Imparare dai migliori: Warren Buffett

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Non è necessario fare cose straordinarie per ottenere risultati straordinari. 

Warren Buffett

Chiunque non lo conosca può pensare che l’arzillo vecchietto nella foto sia il classico personaggio seduto al bar a giocare a carte e a bere vino bianco. In realtà quello che vedi nella foto è stato definito l’Oracolo di Omaha per la sua capacità di investire nelle aziende giuste, tanto da diventare il terzo uomo più ricco al mondo. Prima di vedere cosa possiamo imparare da questo genio della finanza, voglio introdurti ad alcuni dei suoi…insuccessi!

Buffet in gioventù NON è stato ammesso alla facoltà di finanza di Harvard, ma per paradosso questa si è rivelata una fortuna. Dopo questo rifiuto Buffett si è iscritto all’università Columbia, dove ha conosciuto Benjamin Graham, futuro mentore e fonte di ispirazione per il suo metodo d’investimento. Un altro insuccesso, trasformato poi in successo, sono stati i discorsi in pubblico: l’idea di parlare di fronte a millemila persone impediva a Buffett di aprire la bocca, figuriamoci fare un discorso sensato. Anziché scappare di fronte a questa paura, il giovane Buffett ha deciso di affrontarla, frequentando un corso su come parlare in pubblico. Oggi tiene conferenze davanti a 20.000 persone dove dispensa consigli finanziari con uno stile più simile ad uno storyteller che ad un investitore finanziario. Infine, per sua stessa ammissione, il suo più grande errore è stato l’acquisto di Berkshire Hataway, un’azienda tessile senza grandi prospettive di guadagno che oggi si è trasformata nel cuore operativo e finanziario del suo impero.

Warren Buffet non ha fatto eccezione rispetto agli altri migliori ed ha imparato qualcosa dalle sue battute d’arresto e le ha trasformate in successi. Quali altre lezioni puoi applicare, anche fuori dal campo degli investimenti?

  1. Lavora con persone che ti piacciono e migliori di te. Uno dei privilegi che Buffett si è concesso durante la sua carriera è stato scegliersi i collaboratori. Buffet voleva persone brillanti e migliori di lui in alcuni campi specifici, come ad esempio Charlie Munger, suo amico e partner d’affari. Munger ha un carattere complementare a quello di Buffett: questo gli ha permesso di essere un grandissimo supporto poiché compensava i punti deboli del suo partner. Un altro ottimo esempio della filosofia di Buffett è decidere quali manager assumere: persone capaci ed indipendenti, in grado di far funzionare l’azienda di cui sono responsabili senza essere continuamente controllati. Inoltre devono possedere integrità, intelligenza ed energia. L’oracolo di Omaha ha spinto così oltre questa teoria, tanto che negli ultimi anni le competenze personali dei manager sono diventate uno dei suoi criteri fondamentali per le aziende da acquisire, più importanti dei freddi numeri del bilancio.

    Come applicare questo principio alla nostra vita? Di solito non abbiamo la possibilità di scegliere i nostri colleghi. Possiamo però scegliere i nostri amici e le persone che frequentiamo nel nostro tempo libero: quindi scegliamo persone oneste, più competenti di noi e che rispettiamo. Da loro impareremo moltissimo in poco tempo, e con un pizzico di intraprendenza potrebbero diventare i nostri colleghi! 😉

  2. Trovati un hobby e coltivalo. Buffett è un grandissimo appassionato di bridge. Consapevole che questo gioco non sarebbe mai potuto diventare una carriera per lui, l’oracolo di Omaha gli ha comunque dedicato molto tempo ed energie perché praticando il suo hobby si rigenerava dopo le giornate di lavoro più dure. Un hobby è un ottimo modo per allenare la concentrazione e la consapevolezza a vivere nel presente, ti permette di dimenticare i tuoi problemi e di tornarci solo quando hai una mentalità più positiva.

  3. I soldi sono un mezzo, non un fine. Nonostante sia stato attratto dal mondo degli investimenti in tenera età (pensa che ha comprato le sue prime azioni a undici anni!), Buffett ha sempre considerato i soldi come uno strumento per misurare la sua bravuranon come qualcosa da guadagnare a tutti i costi. Riuscendo a mantenere il suo ego distaccato dai soldi che stava investendo (e guadagnando) Buffett è riuscito ad analizzare gli investimenti che ha fatto in modo oggettivo, limitando le possibilità di errore. Quando ha sbagliato ha cercato di capirne i motivi ed ha poi applicato dei miglioramenti al suo modo di investire.

  4. Investi solo in ciò che capisci. Buffett ha guadagnato moltissimo investendo in multinazionali come Coca Cola o Mc Donald, perché aveva una chiara idea del settore in cui operavano. Uno dei più grandi rimproveri che gli sono stati mossi, con il senno di poi, è stato quello di non aver investito in Microsoft o in Apple, compagnie che nel corso degli anni hanno aumentato a dismisura il loro valore. Ma il settore dell’informatica era ed è oscuro per Buffett. Non riuscendo a valutare appieno i rischi, ha deciso di destinare i suoi soldi ad altri investimenti, riuscendo comunque a realizzare guadagni stratosferici. Buffett ha preferito puntare tutto sui suoi punti di forza e trarne il massimo, rifiutandosi di inseguire l’inseguimento perfetto. Da un punto di vista più pratico puoi seguire l’esempio di Buffett concentrando la maggior parte delle tue energie nei settori in cui hai più esperienza, riservandoti comunque la possibilità di sperimentare qualcosa di nuovo che ti interessa.

  5. Crea qualcosa di artistico. A molti il settore degli investimenti può sembrare un lavoro freddo e noioso, fatto di lunghe e monotone analisi di numeri e altri dati. Buffett invece lo vede come un tipo di arte, tanto che considera andare nel suo ufficio ad Omaha come andare nella Cappella Sistina. Si può essere in disaccordo con la sua idea di arte, ma per Buffett ha funzionato alla perfezione: per lui investire era un modo con cui poter dimostrare la sua bravura ed esprimere se stesso. Perciò non importa che tipo di lavoro hai, quando lo fai comportati come se fossi un artista. Mettici la tua personalità, le tue idee, la tua maestria. Con un’attitudine del genere non solo ti divertirai un sacco, ma potresti pure trovarti più soldi in tasca! 😉

  6. Impara a dire no: il tempo è prezioso! Nonostante Buffett sia considerato una persona socievole e affabile, ha un grande rispetto per il suo tempo. Non si lascia trascinare dalla valanga di proposte che gli arrivano tutti i giorni, ma seleziona le sue priorità e agisce di conseguenza. Per fare questo ha dovuto imparare fin da giovane a dire no a molte persone, compresi collaboratori e familiari stretti. Buffet ha realizzato che il tempo è l’unica risorsa veramente democratica (tutti abbiamo a disposizione lo stesso numero di ore in un giorno) e come lo utilizziamo fa la differenza tra una vita felice e una in cui passiamo il tempo a invidiare gli altri.

  7. Fai poche scelte, ma oculate e ragionate. Questo punto racchiude tutta la filosofia di investimento e di vita, di Buffett. Qui te lo spiegherò molto velocemente, ma se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio la lettura di questo libro. La filosofia di investimento di Buffett consiste nello scovare settori economici dove sono difficili grandi cambiamenti in poco tempo (ad esempio il settore delle bevande). Una volta fatto questo devi identificare le aziende che sono sottovalutate dal mercato, investire in esse e tenere le azioni, aspettando che il mercato realizzi che valgono di più e faccia salire il loro prezzo. In questo modo eviti rischi e spese legate alla continua entrata e uscita dal mercato, e hai bisogno di meno tempo per monitorare la situazione dopo l’investimento, quindi ti risparmi un sacco di stress. Questa strategia ha avuto altri vantaggi per Buffett: il grande investitore non ha bisogno di vivere a New York o nelle capitali dell’economia mondiale. Lui stesso le ha sempre considerate come posti caotici in cui era difficile pensare, sommersi da una valanga di stimoli ed informazioni che a lungo andare avrebbero fatto impazzire chiunque (se anche tu hai questa sensazione, questo ti può aiutare). Perciò ha scelto di vivere ad Omaha, una città tranquilla che gli ha permesso di prendersi tempo per riflettere ed analizzare le sue strategie, senza rincorrere l’ultima moda del momento. Buffett è la dimostrazione evidente che è importante curare la qualità delle scelte che facciamo, non la quantità: meglio poche scelte ponderate e su cui siamo pronti a scommettere che cambiare continuamente idea senza seguire un percorso chiaro.

Con questo ho finito il secondo post dedicato alla serie “Imparare dai migliori”. Se hai suggerimenti su persone che sono state la tua personalissima fonte d’ispirazione, scrivili nei commenti qui sotto oppure mandameli via mail a pensafuoridallascatola@gmail.com, potrebbero essere l’argomento del prossimo post della serie! 😉

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9 commenti on “Imparare dai migliori: Warren Buffett”

  1. dario agazzi ha detto:

    caro lorenzo, mi paiono piuttosto contraddittori due post come questo e quello precedente sul denaro (“quello che non vi hanno mai detto sui soldi…”). buffett come modello di esistenza mi pare a dir poco grottesco. un uomo che parla di lotta di classe vinta dalla “sua” classe sociale è qualcosa che grida vendetta aldilà della veridicità più o meno insita in tale affermazione:
    http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/la-lotta-di-classe-la-stanno-facendo-e-vincendo-i-ricchi-jobs-gates-hanno-54680.htm
    oltre che alimentare quel concetto di “american dream” che per fortuna la letteratura americana più elevata – o meglio: la realtà della vita – ha distrutto.
    in quanto al denaro, infine, porgi su di un piatto d’argento la frase pronunziata da un laido personaggio d’una delle “histoires désobligeantes” (1894, curate dal geniale borges) di quel grande scrittore che fu léon bloy: […] l’ultima volta che vidi questo platone della lesineria: “lo sa” – mi disse, “che il denaro è dio, e che per questo gli uomini lo ricercano con tanto ardore? no, vero? lei è troppo giovane per averci pensato. senza dubbio mi prenderebbe per una specie di pazzo sacrilego, se le dicessi che egli è infinitamente buono, perfettissimo, signore sovrano di tutte le cose, e che nulla si fa in questo mondo senza il suo ordine e il suo consenso, e che pertanto siamo stati creati solamente per conoscerlo, adorarlo, servirlo e guadagnare cosi la vita eterna.” (“la religione del signor pleur”, op. cit.)
    un “arzillo vecchietto, classico personaggio seduto al bar a giocare a carte e a bere vino bianco”: esempio senza dubbio più rispettabile e migliore di questo monsieur pleur che tu additi, camuffato da filantropo.

    • lorenzobrigatti ha detto:

      Ciao Dario, mi fa molto piacere sentirti qui!

      Ti ringrazio per il tuo commento, che mi permette di fare alcune precisazioni: questo post non è in contraddizione con il post da te citato, perchè in entrambi si sottolinea che NON è il possesso del denaro a renderci felici. Lo stesso Buffett usa il denaro come un mezzo per capire quanto è bravo a fare il suo lavoro e non come fine a se stesso. Al di là delle opinioni politiche/personali che abbia Buffett, rimane uno dei migliori nel campo degli investimenti ed i risultati che ha ottenuto negli ultimi 20 anni lo provano. Come tale è quindi una persona da cui si può imparare qualcosa, e nel mio post ho evidenziato tutti gli aspetti che potessero essere utili ai lettori,a prescindere da fede politica e opinioni personali.
      Sulla citazione che riporti, sono pienamente d’accordo che decontestualizzata fa indignare le persone che la leggono (me incluso). Facendo qualche ricerca ho però scoperto che questa frase è stata detta in un contesto più ampio (questa è l’intervista originale: http://www.nytimes.com/2006/11/26/business/yourmoney/26every.html?_r=0). Buffett si chiedeva come fosse eticamente possibile che in percentuale pagasse meno tasse rispetto alla sua segretaria e la citazione è una sua ipotesi sui motivi per cui questo accade. Nella stessa intervista condanna il modello di tassazione americano e chiede contro il suo interesse di superricco, una tassazione progressiva più aspra. Non un ragionamento che mi aspetterei da un multimilionario egoista, insomma.
      Infine, riguardo all’American dream di cui parli, sono d’accordo che la realtà abbia ridimensionato la corsa sfrenata al successo e il carrierismo. Non a caso si stanno diffondendo sempre di più in America modelli di vita alternativi, dove il denaro ha un ruolo rimdimensionato, come il downshifting e il nomadismo digitale. Al momento sono delle idee non ancora molto diffuse, ma in un futuro potrebbero diventare un modello di vita più sostenibile per l’economia e più soddisfacente per le persone rispetto a quello attuale.

  2. Laura Tentolini ha detto:

    Ciao Lorenzo,
    se ho capito bene, Warren Buffett è un cassettista, nel senso che sceglie oculatamente le aziende sulle quali investire e tiene le azioni a lungo termine, godendo i frutti dell’investimento magari dopo anni, il contrario, quindi, dello speculatore.

    Visto che anch’io non lavo mai la macchina, che dici, sono sulla buona strada?

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Dici bene Laura!
      Hai usato il termine più tecnico per definirlo, cassettista, anche se lui si ritiene un semplice investitore: vuole mettere i soldi in aziende solide in settori di cui riesce a capire ed anticipare i movimenti (per questo motivo nonostante sia grande amico di Bill Gates non ha sfruttato appieno il successo planetario di Microsoft, l’informatica era troppo complicata per lui) .
      PS: Sei già la seconda persona che è rimasta colpita dal non lavare la macchina per guadagnare tempo, non pensavo fosse un tema così sentito! 😉
      Dovrò fare qualche indagine aggiuntiva su altri grandi investitori, se nessuno di loro lava la macchina lo proporrò come uno dei tratti fondamentali per avere successo nel mondo della finanza!
      Finché rimaniamo nel dubbio ti consiglio di lavarla non troppo spesso. Tanto quando lo fai, il giorno dopo piove! 😛

      • Laura Tentolini ha detto:

        Un investimento a lungo termine, però, implica non aver bisogno di contanti nell’attesa che l’investimento maturi, e questo esclude una bella fetta di persone.

        Dai temi che tratti penso che tu conosca bene, per esempio, Bardolla, Kiosaki e altri.

        • Lorenzo Brigatti ha detto:

          Questo è vero, ma esistono investimenti flessibili che ti permettono di non rimanere senza contanti, come ad esempio i piani di accumulo. Dopo il versamento iniziale puoi investire piccole somme di denaro (100-200 euro) ogni mese ed ottenere interessi ragionevoli nel medio-lungo periodo.

          Sugli autori che mi hai indicato, Kiyosaki lo conosco: il mio libro preferito è “Padre ricco, padre povero”, molto interessante per crearsi le basi della libertà finanziaria. Su Bardolla invece confesso la mia ignoranza, non ho mai letto nulla! Hai qualche suo libro da consigliarmi?

  3. […] ai miei post su come raggiungere la libertà finanziaria e sulla strategia di investimento di Warren Buffett, mentre per la psicologia puoi leggerti come allenare la tua felicità e il post dedicato a […]


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