Quello che non ti hanno mai detto su soldi e felicità

MoneyHappiness

I soldi sono uno strano affare: chi non li ha, fa di tutto per averne di più; chi li ha è pieno di guai.

Ayrton Senna

I soldi fanno la felicità? Questa domanda antichissima, battuta solo dalla sempreverde “E’ nato prima l’uovo o la gallina?”, ci assilla da generazioni. Le risposte sono tante, ma l’opinione comune è che possedere più soldi ci renda più felici. Questa teoria ha acquisito credito anche in ambito accademico, tanto che una delle certezze su cui si basa l’economia è il principio di massimizzazione dell’utilità: ognuno di noi cerca di aumentare il suo reddito per soddisfare i suoi bisogni ed essere più felice. Eppure, ogni volta che sentivo questo principio durante i miei anni universitari, qualcosa non tornava: davvero la nostra felicità è solo un accumulo continuo di soldi e risorse?

Spinto da questo dubbio ho fatto la conoscenza di una nuova branca dell’economia, l’economia comportamentale. Un miscuglio tra economia e psicologia che studia come prendiamo le nostre decisioni in ambito economico e non. Quello che ho scoperto ha rivoluzionato il mio rapporto con il denaro e la mia concezione di felicità, ed in questo post voglio condensare per te quello che ho imparato.

Cominciamo con una domanda: quanti soldi ti servono per essere felice? Non avere limiti, puoi chiedere quanto vuoi! Un milione di euro? Dieci milioni di euro? Mille mila milioni?

Scommetto che hai sparato altissimo, e se non hai un genio della lampada in tasca ti sarà difficile ottenere tutti questi soldi in un lampo. Ma forse hai puntato troppo in alto: per essere soddisfatto dal punto di vista economico ti basta possedere poco più denaro della media della comunità di cui fai parte. In questo modo avrai uno status sociale prestigioso, ma non abbastanza da avere scocciatori che bussano tutto il giorno alla tua porta per proporti idee da finanziare e non attirerai le invidie di chi ha meno soldi di te.

Questo non è l’unico effetto della comparazione che facciamo con la comunità in cui viviamo: immaginati di ottenere un aumento di stipendio di mille euro. Fantastico vero? 🙂 Un secondo dopo scopri che tua moglie, i tuoi amici e persino quel collega che non sopporti hanno avuto TUTTI un aumento di 5000 euro. Ti sentiresti ancora felice? Probabilmente un po’ meno, anzi saresti arrabbiato per essere l’unico ad aver guadagnato così poco. Questo esempio è una dimostrazione lampante di come il condizionamento sociale e il confronto con le persone con cui siamo a contatto tutti i giorni siano forze più potenti del semplice possedere beni materiali.

Adesso cambiamo situazione (questa ti piacerà di più! 😉 ): sei l’unico ad aver ricevuto un aumento di stipendio! Ovviamente ti sentirai molto felice, ma…..un aumento del reddito a disposizione ti rende più felici solo entro certi limiti. Se il tuo reddito aumentasse da 1000 a 3000 euro scoppieresti di felicità, ma se passasse da 80000 a 82000 euro non ti accorgeresti nemmeno della differenza. Questo è piuttosto intuitivo, lo so. Invece mi ha sorpreso parecchio scoprire che, qualsiasi sia stata la situazione di partenza, nel giro di un anno il livello di felicità ritornerà ai livello pre-aumento. Questo è stato verificato non solo nel caso di piccoli sbalzi, ma anche in casi più estremi come con i vincitori della lotteria o persone che hanno avuto un grave incidente.

L’ultimo aspetto teorico di cui parleremo oggi è il peso psicologico della perdita. Siamo programmati per avere forti reazioni emozionali alle perdite, molto più che ai guadagni. Questo accade per un’ovvia ragione evolutiva: la parte inconscia del nostro cervello ragiona come se vivessimo ancora nella giungla, dove una sola perdita può essere decisiva ai fini della nostra sopravvivenza, mentre più guadagni rappresentano solo una buona situazione. Immagina di trovare cento euro per terra, ed una volta arrivato a casa scopri di avere una multa da pagare dello stesso valore: nonostante i due eventi si annullino da un punto di vista economico, da un punto di vista emozionale saresti arrabbiato per la perdita subita, dimenticandoti del guadagno di poco prima. C’è un’equazione non ufficiale sulla relazione guadagno-perdita: percepiamo una perdita come il suo valore moltiplicato per 1,5 volte. Nel caso di prima, trovando 150 euro per terra, la multa di 100 non sarebbe stata un dispiacere così grande, perché avresti comunque potuto goderti i 50 euro rimasti.

Adesso che ho terminato la parte teorica andiamo a vedere come sfruttare da un punto di vista pratico i principi scoperti dall’economia comportamentale per essere più felici (alcuni sono un adattamento da questo post in lingua inglese, che mi ha ispirato per l’articolo di oggi):

  1. Spendi denaro in esperienze, non in oggetti. Fare un viaggio all’avventura o iscriversi ad un qualsiasi corso non sono spese enormi e forniscono un aumento significativo del livello di felicità, perché influenzano la nostra vita sociale. Conoscere persone nuove, spendere tempo con quelle che amiamo e acquisire nuove abilità sono esperienze che ci rendono molto più felici di possedere un oggetto di lusso. Inoltre un’esperienza è legata ad una serie di emozioni intense che la rendono memorabile e ce la fanno percepire come sempre nuova, impedendoci di adattarci in tempi brevi, come nel caso dell’acquisto di un automobile nuova (dopo una settimana non ti ricordi più com’era guidare la vecchia).

  2. Aiuta gli altri. Alcuni studi hanno dimostrato che utilizzare una parte del denaro che abbiamo a disposizione (non importa la tua situazione economica) per aiutare gli altri ci rende più felici. E questo non vale solo verso amici, partner e parenti ma anche verso gli estranei, poichè la sensazione di essere utili ci gratifica indipendentemente da chi stiamo aiutando in quel momento.

  3. Privilegia i piaceri più piccoli rispetto a quelli grandi. E’ meglio godersi piccoli piaceri molto spesso, intervallandoli con piccole pause piuttosto che goderne una volta sola per un tempo più lungo; quindi meglio prendersi più weekend low cost viaggiando per l’Italia o per l’Europa che due settimane di vacanza all’anno in un hotel extralusso. 

  4. Raggruppa tutte le perdite/uscite nel minor numero di occasioni possibili: Alle uscite deve essere applicato lo stesso ragionamento, ma in maniera opposta. Dato che tante piccole uscite continue sono più dolorose di una sola una tantum, raggruppa i pagamenti in un’unica data. In questo modo eviterai la sensazione di avere le mani bucate e ti toglierai pure il pensiero di pagare, guadagnandone in serenità.

  5. Riscopri i piaceri dell’anticipazione: Viviamo in una società sempre più supersonica ed abbiamo perso l’abitudine dell’anticipazione di qualcosa di bello che ci potrà accadere. Prova a pensare alle vacanze estive: ti dà più gioia scegliere qualcosa a caso il giorno prima delle ferie o decidere la località in anticipo, leggere su una guida cosa potreste visitare, quali piatti della cucina locale degustare? Questi pensieri ti aiuteranno nelle giornate invernali più tristi e grigie, dandoti un piccolo assaggio di extra felicità gratis! 😉

  6. Spendi i tuoi soldi in maniera intelligente: Cerca di sfruttare buone occasioni ed offerte, con Internet hai tantissime possibilità (ad esempio Groupon). E ricordati che esistono possibilità per acquistare prodotti/servizi senza pagare in denaro (la banca del tempo, ad esempio).

  7. Non basare la scelta del tuo lavoro solo su motivazioni economiche: capisco che in questo momento questo sia un tasto molto delicato, e sono consapevole del fatto che quando mancano i soldi è necessario accettare qualsiasi tipo di lavoro per poter arrivare alla fine del mese. Ma se non sei in una situazione economica pericolosa, cerca un lavoro gratificante dal punto di vista personale e dove sei circondato da persone interessanti, anche se dovesse significare una busta paga più leggera (gli aumenti di denaro a nostra disposizione ci rendono felici temporaneamente, mentre l’essere a contatto con persone positive e fare qualcosa che amiamo ci mantengono continuamente felici).

E tu hai altri suggerimenti o strategie su come usare i soldi per essere felici? Dì la tua nei commenti! 😉

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13 commenti on “Quello che non ti hanno mai detto su soldi e felicità”

  1. edoardo ha detto:

    condivido la tua opinione . e ti approvo . Edo

  2. Elisabetta ha detto:

    Bello…bello…bello mi piace molto lo stile con cui è scritto, ma soprattutto il significato ed i consigli che vengono indicati in questo argomento. Farò il possibile per metterli in pratica.

  3. Uno degli articoli più belli che abbia mai letto.
    Solo su un punto non sono d’accordo: il riunire le spese (le perdite) in un unico botto.
    Trovo che sia un atteggiamento troppo spensierato quello di vivere rilassati per un lungo periodo per poi ,come spesso accade così facendo, ritrovarsi senza soldi quando arriva il momento di pagare “il botto”.

    Penso che userò questo articolo come spunto per uno mio.

    • Lorenzo Brigatti ha detto:

      Grazie mille delle tue parole Marco, sapere di essere di ispirazione a qualcuno è il motore che tiene vivo questo blog! 😀

      Se hai le mani bucate non conta come paghi, che sia in un botto o lungo l’arco del mese qualche spesa importante rischia di rimanere fuori: pensa se paghi tutte le bollette nell’ultima settimana, in giorni diversi. Se fai vita da cicala potresti non avere comunque soldi per pagare tutto.
      Per poter risolvere questo problema puoi pagare tutto all’inizio del mese ed in maniera automatizzata, oppure avere un partner/amico/consulente che è particolarmente pignolo nel monitorare le tue uscite, oppure ancora cominciare a sviluppare un po’ di sana autodisciplina finanziaria. A te la scelta! (oppure puoi usare una delle mille possibilità che non mi sono venute in mente! 😀 )

      PS: aspetto con grande curiosità il tuo articolo, lo leggerò con molto piacere! 😉

      • ahhhh ma io non sono un gran scrittore… faccio pena.
        Ho dei buoni pensieri che mi girano in testa ma mi viene difficile metterli nero su bianco e così rimando, rimando, rimando… e poi non scrivo più niente. 🙂
        Però questo tema m’è piuttosto caro in questo periodo della mia vita in cui ,non avendo figli ed lavorando da parecchi anni con uno stipendio sicuro e continuativo seppur medio-basso, non sto male economicamente ma…. i soldi danno la *comodità*, non la *felicità*.
        E danno anche molti pensieri! Sia i liquidi (come investire per non farli erodere dall’inflazione?) sia gli oggetti acquistati (e se mi rubano la moto/auto nuova?).

        Vedo che hai 27 anni, non sei un ragazzino ma nemmeno sei tanto avanti, eppure esprimi già dei pensieri a cui molti non arrivano nemmeno a 100 anni!

        • Lorenzo Brigatti ha detto:

          A dire il vero di anni ne ho 28, da gennaio. Grazie per avermi ricordato di aggiornare il mio profilo! 😀

          Hai ragione: i soldi non sono la panacea di tutti i mali, se non sei in grado di gestirli averne tanti ti può creare più problemi che risolverne. Ci sono stati vincitori della lotteria che hanno perso tutto l’anno successivo, alcuni si sono pure indebitati.

          I soldi sono un’amplificatore della tua mentalità finanziaria, quindi è importantissimo sviluppare sane abitudini ed imparare a trovare il giusto equilibrio tra risparmiare e goderseli. A me piace considerarli come uno strumento per realizzare i miei progetti, non come il fine ultimo del mio lavoro.

          Ti ringrazio ancora dei complimenti e aspetto che il tuo blocco di (non gran?) scrittore passi per vedere il tuo post finanziario! 😉

  4. […] Questo articolo va a integrare l’articolo precedente, perché non ero riuscito a spiegare bene ciò che volevo dire.Inoltre suggerisco anche la lettura di questo, nel blog di Lorenzo Brigatti:https://pensafuoridallascatola.wordpress.com/2013/11/18/quello-che-non-vi-hanno-mai-detto-su-soldi-e-…——————————————————————————– […]

  5. […] Questo accade perché sviluppiamo una sensazione di proprietà verso l’oggetto che stiamo creando.  Quando lo vediamo per la prima volta già finito, invece, lo possiamo percepire come qualcosa di inutile che preferiamo non avere. Un’ennesima dimostrazione di come siamo più avversi alle perdite che propensi al guadagno, come già detto qui.  […]

  6. […] per risolvere problemi complessi in modo semplice. Gigerenzer, uno studioso di economia comportamentale, ha evidenziato come le euristiche spesso battano strategie basate su modelli decisionali più […]

  7. […] programmati per evitare il dolore e inseguire il piacere,  soffriamo di più per una perdita di quanto non esultiamo per un guadagno, ma nella società moderna il rifiuto del dolore ha […]


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