Stressato da troppe notizie? Usa la dieta mediatica

information overload

Prendere informazioni da Internet è come bere da un idrante (da Flickr)

L’informazione non è conoscenza.

Albert Einstein

 

Stiamo vivendo nell’era dell’informazione: con un clic abbiamo accesso ad ogni notizia immaginabile e da quando Internet è anche sul cellulare prenderti un momento di pausa dal flusso di informazioni è sempre più difficile.

Purtroppo il nostro cervello non è fatto per gestire questo bombardamento continuo e può entrare in uno stato di “information overload” (sovraccarico informativo). Il risultato? Stress continuo e la sensazione di non avere tempo per nulla.

In questo post voglio proporti un metodo drastico per risolvere la situazione. No, non ti chiederò di buttare lo smarthphone e di cominciare a fare l’eremita in montagna (anche se potrebbe essere un’esperienza interessante 😀 ), ma di cominciare una dieta mediatica.

Lo spunto mi è venuto leggendo un libro di Clay Johnson, “The Information Diet: a case for conscious consumption” che mi ha fatto riflettere su come nessuno ci abbia insegnato un’abilità cruciale:  selezionare e gestire il flusso di informazioni che riceviamo quotidianamente. Johnson si rifiuta di considerarci dei contenitori passivi, ma sostiene che attraverso le nostre scelte possiamo migliorare la qualità delle informazioni che assorbiamo e di conseguenza la nostra vita.

D’accordo, mi hai convinto. Da dove comincio questa dieta mediatica?” 

La prima cosa da fare è definire gli ingredienti.

Dieta Mediatica: gli ingredienti 

Gli ingredienti della dieta mediatica sono tutte le fonti che utilizzi per informarti. Qui sotto ho elencato le principali, dandoti anche qualche consiglio su come usarle.

  1. Telegiornali. Per la tua salute e felicità, dì NO! Ho smesso di guardare i telegiornali anni fa. Anche ignorando quelli politicamente faziosi o sfacciatamente trash, neppure un telegiornale bilanciato offre informazioni di buona qualità. Di solito c’è il momento “tribuna politica”, in cui parlamentari di ogni schieramento blaterano la loro opinione su argomenti a caso; le notizie bomba come “d’inverno fa freddo” o “d’estate fa caldo”, passando anche per amenità come la tartaruga a rotelle. Non solo i telegiornali non informano, ma sono pure dannosi, perché trasmettono fobie al solo scopo di cavalcare lo scandalo, (i servizi sulle orde di alani o dobermann che sbranano bambini sono un buon esempio). Prova a non guardare telegiornali per un’intera settimana e dedica questo tempo ad altre attività più interessanti, vedrai che il tuo umore migliorerà! 😉

  2. Giornali: maneggiare con cura. Pur condividendo alcuni tratti dei telegiornali (sensazionalismo e gusto del macabro) i giornali rappresentano uno strumento migliore per informarsi, ma purtroppo tendono ad essere molto schierati da un punto di vista politico e quindi perdono in obiettività su questa parte cruciale. Per evitare inutili travasi di bile limita allo stretto necessario la lettura degli articoli riguardanti la politica, mentre puoi dedicare più tempo ai giornali che trattano argomenti più tecnici, poichè sono assimilabili ai libri (vedi paragrafo successivo) e rappresentano un’ottima fonte di notizie nel campo in cui si è interessati.

  3. Libri: il meglio. Ho un amore incondizionato verso i libri e li ritengo uno dei migliori strumenti per informarsi. Puoi selezionare l’argomento desiderato, verificare il contenuto prima di acquistarli, all’interno non trovi pubblicità o altre distrazioni e il numero di informazioni contenute è di qualità molto alta. L’unica controindicazione sta nella possibilità di trovare libri scritti male, ma con un po’ di ricerca preventiva si può facilmente risolvere questo problema.

  4. Internet: un’arma a doppio taglio. Internet rappresenta una fonte inesauribile di informazioni. Questa sua forza, però, è anche la sua debolezza. Nella rete si può trovare di tutto, dall’opinione dell’esperto fino al ciarlatano che vende fumo e spesso è difficile distinguere le informazioni attendibili dalla fuffa. In più quando navighiamo su internet alla ricerca di informazioni spesso stiamo solo cercando conferma alle nostre opinioni. Non importa quanto pensiamo di essere aperti, tenderemo sempre a dare più credito alle notizie che confermano le nostre convinzioni più profonde. Questa tendenza si riscontra anche con gli altri mezzi di informazione, ma in Internet è più marcata. Al di là di queste limitazioni, Internet è comunque una risorsa enorme per ognuno di noi, in particolare per chi conosce più lingue straniere.

  5. Esperti del settore, o amici che ne sanno di più: una risorsa inestimabile. Per concludere l’ingrediente più importante: chi ne sa più di noi.  Il buonsenso ci ha sempre suggerito di contattare il nostro amico “che ne capisce di computer” o “che ne sa di macchine” in caso di bisogno, ma oggi c’è di più. Grazie ad Internet è molto più facile chiedere informazioni ad un esperto di un settore di nostro interesse. Considerando che queste richieste possono poi sfociare in forme di collaborazione che vanno ad arricchire ulteriormente la nostra vita, considero questo elemento il più importante nella nostra dieta dell’informazione. Le uniche controindicazioni sono tutti i problemi che si possono creare dal punto di vista umano in ogni relazione, ma è un rischio che vale definitivamente la pena correre. 

Ora hai a disposizione tutto quello che ti serve per creare la dieta mediatica su misura per te. Per darti un’idea più pratica adesso condividerò con te la mia dieta mediatica personale, indicandoti le ore per settimana che dedico alle fonti di informazioni viste sopra.

La mia dieta mediatica personale

Telegiornali: 0 ore/settimana Guardare la televisione può servire per imparare la lingua in un paese straniero, per il resto è tempo perso. Capisco che dopo una dura giornata di lavoro vuoi rilassarti, ma ci sono tantissime altre attività non impegnative che ti danno più soddisfazione. Una birra con gli amici, una cena romantica o una sana dormita, giusto per dirne qualcuna.

Giornali: 0 ore/ settimana Questo valore è influenzato dal fatto che vivo in Polonia e nonostante stia studiando polacco, i giornali rimangono spesso misteriosi. Da quel poco che capisco anche qui omicidi e gossip occupano una parte considerevole dell’informazione cartacea, ma quando capita leggo i giornali locali, per sapere se c’è in programma qualche evento interessante poco pubblicizzato.

Libri: 10 ore/settimana. In generale leggo durante il viaggio per andare al lavoro, ed un paio di ore in più nel weekend. Per poter leggere con regolarità anche in terra straniera, ho comprato un reader. Piccolo, comodo, lo posso portare ovunque e ho caricato libri su ogni argomento di mio interesse: scacchi, narrativa, economia, psicologia, non mi faccio mancare nulla! 😀 . Il libro che sto leggendo ora si intitola:” Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, molto particolare ma te lo consiglio!

Internet: 25/ore settimana  “Che cos’è, un part time?”. Quasi. Internet è la mia fonte principale di informazione, e non è difficile immaginare il perché. Il mio portatile funziona come radio, televisione, giornale, libro rivista, etc. etc. Per poter raggruppare le notizie in modo più ordinato sfrutto un feed reader che mi permette di raggruppare in un’unica pagina i siti di mio interesse, risparmiandomi il tempo di passare da una pagina all’altra ed evitando le pubblicità incorporate nel sito. Anche in Facebook e in Twitter ho flitrato gli utenti da cui voglio ricevere notifiche, in modo da poter scoprire notizie interessanti e non passare tempo a vedere le foto delle vacanze al mare del tizio con cui ho parlato una volta cinque anni fa. Nonostante queste precauzioni, su Internet si trova anche un sacco di spazzatura ed è facilissimo cazzeggiare. Se non vuoi perdere ore in nella fascia oraria delle Bermuda puoi usare applicazioni come StayFocusd, che bloccano i siti internet succhiatempo.

Amici ed esperti: 4 ore/settimana A causa della mia voracità nella lettura, questa voce occupa percentualmente una dimensione ridotta, ma è comunque di importanza cruciale. Le relazioni umane ci arricchiscono: chiedere un parere ad una persona competente significa avere un’opinione di qualità e dimostrare stima nei suoi confronti. Dato che i miei amici sono stufi di sentire le mie domande, ho cominciato a “molestare” esperti in settori di mio interesse. Ogni tanto mi capita di non ricevere risposta, ma il più delle volte ho ricevuto qualche dritta interessante. Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di contattare una persona che riteni molto intelligente (meglio se non la conosci) e falle una domanda di cui vuoi conoscere la risposta, ovviamente chiedendo nel modo giusto. Non c’è nulla da perdere, ma solo da guadagnare.

E per finire…due ingredienti speciali!

Oltre alle fonti di informazione citate sopra, esistono altri due ingredienti della dieta mediatica che puoi utilizzare per poter gestire al meglio il flusso di informazioni: 

  1. Consapevolezza dell’ambiente e delle persone che ci sta intorno: (il più spesso possibile)  Viviamo in un’epoca in cui ignorarsi è diventata la regola. Quando prendiamo i mezzi pubblici spesso ci isoliamo dal resto del mondo: chi legge un libro, chi ascolta musica a tutto volume, chi controlla le ultime notifiche di Facebook sul telefonino/tablet. Perché non provare invece ad essere più consapevoli di quello che ci sta intorno? Puoi divertirti a guardare le persone che siedono accanto a te sull’autobus, oppure prendere la strada meno trafficata e più panoramica per goderti un po’ di relax. Non è importante farlo sempre, ma essere aperti e sorridenti al mondo fa pure bene alla salute!

  2. Il digiuno dell’informazione: 7h/settimana Questo ingrediente è difficile da quantificare: come si può decidere quanto sia qualcosa che non c’è? Tuttavia questo concetto è importantissimo: la chiave per raggiungere una sana dieta dell’informazione consiste nell’eliminare le informazioni inutili o dannose. Dall’elezione del Presidente della Repubblica non seguo più la politica italiana, e la qualità della mia vita è migliorata parecchio. Prima spendevo tempo prezioso a indignarmi per il comportamento dei nostri politici, poi ho realizzato che lamentarmi in modo informato non cambiava di una virgola la situazione. L‘informazione senza l’azione non è nulla. Va benissimo indignarsi per i soprusi che vengono commessi, ma se non hai intenzione di agire in prima persona e fare qualcosa per riparare è meglio limitare i travasi di bile politici al minimo, cioè quando si deve andare a votare. Un’altra categoria di informazioni che voglio eliminare sono quelle sportive. Sembra che siano innocue, ma ho assistito a discussioni eterne su rigori non dati, che qualche volta sono pure sfociati in risse. Dato che il calcio è l’80% dell’informazione sportiva in Italia, se non si è molto interessati non è un grande sforzo smettere di seguire le cronache sportive. Infine, qualche volta è necessario prendersi uno stacco da tutte le informazioni, anche quelle utili, ed uscire a fare una passeggiata, meditare, fare sport. Qualsiasi cosa permetta al nostro cervello di fermarsi e ricaricare le batterie. Sette ore alla settimana è il mio minimo, ma quando posso cerco di staccare la spina un po’ più a lungo.

    Che ne pensi di questa dieta mediatica, potrebbe funzionare per te oppure cambieresti qualcosa? Fammi sapere la tua opinione, i commenti sono a tua disposizione! 😉

 

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One Comment on “Stressato da troppe notizie? Usa la dieta mediatica”

  1. […] Nonostante internet rappresenti una forma di dipendenza, al tempo stesso è anche un potente mezzo di emancipazione e di formazione. Mai come oggi hai a disposizione così tante informazioni a portata di clic, tanto che ha senso parlare di sovraccarico informativo. […]


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