposito per i prossimi due mesi. La corsa per me rappresenta più un momento di relax, non un continuo confrontarsi contro il tempo.

Cosa ha funzionato

AnatraNon chiedermi perchè, ma correre e guardare le anatre mi rilassa parecchio. Da Google Immagini

Adesso che ho finito il mea culpa ed ho confessato di non aver seguito al 100% i miei consigli, posso passare ai lati positivi (finalmente! :D)

Sono uscito a correre in pieno inverno e mi è pure piaciuto. Una delle mie preoccupazioni più grandi prima di cominciare era uscire a correre in pieno inverno, con temperature sotto lo zero ed in mezzo alla neve. E invece no! Correre d’inverno è un’esperienza fantastica, la temperatura è ideale e coprendosi bene non si ha neppure freddo. E poi sapere che se ti fermi per troppo tempo cominci a surgelare ti dà una bella spinta ad andare avanti anche quando sei stanco! Ho avuto anche la fortuna di correre la sera in mezzo alla neve: il paesaggio in cui ero immerso era fantastico (correvo in riva al fiume ghiacciato e potevo godermi vedute come questa.

krakow wawel

Il periodo in cui ha fatto più freddo, per paradosso, è stato quello in cui sono stato più motivato: mi piaceva l’idea di uscire a correre sfidando l’inverno e il freddo e quando tornavo a casa mi godevo una doccia calda. Fantastico!

Nel momento in cui la temperatura ha cominciato ad alzarsi, il senso di sfida estrema è venuto a mancare e questo è stata una dura botta alla mia motivazione. Questa esperienza mi ha aiutato a capire che quando la situazione comincia a diventare più facile, vado incontro a cali di motivazione e di attenzione. Una bella lezione di cui dovrò tenere conto se voglio raggiungere i miei obiettivi principali

Sono sopravvissuto al primo giorno 

Prima di imbarcarmi in questa avventura della corsa avevo uno stile di vita molto sedentario. Spendevo gran parte del mio tempo seduto a lavorare al computer e al massimo uscivo a farmi una passeggiata. Quindi non c’è da stupirsi se il primo giorno ha rappresentato uno shock. Dopo una decina di minuti stavo rantolando, ero a corto di fiato, le gambe mi facevano male e quando ho fatto marcia indietro sono arrivato a casa a stento. Riuscire a passare (quasi) indenne il primo giorno è stata una grandissima soddisfazione. Una doccia e un giorno di riposo dopo ero pronto ad uscire per la mia seconda sessione di corsa. Dopo un paio di settimane mi sono accordo che…

Ho migliorato la mia forma fisica! 

Nonostante non sia riuscito a mantenere il calendario che mi ero prefissato, sono riuscito a centrare la parte più importante del mio obiettivo. Adesso posso percorrere distanze più lunghe (quasi il doppio) nello stesso tempo, sentendomi meno stanco e più in forma quando arrivo a casa. I dolorini che avevo alla schiena sono spariti ed ora posso correre per una ventina di minuti a ritmo sostenuto senza fermarmi. Non ho mai preso nota del tempo impiegato, quindi è difficile capire quanto sia migliorato davvero, ma la sensazione di essere più forte ed in forma è motivo di grande soddisfazione per me.

Ho cambiato il mio modo di correre e di vedere la corsa 

Un lavoro nuovo, studiare libri di investimenti, di marketing, per non parlare di scacchi e polacco (al momento accantonati, ma presto ritorneranno! 😉 ). Troppi obiettivi, situazioni in cui dare il massimo anche quando sei stanco, sforzarsi per raggiungere quel qualcosa in più. Il momento in cui correvo era diventato uno di questi momenti. Dare il massimo, correre il più forte possibile e mantenersi concentrato sul momento senza pensare ad altro. Questo modo di pensare  stava rendendo la corsa una sofferenza e un obbligo, impossibile da godersi. Alla fine ho deciso di cambiare, considerando la corsa come un momento di relax in cui corro al ritmo che preferisco e lascio correre i miei pensieri con me. Niente stress nel correre più veloce, niente stress nel tornare a casa il prima possibile perché ci sono altre cose da fare. Posso uscire e correre, oppure decidere di camminare per qualche tratto e guardandomi intorno godendomi il paesaggio, correre mentre sto pensando ad una qualche idea oppure scegliere di rilassarmi e concentrarmi sul mio respiro. Ho una giornata già molto fitta e programmata, la corsa d’ora in poi sarà il mio momento di libertà, dove posso fare quello che voglio. Da quando ho adottato questa mentalità esco a correre molto più volentieri e faccio pure meno fatica. Una vittoria doppia!

Cosa continuerò a fare

E adesso? I primi due mesi sono passati, il tempo a disposizione per il mio buon proposito è finito. Nonostante questo continuerò a correre, ma senza la pressione di doverlo fare tutti i giorni. Quando mi capita di passare vicino al fiume mentre torno dal lavoro ho la sensazione che la strada mi chiami e mi inviti a correre, ed è un invito che voglio accettare spesso e godermelo il più possibile. Cominciare un corso di tai chi al momento è fuori discussione, ma rimane uno dei miei obiettivi di quest’anno. In compenso, adesso che la corsa è un’abitudine acquisita, comincerò a svolgere a casa esercizi di stretching per migliorare la mia flessibilità, uniti a flessioni e addominali, per esercitare la parte superiore del mio corpo, una decina di minuti al massimo al giorno.

Quando la primavera comincerà ad arrivare mi concederò anche qualche vasca in piscina ma ora…spazio al secondo buon proposito: la scrittura! Marzo e aprile saranno il mese delle mille parole al giorno e dell’applicazione della pratica deliberata alla scrittura. Ho già qualche idea al riguardo, ma ti racconterò di più di questa esperienza tra due mesi.

Ora ho finito e la palla passa a te. Sei riuscito a mantenere le promesse che ti sei fatto alla fine dell’anno scorso, oppure non ce l’hai fatta? Puoi raccontare qui la tua esperienza, se ci sei riuscito (puoi anche tirartela in questo caso! 😛 ) oppure no e dare qualche consiglio a chiunque voglia acquistare una buona abitudine o perderne una cattiva.

 

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2 commenti on “I miei buoni propositi: i primi due mesi”

  1. Elisabetta ha detto:

    Bravo Lorenzo !!!!!!! non mollare !!!!!!!

  2. […] i miei obiettivi, ma i risultati non sono stati molto buoni.  Di come migliorare la mia forma fisica e la scrittura ho già parlato, sugli altri obiettivi invece ti farò un riassunto veloce: il mio […]


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