Antifragilità e cigni neri

TalebNassim Taleb, l’inventore di questi concetti (da Google Immagini)

“Chi non ha mai peccato è meno affidabile di chi ha peccato almeno una volta.”

Nassim Nicholas Taleb

Non ti preoccupare, non ho scritto le prime parole che mi sono venute in mente sperando di attirare la tua attenzione con un titolo strano. Queste due parole esprimono invece uno stato mentale che potrebbe garantirti molte soddisfazioni.

Quella che segue è una rielaborazione delle idee di Nassim Nicholas Taleb, uno scrittore-trader-filosofo-qualcosaltroancora libanese che ha studiato a fondo questi concetti, fornendo anche alcune applicazioni pratiche. Se vuoi più informazioni può leggerti uno dei suoi libri, “Giocati dal caso”, “Il cigno nero” o “Antifragile”. Altrimenti…continua a leggere! 😉

I cigni neri: da mito a realtà

Cominciamo dai cigni neri, una metafora che arriva da molto lontano. In passato in Europa vivevano cigni tutti  bianchi, perciò gli europei erano convinti che non potessero esistere cigni di altri colori, tanto che l’espressione “vedere un cigno nero” veniva utilizzata per indicare un fenomeno impossibile. Questa convinzione è resistita intaccabile per secoli fino a che, nel 1697 degli esploratori europei in Australia hanno trovato questo:

Cigno neroUn cigno nero: non sapeva di non esistere. (da Google immagini)

Bum! E’ bastato vedere un cigno nero per distruggere una teoria in voga da centinaia di anni. Taleb è stato ispirato da questa storia e ha aggiunto un nuovo significato a quest’espressione. Ha definito un cigno nero come un evento imprevedibile in grado di avere un impatto fortissimo, addirittura storico sulle nostre viteTi faccio un esempio pratico. Considera l’11 settembre 2001 da un punto di vista economico: miliardi di dollari si sono volatilizzati, rovinando molti investitori, anche esperti. Nessuno aveva previsto una situazione simile, era impossibile usando modelli matematici o statistici. Questo è accaduto perchè tali modelli non possono tenere conto di tutte le variabili in gioco, esterne al mondo dell’economia ma che comunque la influenzano in modo pesante. Non importa quanto sofisticato e completo possa apparire un modello per prendere decisioni, non riuscirà mai a comprendere tutti i casi possibili.

I cigni neri ci mettono quindi in guarda contro i pericoli di una pianificazione troppo rigida e non attenta ai cambiamenti che stanno avvenendo intorno a noi. Più pianifichiamo usando piccoli margini di incertezza, più ci esponiamo ad eventi imprevedibili che potrebbero sconvolgere i nostri piani. E nemmeno la statistica può aiutarci: per convicerti di questo ti racconterò l’aneddoto del tacchino di Bertrand Russell.

Immaginati un tacchino che vive in un allevamento. Tutti i giorni viene nutrito dal suo padrone e, essendo un tacchino molto intelligente, prepara un modello statistico in cui stabilisce la quantità di cibo che mangerà, crescente con il passare del tempo. Il giorno del ringraziamento però ZAC! Il tacchino è in padella senza capire cosa è successo. Non ha realizzato i veri motivi per cui il padrone lo nutriva e questo gli ha fatto trarre conclusioni sbagliate, anche se basate su dati statistici.

Se vuoi essere più furbo di questo tacchino, ricordati che la tradizione e tutto quello che “se è sempre stato così allora rimarrà così” passeranno, cambieranno. Più che usare il passato per fare previsioni, è meglio essere consapevole dei cambiamenti che in questo momento stanno attraversando la nostra società e cavalcarli anzichè ignorarli, o ne verrai travolto.  

La teoria del Cigno Nero ti può anche aiutare a mettere le cose in una giusta prospettivanon ha senso cercare di evitare l’incertezza a tutti i costi. Gli eventi imprevedibili accadono sempre. Punto. Non possiamo vivere la nostra vita sotto una campana di vetro sperando che tutto ci vada sempre bene. Possiamo però massimizzare l’esposizione ai cigni neri positivi e minimizzare la nostra esposizione a quelli negativi. E per farlo dobbiamo abbracciare l’incertezza tutti i giorni.

Ti faccio un esempio preso dal mondo del lavoro: prendi un freelance e un impiegato amministrativo in un’azienda. Chi pensi che abbia il lavoro più sicuro? Se sei convinto che sia l’impiegato pensaci bene: è vero che il freelance ha un’entrata mensile variabile, ma la sua entrata mensile non arriva da un’unica fonte. Il freelance ha diversi clienti, o perlomeno diversi progetti, ognuno dei quali gli garantisce un’entrata economica. In questo modo il freelance diversifica il rischio: se un progetto dovesse andare male, può sempre contare su un altro e così via.

Torniamo adesso all’impiegato: riceve TUTTO il suo stipendio da una sola fonte, che potrebbe smettere di pagarlo in qualsiasi momento per cause al di fuori del suo controllo. In più un impiegato medio tenderà a sviluppare una serie di caratteristiche utili solo per l’azienda a cui lavora, legandosi ad essa ancora di più. Quando l’azienda dovesse chiudere o liberarsi di lui perchè non più considerato una risorsa (questo concetto delle persone considerate cose mi fa rabbrividire) si troverebbe non solo disoccupato, ma con una grande difficoltà a reinserirsi di nuovo nel mercato del lavoro.

Al contrario il freelance ha sviluppato esperienze lavorative diverse, una rete di contatti più ampia ed avrà più possibilità di trovare un nuovo lavoro. L‘impiegato è così esposto a un cigno nero negativo: qualsiasi cosa negativa succeda all’azienda dove lavora lo catapulterà in mezzo una strada. Il freelance invece può permettersi di perdere un cliente perchè avrà altre entrate su cui contare, e partecipando ad eventi, forum o altro si esporrà a cigni neri positivi: un nuovo incontro potrebbe portare ad una nuova collaborazione, così come un post di un blog un articolo, etc.

Attenzione: non sto dicendo che il freelance sia la soluzione perfetta, mentre essere un impiegato sia pessimo, voglio solo evidenziare che avere la possibilità di diversificare il rischio e di accumulare esperienze nuove e diverse dia un vantaggio enorme. Anche un impiegato può adottare questa mentalità, ad esempio investendo parte dei suoi risparmi e cercando di acquisire nuove competenze all’interno dell’azienda dove lavora che possano essere richieste da altre società simili.

Adesso che sei un esperto dei cigni neri, possiamo passare all’antifragilità, il naturale proseguimento di quanto abbiamo visto finora.

Antifragilità: qual è il contrario di fragile?

gokuss4 (da Alimpson deviantart)L’esempio di un personaggio antifragile: più le piglia più diventa forte (da Alimpson, Deviantart)

Prima di andare avanti prenditi un minuto e pensa: quale è il contrario di fragile? Scommetto che hai risposto qualcosa come robusto, resistente, resiliente. Sono tutte risposte valide, ma…non sono esattamente il contrario. Qualcosa di fragile deve essere maneggiato con cautela, se cade si rompe e quindi non ci si possono permettere distrazioni. Un qualcosa di robusto invece può essere maltrattato e non si romperà, sarà totalmente indifferente agli shock esterni. Questa qualità è molto preziosa, ma ci può essere un’opzione ancora migliore: qualcosa che viene reso più forte ogni volta che viene sottoposto ad uno shock.

In inglese e in italiano non esiste una parola che abbia questo significato, così Taleb ha deciso di inventarne una: antifragile, appunto.

Come puoi diventare antifragile e poter approfittare dei vantaggi dell’incertezza? Vediamolo subito!

Il giusto atteggiamento mentale

Come per la tua felicità, per diventare antifragile è importante adottare un atteggiamento mentale positivo, aperto alle novità e non intimorito dei cambiamenti. Trovare in ogni crisi un’opportunità e massimizzare la nostra esposizione ai cigni neri positivi aiuta moltissimo. 

Un piccolo trucco per sviluppare questa mentalità c’è: usa una piccola parte del tuo tempo libero per imparare qualcosa di nuovo, per conoscere qualcuno, o fare qualcosa di diverso rispetto alla tua routine quotidiana.

Esiste anche un modo per imparare a gestire meglio i cigni neri negativi, anche se non è così piacevole: prova ad immaginarti una situazione terribile che ti potrebbe accadere (ad esempio perdere il lavoro). Che cosa ti succederebbe? Facendo questo esercizio scoprirai che molte delle situazioni che pensi siano terribili, sono brutte ma gestibili. Nel caso sopra potresti realizzare di avere risparmi per poter vivere qualche mese senza lavoro, dedicarti alle tue passioni, dare più tempo alla tua famiglia. etc. In questo modo ti sarà più facile prendere decisioni con uno stato d’animo sereno, senza farti condizionare da paure infondate.

Supercompensazione: l’antifragilità dei body builder (e non solo)

Questa è l’applicazione più pratica del concetto di antifragilità, ed ogni appassionato di body building la conoscerà sicuramente: la supercompensazione. In parole povere, la supercompensazione è la capacità del corpo umano di reagire ad uno stress poco più grande di quanto il nostro fisico possa sopportare in quel momento diventando più forte dopo un periodo di riposo.

Ho cominciato ad applicare questa teoria alle mie sedute di corsa (ti ricordi dei miei buoni propositi?): ho inserito nella mia sessione di corsa un paio di scatti in cui cerco di correre il più forte possibile, e per non stancarmi troppo corro a giorni alterni, dando al mio corpo il tempo per riposare e di rigenerarsi.

Possiamo utilizzare la supercompensazione anche per migliorare la nostra forza di volontà: quando pensi di averne piene le scatole di una situazione che non sopporti più, non mollare subito. Vai avanti almeno ancora 5 minuti e poi lascia perdere tutto fino al giorno dopo. Quando ritornerai nella stessa situazione ti sentirai più rilassato, concentrato e motivato e vedrai che nel giro di un mese la tua forza di volontà sarà diventata molto più forte. Con questa strategia potresti gestire meglio anche lo stress quotidiano ma devi sapere che ne esistono due tipi.

Stress positivo e stress negativo, perchè scappare dallo stress è stressante

Lo stress è considerato come uno dei grandi mali dell’età moderna. In realtà la sua situazione è più complessa. Ad esempio la nostra percezione di stress fa la differenza su quanto ci fa male: secondo uno studio se sei convinto che lo stress ti possa far male hai più possibilità di morire per questa causa.

E’ chiaro che lo stress in generale non è nè piacevole, nè raccomandabile, perciò tutti cerchiamo di evitare lo stress come la peste. Ma sei sicuro che un atteggiamento del genere possa aiutarti davvero? In realtà allontandoci sempre di più dallo stress diventiamo sempre più vulnerabili ad esso. Non riduciamo il nostro livello di stress, ma lo aumentiamo a dismisura. Per poter aumentare la nostra capacità di gestire lo stress possiamo utilizzare un’esposizione volontaria ad alcune forme di stress, fino a non farle diventare più stressanti, ma un’esperienza da assaporare e godere.

Ti faccio un esempio preso dalla mia vita personale: uscire con le ragazze. Durante i miei primi anni universitari quando uscivo con una ragazza ero agitatissimo: decidere dove andare, cosa fare, cosa dire, fiumi di paranoie…un incubo! Anzichè accettare passivamente la situazione ho deciso di fare il possibile per sentirmi a mio agio, accettando la mia ansia ma non concentrandomi solo su di essa. Il momento decisivo è avvenuto quando ho deciso di viaggiare da solo, il che mi ha forzato a superare la mia timidezza e a conoscere persone nuove, anche ragazze. Oggi questo non rappresenta più una fonte di ansia per me, anzi è una fonte di piacere e sono felicissimo così. Senza saperlo ho applicato i principi della supercompensazione: ho affrontato viaggi di un paio di settimane da solo, una sorta di periodo di stress ultraconcentrato che mi ha aiutato non solo a superare la mia timidezza, ma a godere dell’interazione con altre persone.

Questo ci porta ad un principio base: riusciamo a sopportare meglio periodi di stress intensi, che lunghi periodi di stress prolungato. E’ un meccanismo naturale: se vedo un leone che mi sta venendo incontro, non faccio filosofia su quanto mi senta stressato dalla situazione: cerco di correre il più veloce possibile e di salvarmi la vita. Al contrario se sono incastrato in un lavoro da ufficio in cui il mio capo è uno psicopatico e so che tutti i giorni potrebbe dare in escandescenze, finirò per sentirmi logorato dalla situazione.

Se proprio vuoi ridurre un po’ lo stress a cui sei sottoposto, riduci il secondo tipo di stress, quello continuato, prendendoti dei periodi di stacco dalla tua fonte di stress.

Ma lo stress non è solo nostro nemico: esiste una forma di stress positivo che ci permette di vivere un’esperienza ottimale e di sentirci soddisfatti di ciò che stiamo facendo. Per poter aumentare la nostra antifragilità è importante dedicare una parte del nostro anno alle cosiddette botte di vita. Puoi fare quello che vuoi, sbizzarrisciti! Vivere due settimane in un paesino straniero senza sapere la lingua, fare un viaggio on the road, non porre freno alla tua fantasia. Catapultandoti in situazioni del genere scoprirai di essere più forte di quanto pensi, dopo il primo momento di smarrimento ti divertirai un sacco e una volta tornato alla tua routine scoprirai di avere acquisito esperienza, abilità e…qualcosa da raccontare agli amici! 😉

E tu vuoi condividere un’esperienza difficile che ti ha fatto crescere e diventare più forte? Scrivilo nei commenti!

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5 commenti on “Antifragilità e cigni neri”

  1. […] provare anche ad immaginarti alcune conseguenze “catastrofiche” ricordandoti dei cigni neri, ma sii anche consapevole che la probabilità di verificarsi di questi eventi è molto bassa. Un […]

  2. […] ad accettare il dolore come parte integrante della vita, ed usalo come mezzo per diventare più antifragile e resistente alle avversità della vita. Non importa quale strada deciderai di prendere, nella […]

  3. […] capacità di concentrazione ne risentirà e farai più fatica, ma questo allenamento la renderà antifragile e dopo qualche mese riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo anche nelle condizioni più […]

  4. […] ti permette di anticipare le difficoltà: ovviamente non sto parlando delle cause (i cigni neri sono sempre in agguato), ma degli effetti. Anzi, in questo caso dell’unico effetto che ci […]

  5. fpalomb ha detto:

    ciao!
    stavo cercando una sintesi dei concetti di Taleb, che ho letto, e sono finito sulla tua bella pagina. Carino il concetto di allenare lo stress, non ci avevo mai pensato, ed e’ vero, verissimo.
    complimenti per il blog… anche se anche io ho un blog simile e mi fa effetto pensare a quanti siamo che pensiamo certe cose “antisistema”… stiamo diventando anche noi, con il nostro lavorare solo per passione, il nuovo sistema
    ciao

    https://logonwood.wordpress.com/


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