Come preparare una lista di buoni propositi efficace

 Basta fumare!Una buona idea! Immagine di Serge Melki, da Flickr.  

Sii in guerra con i tuoi vizi, in pace con i tuoi vicini, e lascia che ogni anno ti trovi un uomo migliore”.

Benjamin Franklin

La fine dell’anno si avvicina a grandi passi, e con essa i tradizionali buoni propositi.

Magari li hai già fatti: hai deciso che l’anno prossimo sarai più magro, più sportivo, più studioso, oppure che trovererai la tua anima gemella…Fantastico!

Peccato che i buoni propositi spesso rimangono solo intenzioni e non si concretizzano. Passato l’entusiasmo iniziale la buona volontà viene a mancare e si abbandona tutto poco dopo aver cominciato.

Con l’ultimo post del 2014 voglio venire in soccorso di tutti quelli che vogliono cominciare l’anno nuovo col piede giusto, ma non sono sicuri di avere abbastanza forza di volontà per raggiungere gli obiettivi che si sono proposti. Il metodo che ti proporrò è frutto di uno studio che ho fatto su come instaurare buoni abitudini che durino nel tempo: ho preso le idee migliori, le ho condensate qui e ho aggiunto un tocco personale per poter rendere il tutto ancora più efficace.

Perché i nostri buoni propositi non funzionano?

Prima di cominciare è importante capire perché i buoni propositi non funzionano. Esistono una miriade di ragioni diverse, ma possiamo raggrupparle in quattro gruppi principali: 

  1. Fissare obiettivi irraggiungibili. “Voglio andare sulla Luna!” “Voglio diventare più muscoloso senza fare la minima fatica.” “Voglio viaggiare senza muovermi dal divano!” Potremmo andare avanti per ore, ma ho reso l’idea. Buttarti in imprese titaniche senza la necessaria prepazione e armato solo dell’ottimismo per il nuovo anno che sta per arrivare è uno dei modi più sicuri per non farcela. Quando poi introduci nello stesso proposito elementi in palese contraddizione tra loro (essere muscoloso, ma senza fare fatica) ti condanni in partenza. Per evitare questa situazione è importante partire con obiettivi piccoli ma raggiungibili, per acquisire fiducia e aumentare il carico in seguito.
  2. Alcuni dettagli linguistici sbagliati. Per aumentare le possibilità di realizzare un proposito devi prestare attenzione a come lo formuli. Ad esempio: “L’anno prossimo mi piacerebbe/vorrei/dovrei imparare lo spagnolo”. Quando usi il condizionale stai esprimendo molta incertezza e poca voglia di fare, non certo il modo migliore per realizzare i tuoi propositi. Un’altra possibilità è: “ Se avrò tempo imparerò lo spagnolo”. Va un po’ meglio, ma hai introdotto una condizione, per di più poco chiara (cosa vuol dire avere tempo?). Questo rende difficile la realizzazione del proposito.  I due modi migliori per formulare un proposito sono questi: “Devo/voglio imparare lo spagnolo” e “Imparerò lo spagnolo”. Per una leggera sfumatura linguistica preferisco l’ultima, in cui si usa il tempo futuro senza porre alcuna condizione. Succederà e basta. Anche la penultima è comunque sufficientemente forte perchè sottolinea la volontà e il senso di dovere che stanno dietro a questa azione.

    Quindi, niente condizioni e condizionali nei tuoi buoni propositi! E…niente NON! “Non” è una parola piuttosto subdola, difficile da processare per il nostro cervello. Prova a NON pensare a un elefante nel tuo salotto! Scommetto che ora il tuo salotto ha un abitante in più! 😀  Pensa che casino quando ti imponi di NON mangiare, NON guardare la televisione, NON distrarti. Per il cervello, recepire il contrario è davvero facile. Un modo per ovviare a questo problema è formulare i propositi in tono affermativo: comincia una dieta, esci a fare due passi (o qualsiasi altra cosa hai deciso di fare anziché guardare la televisione), studia in ambienti con meno distrazioni. Questo piccolo accorgimento ti darà più possibilità di mantenere il tuo proposito.

  3. La triste verità sulla motivazione interna:  sono sempre stato convinto che avere una forte motivazione interna fosse sufficiente a superare tutte le avversità, e che tutti noi ne possediamo in abbondanza. La cruda verità, però, è che fare affidamento solo sulla motivazione interna all’inizio può risultare insufficiente: siamo animali sociali e subiamo l’influenza degli altri e dell’ambiente che ci sta intorno. Perciò una motivazione esterna risulta più efficace quando si tratta di sradicare un brutto vizio o di instaurare un’abitudine particolarmente difficile. 

  4. La mancanza di chiarezza. Molto spesso i buoni propositi sono vaghi ed il cervello non li capisce. Ad esempio se dico: “Voglio diventare ricco”, quanto voglio essere ricco? Cosa ho intenzione di fare? Devo sacrificare o cambiare qualcosa? 

    Sii il più chiaro possibile quando formuli un proposito: dì quanti chili vuoi perdere, quante pagine vuoi studiare al giorno, quanti soldi vuoi guadagnare in un anno, etc.)

Ora che conosci i principali tipi di errori che si fanno all’inizio, possiamo passare a come scrivere nel modo più efficace possibile i tuoi buoni propositi:

Piccolo manuale per la scrittura dei buoni propositi 

Il titolo è piuttosto ambizioso, ma non sono preoccupato: oltre alle ricerche che ho svolto, il blog è uno strumento molto flessibile che mi permetterà di ampliare e perfezionare questa versione 1.0, anche grazie al tuo aiuto, se vorrai partecipare! 😉

Vediamo le diverse fasi da seguire, in ordine cronologico:

La prima è la scelta dei propositi. Comincia da quello che ti sta più a cuore, che ti sembra più stimolante, poi scendi in ordine di importanza fino ad arrivare a sei al massimo (tra poco ti spiegherò il perché di questo numero). Una volta scritti su un foglio di carta analizzali e chiediti: sono specifici a sufficienza? Si possono misurare? Si possono scomporre in obiettivi più piccoli? Quando la risposta a queste tre domande sarà sì, potrai andare avanti.

A questo punto arriva il momento della formulazione: dopo una prima bozza hai già le idee più chiare, ora è il momento di scomporre i propositi in tappe intermedie, che non richiedono più di una settimana di tempo per essere raggiunte. In questo modo capirai al volo se stai andando fuori strada o mettendoci più tempo del previsto. PS: quando cominci a pianificare potresti sottovalutare il tempo e le risorse necessari; in questo caso non farti problemi ad aggiustare il tiro.

Ora che hai scritto gli obiettivi e delineato le tappe principali è il momento di dichiararli pubblicamenteQui ritorniamo alla motivazione esterna vista prima: se condividiamo con gli altri i nostri obiettivi, non vogliamo perdere la faccia o dimostrarci degli incapaci e quindi ci impegneremo di più per realizzarli. Gli americani (i soliti esagerati) hanno portato all’estremo questa teoria: alcuni di loro si sono impegnati a donare una grossa quantità di denaro ad associazioni che odiano nel caso non riescano a raggiungere l’obiettivo che si sono prefissati. Inutile dire che la percentuale di insuccesso con questo metodo poco ortodosso è davvero molto bassa.

Se non vuoi ricorrere a metodi così estremi, puoi dichiarare i tuoi obiettivi agli amici, scommetterci sopra (io ho una scommessa sul polacco in corso: entro l’estate prossima devo passare un test di livello b2, altrimenti dovrò insegnare italiano gratis ad una mia amica!), oppure utilizzare qualche comunità online. Nell’ultimo caso questo blog è a tua disposizione! 😀

E ora che ti sei sputtanato…è il momento di metterti sotto! Ti stai ancora chiedendo perché ti ho consigliato di avere al massimo sei propositi? La risposta è per poter concentrarti su ognuno per due mesi. Secondo alcune ricerche il tempo necessario per poter creare e consolidare un’abitudine è un mese. Con due mesi di tempo ti liberi dalla pressione di dover per forza imparare qualcosa in trenta giorni, e praticando per più tempo hai la possibilità di diventare ancora più bravo in ciò che hai scelto. Se ritieni alcuni dei tuoi propositi troppo impegnativi da realizzare in due mesi, puoi usarne anche meno di sei, l’importante è che non ti faccia prendere dalla fretta di cambiare tutto e subito.

A questo punto potresti avere un’obiezione: “Non riesco a trovare tempo per questo, devo fare quello, etc”. Bé, non è possibile. Non ci crederei nemmeno se fossi il presidente di una nazione. Abbiamo tutti almeno un’ora al giorno da dedicare ai nostri propositi. Ma in questa vita moderna, sempre di corsa esiste la percezione di non avere tempo. E allora perché non togliere qualcosa di superfluo dalla nostra giornata? Nel mio caso ho già eliminato parecchi succhia-tempo, come la televisione o le code in macchina, ma ce n’è uno che ultimamente mi sta consumando le giornate: internet. Controllo spesso Facebook, le mie email, leggo diversi blog molto interessanti, ma che mi rubano il tempo per fare altro. Quindi per poter trovare il tempo per realizzare i miei propositi per il 2014 dovrò regolare (=diminuire) il tempo che passo in internet a navigare e concentrarmi su altro. In questo modo otterrò due piccioni con una fava: eliminerò una cattiva abitudine e ne introdurrò una nuova, più produttiva e più utile. Quando ti sembra di avere una vita pienissima, fare spazio è più importante che riempirlo. Solo dopo aver deciso cosa togliere potrai aggiungere la tua nuova abitudine.

Ottimo: ora hai degli obiettivi chiari e definiti, un programma inattaccabile, ti sei pure sputtanato, hai una grandissima carica e…dopo un paio di settimane inciampi, non rispettando la tabella di marcia. Un piccolo imprevisto, un calo di motivazione, qualsiasi cosa sia successa…hai toppato. E adesso? Fai molta attenzione, questo è il momento in cui si vede davvero la differenza tra chi è in grado di farcela e chi no. Ho conosciuto persone che quando si prefiggevano un obiettivo (nel loro caso la dieta) e mancavano la loro tappa quotidiana (troppi dolci durante una giornata) realizzavano che era inutile andare avanti. Sospendevano la dieta e ricominciavano a mangiare seguendo il solito ritmo alimentare, oppure mangiavano pure di più. Loro hanno fatto l’errore più grande: abbandonare quando sono inciampati

Non siamo macchine, siamo persone! E’ normale avere i nostri momenti no, i nostri giorni storti e mancare i nostri obiettivi, di tanto in tanto. Quello che fa la differenza è la capacità di perdonarsi e rimettersi in carreggiata il prima possibile, cercando di recuperare il tempo perduto. Anche se appare qualche intoppo sulla tabella di marcia, vai avanti comunque e se proprio non ce la fai pazienza. Non è una buona ragione per convincerti di quanto sei pigro, incapace, etc. Sono cose che succedono e che servono solo a ricordarti che ogni tanto sbagli e devi ripartire, tutto qui. Datti una seconda, una terza e anche quarta chance se necessario, ma se ci tieni davvero a raggiungere un risultato non mollare solo perché qualcosa non è andato come ti aspettavi.

E alla fine dei due mesi (o del tempo che ti sei dato)…è il momento di realizzare se ce l’hai fatta! 😀 Hai raggiunto il tuo obiettivo? L’hai mancato? Come mai? (Vale in entrambi i casi). Cerca di capire cosa è andato storto, come avresti potuto migliorare e scrivi tutto quello che hai imparato. Indipendentemente da come siano andate le cose adesso hai più esperienza e conoscerai di più te stesso rispetto a quando hai cominciato. Non è forse un buon motivo per aver fatto questo viaggio?

Dopo aver completato la tua analisi, potrai decidere se passare al proposito successivo, oppure se mantenere e consolidare quello precedente, e alla fine dell’anno ti ritroverai con almeno uno dei tuoi propositi raggiunto brillantemente!

I miei buoni propositi per il 2014

Mi auguro che questi consigli pratici su come stendere e seguire la tua lista dei desideri ti aiutino a diventare la persona che vuoi essere e, prima di salutarti, ti lascio i miei buoni propositi per l’anno prossimo:

  1. Migliorare la mia forma fisica. La vita da ufficio dell’ultimo anno e mezzo ha lasciato il segno sul mio stato di forma attuale. Dolorini qua e là, fiatone dopo una corsetta etc. etc. Come se non bastasse non sono mai stato un entusiasta del movimento in generale. Non mi dispiace uscire a fare una passeggiata, ma amo di più fare altre cose. Sono però consapevole che mantenere in salute il proprio corpo è importante, e voglio riappropriarmi dello stato di forma che avevo qualche anno fa. Quindi nei primi due mesi dell’anno ho fissato un calendario per uscire a correre, fare esercizi di stretching, serie di flessioni e addominali a casa e durante il secondo mese comincerò a studiare tai chi. L’obiettivo finale è riuscire a correre per 5 km senza avere il fiatone (dopo i primi test, fisserò anche un tempo da battere), fare serie di 50 flessioni e addominali e acquisire almeno 5 tecniche base di tai chi. In più riprenderò a meditare almeno 10 minuti tutti i giorni, un vero toccasana per la serenità e la tranquillità mentale.

  2. Scrivere. Voglio fare di questa passione il mio lavoro, e devo ammettere che negli ultimi anni ho scritto molto poco, perciò per rimediare mi sono prefisso di scrivere almeno 1000 parole tutti i giorni, e di fare due volte alla settimana esercizi di pratica deliberata su come scrivere (utilizzo del ritmo, scelta delle parole, struttura della frase, come trasmettere emozioni, etc.) Per farlo ho intenzione di studiare attentamente gli scrittori che amo di più, e poi confrontarmi con loro descrivendo situazioni o passaggi cruciali di loro libri usando parole mie. In più sceglierò un esperto che mi aiuterà a valutare le mie capacità in questi aspetti difficili da quantificare, e che mi darà esercizi mirati per migliorare. Infine preparerò la stesura del mio primo ebook, che descriverà un metodo efficace per diventare fluenti in una lingua in due mesi praticando un’ora al giorno.

  3. Imparare il polacco. Punto che si lega all’ebook. Ho intenzione di testare il metodo che ho ideato con la lingua polacca. Il mio obiettivo è raggiungere il livello b2. Per poter accertare di averlo effettivamente raggiunto utilizzerò test online di grammatica, ascolto e di comprensione del testo, e mi riterrò soddisfatto solo quando raggiungerò un punteggio dell’80%. Per quanto riguarda la conversazione, mi riterrò soddisfatto quando riuscirò a parlare con madrelingua di per almeno dieci minuti senza chiedere aiuto o riflettere su parole che non conosco.

  4. Trovare persone interessanti con cui collaborare: Per poter lavorare in qualsiasi settore è necessario conoscere le persone giuste. Il mio obiettivo è di conoscere almeno cinque persone che lavorino in un campo di mio interesse. Le persone che voglio contattare sono scrittori, editor, webmaster, designer, imprenditori, tutti con più esperienza di me. Il mio obiettivo è riuscire ad instaurare relazioni durature e proficue per entrambi, in modo da poter imparare da loro tutto quello che posso offrendo in cambio le mie competenze. Attenzione, questo non significa limitarsi a transazioni puramente economiche/lavorative. La vera chiave dei rapporti umani e delle relazioni, come ho già detto qui, è dare di più nelle relazioni se vuoi avere di più. Quindi niente azioni troppo calcolate, avere un amico in più ti darà più soddisfazioni di quante te ne darebbero più soldi nel portafoglio.

  5. Gestire un sito online: Lo sto già facendo con questo blog, ma finora ho utilizzato la piattaforma gratuita wordpress.com, che non fornisce molte possibilità di personalizzazione. Per il penultimo bimestre dell’anno l’obiettivo principale sarà imparare a gestire un blog/sito internet utilizzando la piattaforma wordpress.org, imparando rudimenti di linguaggio di programmazione e personalizzazioni necessarie ad un blog, come la cura e la creazione di una newsletter, di una piattaforma per la distrubuzione di ebook. Il mio obiettivo è di realizzare un sito internet partendo da zero e dotarlo di questi accessori.

  6. Migliorare il mio livello scacchistico. Gli scacchi rimangono sempre la mia grande passione, anche se in questi anni non sono riuscito ad ottenere miglioramenti significativi. Questa volta voglio applicare i concetti della pratica deliberata agli scacchi a fondo, riducendo il numero delle ore di gioco su internet e facendo esercizi mirati a eliminare le mie debolezze e rafforzare ciò che mi viene meglio. Per farlo utilizzerò diversi programmi che forniscono un punteggio a seconda della performance ottenuta. Per non entrare troppo nel dettaglio vi dirò solo che voglio portare il mio livello di gioco misurato da chess.com ad almeno 2100 (adesso sono 1800 punti e rotti).

E ora che ho dato il buon esempio e mi sono sputtanato…una piccola nota finale ! 😉

Non sono un grande fanatico dei compartimenti stagni. Non mi piace dividere la vita in pezzi e a considerarli uno alla volta,  mi viene più naturale una visione d’insieme. Perciò i propositi sopra sono riportati in ordine cronologico, ma questo nel mio caso significa solo che l’obiettivo del bimestre è la priorità assoluta. Nulla mi vieta di spendere del tempo su qualche altro obiettivo se ho tempo oppure si presenta un’occasione interessante. La cosa importante è mantenere una priorità.

Sei libero di seguire un approccio più flessibile o uno più rigido, ma ti chiedo di dare fiducia a questo metodo così com’è per il primo obiettivo, e di apportare i cambiamenti che ritieni più opportuni solo quando passerai al secondo.

Ora ho davvero finito, e posso augurarvi un 2014 straordinario! 

OperaSydney-Fuegos2006-342289398E pieno di fuochi d’artificio! 🙂 

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4 commenti on “Come preparare una lista di buoni propositi efficace”

  1. Elisabetta ha detto:

    Bellissimi tutti i buoni propositi, peccato che poi tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare come si suol dire. Comunque vada per quanto mi riguarda il mio ” buon proposito” è approcciarmi ad internet in modo più intelligente e imparare tante cose che per me sono ancora sconosciute… dovrò, anzi ce la devo fare…

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Grazie del tuo commento Elisabetta! Non essere così pessimista, facendo piccoli passi e con pazienza è possibile raggiungere grandi risultati! 🙂 ps: attenta al tuo proposito, è troppo generico! Cosa intendi con “approccio più intelligente”? E quali cose vuoi imparare? Più sarai specifica più ti sarà facile realizzare i tuoi propositi!

  2. […] Ho già scritto un post su come raggiungere i buoni propositi. Questo è leggermente diverso, puoi considerarlo come […]

  3. […] seguito per qualche anno l’approccio tradizionale, ed ho ottenuto qualche risultato, ma molte delle abitudini che volevo formare si sono perse per […]


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